Mastopessi con protesi

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MASTOPESSI CON PROTESI

Il seno ha un’importanza rilevante nell’ambito estetico poichè rappresenta il simbolo di femminilità per tale motivo gli interventi di mastoplastica sono tra i più richiesti in chirurgia estetica.

Una ptosi del seno (abbassamento del seno) in seguito ad una gravidanza o ad un dimagrimento importante può determinare in una donna dei complessi psicologici molto importanti. Tale problema si può risolvere con un intervento di mastopessi con l’utilizzo o meno di protesi .

Tecnica chirurgica

L’intervento di mastopessi con protesi ha la durata di circa due ore e viene eseguito in anestesia generale, per cui prevede la degenza di almeno una notte in clinica.

Si possono impiegare diverse tecniche in base al grado di ptosi del seno, questo comporterà una localizzazione diversa delle incisioni e quindi delle future cicatrici.

La tecnica classica prevede un’incisione a “T invertita” nella metà inferiore della mammella ed un’incisione periareolare che permetteranno l’eliminazione della cute in eccesso, il riposizionamento ad una corretta altezza del complesso areola-capezzolo (CAC) e il rimodellamento del seno. Tale tecnica esiterà, dunque, con una cicatrice a “T invertita” e una cicatrice periareolare che inizialmente saranno più evidenti e arrossate, ma che nel tempo si andranno sempre più schiarendo e mimetizzando (vedi fig. 1).

Altre tecniche prevedono solo una cicatrice verticale ed una periareolare, ma il loro impiego dipende dal caso in questione, dalla consistenza del seno, dalla sua conformazione e dal suo grado di ptosi. Gli impianti mammari, che possono essere di forma (anatomica o rotonda) e misure differenti con proiezioni più o meno accentuate, possono essere posizionate dietro la ghiandola mammaria (vedi fig. 2)o dietro il muscolo pettorale (vedi fig. 3). Sia il tipo che volume e il posizionamento delle protesi verranno scelti con cura insieme al chirurgo in modo da non alterare l’armonia del corpo e ottenere un risultato più naturale possibile.

Questo tipo di intervento non da effetti secondari né impedisce l’allattamento.

Le complicanze che si potrebbero verificare, sebbene l’intervento venga eseguito correttamente, sono rappresentate da ematomi e sieromi, ovvero raccolta di sangue o di siero che comportano il drenaggio degli stessi; cicatrici patologiche (ipo- o iperpigmetate, diastasate o ipertrofiche) che derivano nella maggior parte dei casi da un anomala cicatrizzazione della stessa paziente; necrosi cutanea o del complesso areola-capezzolo (CAC), che in genere si verificano in caso di riduzioni molto grandi o se il CAC viene sollevato eccessivamente; asimmetria.

Nel post-operatorio si può avere una ridotta o assente sensibilità del CAC che verrà recuperata nei mesi successivi.

Si ricorda che fisiologicamente la nostra metà destra del corpo non è perfettamente simmetrica alla metà sinistra, per cui non è sempre possibile correggere perfettamente asimmetrie importanti preesistenti.

Il risultato definitivo si può apprezzare a distanza di 10-12 mesi, quando si saranno riassorbiti perfettamente gli edemi e le protesi si saranno stabilizzate nella loro posizione naturale.

 

Cure del post-operatorio

Nell’immediato post-operatorio sarà avvertito un senso di peso e di trazione alla regione mammaria dovuto al bendaggio, è anche possibile accusare fastidi e lievi dolenze nelle prime 24-48 h soprattutto con i movimenti delle braccia. Il bendaggio verrà rimosso dopo 48h e sostituito, si applica, quindi, un reggiseno tipo criss-cross che dovrà essere indossato giorno e notte durante il primo mese post-operatorio.

I punti di sutura verranno rimossi in 14° giornata.

E’ importante non sovraccaricare né stancare eccessivamente i muscoli pettorali, per cui si devono ridurre tutti i movimenti che necessitano un lavoro di questi muscoli (guidare, sollevare oggetti pesanti, tenere in braccio bambini) per almeno 3-4 settimane.

Si consiglia, inoltre, di non esporsi al sole né ai raggi UVA per 1 mese per evitare pigmentazioni delle cicatrici.

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