Migrations, di Karen Knorr

La mostra presenta una selezione di fotografie tratte dalla vasta serie India Song (2008-2017)

Quando
da lunedì 18 giugno a domenica 15 luglio 2018
migrations-di-karen-knorr
  • Titolo - Migrations, di Karen Knorr
  • Quando - dal 18 giugno al 15 luglio 2018
  • Dove - Palermo, sedi varie
  • Orario - martedì a sabato dalle ore 16.30 - 19.30. Ingreso gratuito.
  • Curatori - Niccolò Fano
  • Info - 091 6114950 - 338 9701502 - 347 849565
  • Email - mlc.comunicazione@gmail.com
     

Matèria in collaborazione con église è lieta di presentare Migrations, una mostra di opere fotografiche dell’artista Karen Knorr. A cura di Niccolò Fano, direttore di Matèria, la mostra presenta una selezione di fotografie tratte dalla vasta serie India Song (2008-2017), a cui si affianca Metamorphoses (2014-2017), lavoro più recente e in fieri, che guarda all’eredità e al patrimonio culturale italiano.

Con un’esposizione selezionata delle pubblicazioni più rilevanti dell’artista, poste in dialogo con le due serie fotografiche in mostra, Migrations traccia la traiettoria del lavoro di Karen Knorr, dalla sua documentazione della sottocultura punk londinese alla fine degli anni Settanta (realizzata in collaborazione con Oliver Richon), fino a lavori seminali come Belgravia (1979-1981), Gentlemen (1981-1983) e Fables (2003-2008). Dal 2008, Karen Knorr ha diretto il proprio sguardo alla cultura dell’alta società indiana dei Rajput e alla relazione che essa innesca con “l’altro”, attraverso l’uso della fotografia, del video e della performance. India Song è un’osservazione dello spazio maschile (mardana) e dello spazio femminile (zanana) dei Mughal e dei Rajput all’interno delle strutture architettoniche reali, abitative e dei mausolei, attraverso fotografie digitali di grande formato.

Knorr celebra la ricca cultura visiva, le fondamenta mitiche e le narrazioni del Nord dell’India, concentrandosi nell’area del Rajasthan e utilizzando luoghi sacri e profani per osservare il sistema delle caste, il femminile e la loro relazione con il mondo animale. Gru, zebù, scimmie, tigri ed elefanti si trasformano da animali esotici a personificazioni di personaggi femminili del passato, sfaldando i confini tra realtà e illusione, reinventando un Panchatantra del ventunesimo secolo. Metamorphoses, una nuova serie fotografica in progress, esplora l’eredità italiana in Europa, utilizzando le Metamorfosi di Ovidio come cornice entro cui considerare il patrimonio culturale e le mutazioni dell’Europa odierna. Storie pagane e cristiane si sovrappongono, come angosciosa risposta alle recenti migrazioni globali che potrebbero trasformare i resti della vecchia Europa in una federazione dinamica e plurale, o in una fortezza invalicabile. Incertezza e mutevolezza attraversano l’Italia.

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