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Oggi si apre la caccia e la polemica tra la Regione siciliana e la Lega Antivivisezione si inasprisce

L'indignazione della Lav Sicilia per la frase che accompagna sul Calendario Venatorio 2004/05 pubblicato dalla Regione

01 settembre 2004

I 56.400 cacciatori siciliani sono già tutti nelle campagne con i fucili puntati. Il decreto dell'assessore regionale all'Agricoltura apre la stagione venatoria con quasi 20 giorni di anticipo rispetto alla data stabilita dalla legge statale sulla caccia, la 157 del '92, che indica la terza domenica di settembre.
Lo scontro tra la Lav Sicilia (Lega Antivivisezione) e la Regione Sicilia, di conseguenza continua e si inasprisce ancora di più.

Fra gli ultimi motivi di scontro la pubblicazione da parte Regione Siciliana dell'opuscolo riportante il "Calendario Venatorio 2004-2005", in distribuzione gratuita presso tutti i Comuni dell'Isola, dove si legge, con caratteri rossi ben evidenti: "Il cacciatore rispetta il patrimonio faunistico perché è di tutti, tutela l'ambiente e lo preserva dagli incendi, ama la natura e la difende".
Per la Lav è questa una chiara presa di posizione della Regione, che ha pensato bene di usare i fondi pubblici per tale "campagna pubblicitaria" a favore della caccia.
 
"Non si comprende se si tratti di una provocazione, una beffa o un ipocrito tentativo di rivalutare l'immagine di chi esercita un'attività violenta, crudele e distruttiva - dichiara Ennio Bonfanti, responsabile "fauna" della LAV in Sicilia -, di certo è inaccettabile la scelta di abbandonare quantomeno la doverosa equidistanza che una Istituzione pubblica dovrebbe mantenere su tali questioni. Com'è possibile dichiarare sfacciatamente che colui il quale spara ad un animale selvatico 'ama la natura'? Forse uccidendo 10 tortore al giorno (come consente il Calendario!) si 'tutela l'ambiente'? E stroncare la vita di un'allodola, piccolo migratore pesante meno della cartuccia usata per ucciderlo, vuol dire 'difendere la natura'?".

"Chiunque dotato di buonsenso comprende che la caccia è un'attività di depredazione della natura e di massacro degli animali, ma evidentemente il Presidente Cuffaro vede nelle doppiette dei pacifici e gioiosi strumenti pro-ambiente. Secondo la LAV - prosegue Bonfanti - questa iniziativa della Regione dovrebbe far ridere per la sua goffaggine, ma purtroppo non si può cancellare l'amarezza per la strage infame che la caccia procura per il solo divertimento sadico di pochi individui che amano sparare con fucili automatici a pochi grammi di piume. D'altronde, cosa ci si poteva attendere da una Regione che ha una legislazione sulla caccia permissiva al massimo e che considera i cacciatori le uniche 'specie protette'? Al Presidente Cuffaro ricordiamo che l'art. 1 della legge 157/92 qualifica la fauna come 'patrimonio indisponibile dello Stato': la Regione, quindi, dovrebbe occuparsi della sua rigida tutela piuttosto che di promuoverne la caccia...".

- Fatti & misfatti della caccia all'italiana

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01 settembre 2004
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