Rifiuti inerti normativa a Catania

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Rifiuti inerti a Catania, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa, Trapani e Sicilia.

La problematica dei rifiuti inerti

 

ALCUNE INFO SU I RIFIUTI INERTI :

 

 
 
I detriti e gli inerti derivanti da demolizione sono rifiuti speciali. Non sono sottoprodotti e per essere utilizzabili in diverse categorie di lavori - da quelli stradali, ferroviari a quelli edili - devono essere sottoposti a un processo di recupero.
 
Lo afferma la Corte di Cassazione penale con sentenza che conferma la pronuncia del Tribunale di L'aquila. Il Tribunale infatti ha condannato alla pena dell'ammenda per la contravvenzione una ditta edile per aver illecitamente abbandonato e depositato in modo incontrollato circa 40 m3 di materiale di rifiuto non pericoloso rappresentato da inerti da demolizione nell'area di un cantiere in corso per la realizzazione di una rotatoria stradale.
 
Secondo la ditta però i materiali non sarebbero stati abbandonati, ma invece destinati ad essere utilizzati dall'impresa titolare del cantiere per spianare l'area e per la realizzazione di una massicciata stradale, tanto da essere livellati. E dunque ha dichiarato l'insussistenza del reato non essendovi prova dell'abbandono del materiale in quanto riutilizzato per spianare l'area.
 
Secondo la normativa italiana (codice ambientale) i rifiuti da attività di demolizione e costruzione sono rifiuti speciali.
 
Un rifiuto cessa di essere tale quando è stato sottoposto a un'operazione di recupero (incluso il riciclaggio e la preparazione al riutilizzo) e soddisfa una serie di requisiti. Ossia la sostanza o l'oggetto è utilizzato per scopi specifici, esiste un mercato o una domanda per tale sostanza, la sostanza soddisfa i requisiti tecnici per gli scopi specifici e rispetta la normativa e gli standard applicabili ai prodotti. Inoltre il suo utilizzo non dovrà portare a impatti negati sull'ambiente.
 
I materiali residuanti dalla attività di demolizione edilizia conservano la natura di rifiuti sino al completamento delle attività di separazione e cernita, in quanto la disciplina in materia di gestione dei rifiuti si applica sino al completamento delle operazioni di recupero.
 
Non si può parlare neanche di sottoprodotti perché i sottoprodotti sono quei materiali originati da un processo non direttamente destinato alla loro produzione, dotati di valore di scambio di mercato, di requisiti merceologici e di qualità ambientale.
 
In altre parole per essere sottoprodotti e non rifiuti, i materiali non devono essere sottoposti a trattamenti preliminari per essere impiegati nel corso del processo di produzione o di utilizzazione (anch'esso preventivamente individuato e definito) e il loro impiego non deve dar luogo a emissioni e a impatti ambientali qualitativamente e quantitativamente diversi da quelli autorizzati.
 
Inoltre il legislatore, richiede per riconoscere la qualità di sottoprodotto anche che "la sostanza o l'oggetto possono essere utilizzati direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale". (Qui però, non è chiaro cosa si debba intendere per "normale pratica industriale" e cosa, al contrario, non rientri in tale pratica).
 
Dunque già solo i procedimenti di stabilizzazione e frantumazione cui vengono sottoposti i materiali si pongono in contrasto con la definizione di sottoprodotto, perché per poter parlare di sottoprodotto, il materiale da riutilizzare non deve necessitare di alcuna trasformazione preliminare.

 

Sono “rifiuti inerti” quelli  che non subiscono alcuna trasformazione fisica, chimica o 

biologica significativa. I rifiuti inerti non si dissolvono, non bruciano né sono soggetti ad 

altre reazioni fisiche o chimiche, non sono biodegradabili e, in caso di contatto con altre 

materie, non comportano effetti nocivi tali da provocare inquinamento ambientale o danno 

alla salute umana. La tendenza a dar luogo a colaticci e la percentuale inquinante globale 

dei rifiuti nonché l'ecotossicità dei colaticci devono essere trascurabili e, in particolare, non 

danneggiare la qualità delle acque superficiali e/o freatiche 

 

I rifiuti da attività di costruzione, demolizione e scavo :

 

I rifiuti da costruzione, demolizione e scavo possono essere suddivisi in tre categorie 

generali, di seguito elencate. 

La frazione riutilizzabile, costituita da quegli elementi che possono essere riportati alla 

loro forma precedente e riconvertiti direttamente alla loro funzione originale: finestre, 

inferriate di balconi, travi ecc. 

La frazione riciclabile, costituita dagli scarti riciclabili o dai rifiuti che, sottoposti a 

termodistruzione, forniscono energia. Il riciclaggio del materiale concerne soprattutto la 

frazione litoide, ma non sono esclusi legno non trattato e metalli, mentre l'utilizzo dal 

punto di vista termico riguarda i componenti organici, come pavimenti in P.V.C. o legno 

trattato. A differenza della frazione riutilizzabile, questa frazione non ha conservato né 

la forma né la funzione originarie.  

 La frazione inutilizzabile, costituita dai componenti indesiderati presenti nel materiale 

da riciclare o dalle frazioni che contengono inquinanti, da conferire in discarica o 

trattare separatamente.  

Per quanto riguarda la composizione, si può differenziare tra la fase di costruzione che, 

al pari di quella di manutenzione, genera scarti molto eterogenei, costituiti da legname per 

impalcature e ponteggi, plastiche, cartoni, metalli, imballaggi  vuoti, sfridi di materiali da 

rivestimento (es. moquette), di isolanti e di impermeabilizzazioni, materiali ceramici, sfridi 

di laterizi e calcestruzzi, e la fase di demolizione che genera invece scarti più omogenei, 

con una prevalenza di laterizio e calcestruzzo (85-90 %) rispetto alla frazione metallica (<5 

%) e leggera (<5 %)

 

Nel rapporto i rifiuti da costruzioni, 

demolizioni e scavo sono raggruppati in tre grandi categorie: 

 rifiuti da costruzioni e demolizioni; 

 terra e rocce (compresi i materiali derivati da escavazioni); 

 materiali derivati da costruzioni di strade. 

 

 

L’impiego diretto dei materiali da demolizione non è infatti né possibile né consigliabile, 

neppure nel caso di usi minori, in quanto: 

 un rilevato con accettabili caratteristiche di resistenza deve essere realizzato con 

materiale avente pezzatura assortita e contenuta in un determinato fuso 

granulometrico (stabilizzazione granulometrica); 

 il riutilizzo di questi materiali può avvenire, come è chiarito nel paragrafo “Quadro 

normativo”, soltanto seguendo le procedure previste dalla legge (autorizzazione ai 

sensi degli articoli 27 e 28 del D.Lgs. 22/97, o procedure semplificate di cui agli articoli 

31 e 33 dello stesso decreto); 

 esiste il rischio che insieme agli inerti vengano smaltite altre tipologie di rifiuti 

(incidentalmente o dolosamente)

Per determinare, da una parte, la quantità di materiale di risulta inerte prodotto e per

definire, e dall’altra le relative caratteristiche specifiche si ritiene indispensabile individuare

le attività economiche responsabili della produzione di tale materiale. 

Secondo la classificazione ISTAT-ATECO ‘91 si individuano, tra le attività estrattive che

generano rifiuti inerti, quelle di cui all’elenco sottostante. 

1.1   Estrazione di pietra 

1.1.1  Estrazione di pietre per l’edilizia 

1.1.2  Estrazione di pietre ornamentali 

1.1.3  Estrazione di altre pietre da costruzione 

1.1.4  Estrazione di pietre per calce, pietra da gesso e creta 

1.1.5  Estrazione di pietra da gesso e anidrite 

1.1.6  Estrazione di pietra per calce e cementi e di dolomite 

1.1.7  Estrazione di ardesia 

1.2    Estrazione di ghiaia, sabbia e argilla 

1.2.1  Estrazione di ghiaia e sabbia 

1.2.2  Estrazione di argilla e caolino 

1.3   Estrazione di minerali per le industrie chimiche e la fabbricazione di concimi 

1.3.1  Estrazione di sali di potassio 

1.3.2  Estrazione di baritina, fluorite, acido borico, terre coloranti e altri minerali per le

industrie chimiche 

1.4  Produzione di sale 

1.5  Estrazione di altri minerali e prodotti di cava n.c.a. 

1.5.1  Estrazione di pietra pomice e altri materiali abrasivi 

1.5.2  Estrazione di asfalto e bitume naturali 

1.5.3  Estrazione di altri minerali e prodotti di cava (quarzo, quarzite, sabbie silicee, ecc.). Ufficio del Commissario Delegato per l’emergenza rifiuti e per la tutela delle acque  in Sicilia

Capitolo 14   Piano di gestione dei rifiuti in Sicilia  -  Pagina 536

Materiale di risulta inerte può essere prodotto anche dalle seguenti altre attività.

1.6  Fabbricazione di prodotti in ceramica non refrattari, non destinati all’edilizia;

fabbricazione di prodotti ceramici refrattari 

1.6.1  Fabbricazione di prodotti in ceramica per usi domestici ornamentali 

1.6.2  Fabbricazione di articoli sanitari in ceramica 

1.6.3  Fabbricazione di isolatori e di pezzi isolanti in ceramica 

1.6.4  Fabbricazione di altri prodotti ceramici per uso tecnico industriale 

1.6.5  Fabbricazione di altri prodotti in ceramica 

1.6.6  Fabbricazione di prodotti ceramici refrattari 

1.7     Fabbricazione di piastrelle e lastre in ceramica per pavimenti e rivestimenti 

1.8     Fabbricazione di mattoni, tegole ed altri prodotti dell’edilizia in terracotta 

1.9  Produzione di cemento, calce e gesso 

1.9.1  Produzione di cemento 

1.9.2  Produzione di calce 

1.9.3  Produzione di gesso 

1.10  Fabbricazione di prodotti in calcestruzzo, cemento e gesso 

1.10.1  Fabbricazione di prodotti in calcestruzzo per l’edilizia 

1.10.2  Fabbricazione di prodotti in gesso per l’edilizia 

1.10.3  Fabbricazione di calcestruzzo pronto per l’uso 

1.10.4  Produzione di malta 

1.10.5  Fabbricazione di prodotti in fibrocemento 

1.10.6  Fabbricazione di altri prodotti in calcestruzzo, gesso e cemento 

1.11  Taglio, modellatura e finitura della pietra 

1.11.1   Segagione e lavorazione delle pietre e del marmo 

1.11.2   Lavorazione artistica del marmo e di altre pietre, lavori in mosaico ed affini 

1.11.3   Frantumazione di pietre e minerali vari fuori della cava 

1.12 Fabbricazione di altri prodotti in minerali vari fuori della cava 

1.12.1  Fabbricazione di prodotti abrasivi 

1.12.2  Fabbricazione di altri prodotti in minerali non metalliferi n.c.a.  Ufficio del Commissario Delegato per l’emergenza rifiuti e per la tutela delle acque  in Sicilia

Capitolo 14    Piano di gestione dei rifiuti in Sicilia  -  Pagina 537

Nell’ambito infine delle costruzioni, sempre secondo la  classificazione dell’ISTAT,

possono essere generati rifiuti inerti nell’esecuzione delle opere di cui all’elenco seguente.

1.13 Preparazione del cantiere edile 

1.13.1  Demolizione di edifici e sistemazione del terreno 

1.13.2  Trivellazioni e perforazioni 

1.14 Costruzione completa o parziale di edifici; genio civile 

1.14.1   Lavori generali di costruzione di edifici e lavori in ingegneria civile 

1.14.2   Posa in opera di coperture e costruzione di ossature di tetti di edifici 

1.14.3  Costruzione di autostrade, strade, campi di aviazione e impianti sportivi 

1.14.4   Costruzione di opere idrauliche 

1.14.5   Altri lavori speciali di costruzione 

1.15 Installazione dei servizi in un fabbricato 

1.15.1  Installazione di impianti elettrici

1.15.2  Lavori di isolamento 

1.15.3  Installazione di impianti idraulico-sanitari 

1.15.4  Altri lavori di installazione 

1.16    Lavori di completamento degli edifici 

1.16.1  Intonacatura 

1.16.2   Posa in opera di infissi in legno e metallo 

1.16.3   Rivestimento di pavimenti e di muri 

1.16.4   Tinteggiatura e posa in opera di vetrate 

1.17   Altri lavori di completamento degli edifici 

1.17.1  Attività non specializzate di lavori edili 

1.17.2  Altri lavori di completamente degli edifici 

 
 

 

Dove trovare Nettezza urbana attorno a Adrano (CT)