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In Italia la rivoluzione ambientale parte dal basso: i Comuni italiani abbracciano le rinnovabili

22 marzo 2008

In un anno sono raddoppiati i Comuni italiani che hanno puntato sull'energia pulita. Ad aver investito su solare fotovoltaico e termico, eolico, geotermia, biomasse, piccoli impianti idroelettrici sono oggi 3190 municipi, 1928 in più rispetto al 2007, nel cui territorio è installato almeno un impianto.
Questa crescita dal basso è fotografata dal rapporto Comuni rinnovabili 2008 di Legambiente, presentato nei giorni scorsi a Roma, che ha evidenziato il ruolo da protagonista dei piccoli Comuni e segnala esperienze interessanti sia a nord che a sud. Sul totale dei Comuni rinnovabili, sono infatti 1664 quelli con meno di 5000 abitanti. Tanti gli impianti installati, di diversa taglia e fonte, con un autentico boom del solare fotovoltaico per il quale sono stati installati oltre 90 MW di pannelli.
In testa ai Comuni 100% rinnovabili c'è Dobbiaco (Bz) con 3248 abitanti, l'unica amministrazione a soddisfare completamente con energie pulite tanto il suo fabbisogno termico quanto quello elettrico. Il primato per il solare termico va a Selva di Val Gardena (Bz). Prato allo Stelvio (Bz) è il Comune migliore per il solare fotovoltaico. Catania e Prato sono quelli che hanno installato rispettivamente più pannelli solari termici e fotovoltaici sugli edifici pubblici. A queste amministrazioni è stato assegnato oggi il premio Maurizio Caranza, per la maggiore diffusione di fonti rinnovabili. Il Comune di Agrigento si è invece posizionato al secondo posto per la diffusione dell'eolico con più di 104 Mw.

Gli investimenti si traducono in risultati concreti: risparmio energetico, tagli in bolletta, all'inquinamento dell'aria e una progressiva autonomia energetica dei Comuni interessati. "La scommessa di questi territori si sta rivelando vincente sotto tutti i punti di vista - ha commentato Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente -. Per rispondere al fabbisogno energetico, perché già oggi sono centinaia i Comuni che producono più energia elettrica di quanta ne consumano. Ma anche per i cittadini, perché coloro che hanno installato impianti solari termici e fotovoltaici, che sono collegati a reti di teleriscaldamento, pagano bollette meno salate e respirano un'aria più pulita. Grazie a questi impianti si sono creati nuovi posti di lavoro, attirati nuovi servizi e creato nuove prospettive di ricerca oltre a maggior benessere e qualità della vita".

- Dossier Legambiente ''Comuni rinnovabili 2008'' (pdf)

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22 marzo 2008
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