SCOLIOSI - INTERVENTO CHIRURGICO

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INTERVENTO CHIRURGICO, SÌ O NO

 


 

Che cos’è l’ intervento?
Il termine inglese “fusion” rende bene l’idea: si tratta di un’artrodesi, ossia di una fusione di tutte le vertebre interessate dalla scoliosi che vengono saldate tra di loro e bloccate del tutto in modo che non ci sia più cedimento con gli anni. Si usano mezzi di sintesi, ossia viti e barre (oggi in titanio) per bloccare il tutto.

 

L’intervento è inevitabile?
L’intervento deve essere una scelta del paziente condivisa con il medico e la propria famiglia. I rischi e le possibili complicanze dell’intervento sono tali da non poter “imporre” una scelta del genere ai pazienti. Quello che i medici devono fare è dare correttamente tutte le informazioni (basate sulla scienza e non solo sulle nostre personali opinioni) ai pazienti e alle famiglie e poi gli strumenti perché si possano curare nella maniera migliore possibile. L’intervento è infatti una terapia senza ritorno, è una scelta definitiva.
Con una scoliosi sopra i 50° le possibilità terapeutiche sono due:

  • la chirurgia, definitiva, da cui non si torna indietro, più invasiva e rischiosa, che però garantisce il non peggioramento e la possibilità di “dimenticarsi” della scoliosi per anni
  • esercizi specifici e cura costante della propria schiena; da questa scelta si può tornare indietro, se le cose peggiorano, anche se i rischi dell’intervento più si va avanti negli anni più aumentano.

 

L’intervento riduce il dolore?
Il dolore nella scoliosi ha un’origine meccanica, pertanto la risposta è essenzialmente meccanica. E’ necessario migliorare le capacità di sostegno della schiena, con esercizi specifici fatti in maniera regolare. L’alternativa ad oggi resta solo l’intervento. Questo si basa sul principio che bloccando la schiena non c’è più rischio di peggioramento progressivo, ma si perde completamente la capacità di movimento nel tratto operato, e di conseguenza non muovendosi non scaturisce il dolore. Va però ricordato che un paziente su tre va incontro a reintervento per insorgenza di ulteriori complicanze o di nuovi dolori (dal sovraccarico delle strutture rimaste libere dall’artrodesi, alla rottura o migrazione dei mezzi di sintesi….). Purtroppo infatti dopo l’intervento le armi non chirurgiche sono molto poco efficaci.

 

Le barre si possono rompere?
La rottura della barra è una delle possibili complicazioni dell’intervento. Succede, non spessissimo, ma succede. La barra spesso si trova in un tessuto cicatriziale se non addirittura osseo e quindi questo fa sì che non ci siano problemi particolari. Tutto dipende da una valutazione e la scelta se ri-operare o meno dipende dalla valutazione dei possibili danni che la barra può provocare rispetto ai rischi di un re-intervento. Questo va chiesto al chirurgo direttamente per poter fare una scelta cosciente.

Si può fare ginnastica dopo un intervento?
Molto spesso i pazienti operati hanno grande benefici dagli esercizi specifici personalizzati. La colonna non è fatta solo di ossa (e titanio), ci sono anche i muscoli e questi hanno bisogno di lavorare anche se la stabilizzazione chirurgica garantisce il sostegno del tratto operato. Inoltre è importante svolgere attività aerobica, sia per il benessere generale dell’organismo sia per i polmoni, che nella scoliosi possono presentare qualche difficoltà.

 

Avere la scoliosi non sempre provoca dolori alla schiena e nella maggior parte dei casi non è associato a problemi specifici della schiena. In realtà, solo una piccola percentuale delle persone che hanno la scoliosi ha mal di schiena. Generalmente sono scoliosi abbastanza gravi che tendono a peggiorare con il tempo. L’intervento è un’opzione che permette soprattutto di evitare il peggioramento, per il quale sono fortemente a rischio i casi oltre i 50°. Inoltre, anche nei casi di mal di schiena da scoliosi, la risoluzione con l’intervento non è così frequente.

Tratto da ISICO - MIlano

 

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