Per scoprire ed eliminare le cause che avvelenano l'area del golfo di Carini

11 ottobre 2005

Riceviamo dalla Rete Lilliput di Isola delle Femmine (PA) e pubblichiamo...

A S.E. Dr. Giosuè Marino - Prefetto di Palermo
All'assesore Regionale Territorio Ambiente - Servizio III emissioni in atmosfera
All'ing. Sergio Marino - Direttore generale A.R.P.A. Sicilia
Al prof. Gaspare Portobello - Sindaco del Comune di Isola delle Femmine
Al rag. Vincenzo Longo - Sindaco del Comune di Capaci
All'arch. Filippo Davì - Sindaco del Comunedi Torretta
All'ing. Alessandro Albanese - Presidente dell'A.S.I.
Alla Provincia Regionale di Palermo Commissione Ambiente
Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo
Al Ministero dell'Ambiente Direzione Protezione Siti Natura 2000
Agli organi di Stampa

Oggetto: Provvedimenti urgenti volti ad individuare le cause e la composizione di emissioni nocive in atmosfera nell'area del golfo di Carini e misure atte a porre fine alla loro immissione.

Con riferimento al continuo ripetersi di frequenti e diffusi fenomeni di inquinamento che provocano notevoli disturbi alle popolazioni locali ed alle migliaia di turisti che regolarmente frequentano le località in oggetto e che sono causa di malesseri generali con bruciore alla gola, agli occhi ed al naso come si rileva dai servizi stampa susseguitisi nel tempo,
- viste le segnalazioni effettuate dal comune di Capaci negli anni passati;
- viste le richieste effettuate dalla scrivente associazione e dal comune di Capaci nel corso dell'estate 2004 con le quali si chiedeva l'installazione di una stazione di monitoraggio delle emissioni alle quali la Provincia provvedeva con una apparecchiatura mobile e per breve periodo rivelatasi poi guasta e quindi non in grado di rilevare i fenomeni;
- viste le continue segnalazioni e denunce effettuate dalle popolazioni locali e dai numerosi villeggianti (Isola delle Femmine) come si evince dalle fotografie effettuate in data 1 febbraio, 30 aprile e 5 giugno di cui alcune in possesso ed effettuate dalla locale stazione dell'Arma dei Carabinieri; 
- vista l'interrogazione dei consiglieri dell'Assemblea dell'Unione dei Comuni di Capaci, Isola e Torretta del 10 agosto u.s. con la quale si chiede quali iniziative si intendono adottare a tutela della salute dei cittadini a causa della fuoriuscita di una nube rossastra dalla Italcementi;
- stante il continuo ripetersi di tali fenomeni che gravi danni causano alla salute pubblica, per l'introduzione di sostanze, di vibrazioni e di rumore nell'aria, nell'acqua e nel suolo;
- considerato inoltre che l'area in questione risulta essere di rilevante valore naturalistico per la presenza di quattro siti di importanza comunitaria (SIC) come quello delle Rocche di Raffo Rosso codice sito Natura 2000 ITA020023, quello di Isola delle Femmine codice ITA020005, Capo Gallo ITA020006 e fondali di Isola delle Femmine ITA020047, che rappresentano per il territorio il vero volano per uno sviluppo sostenibile imperneato sul turismo balneare;
- visto che fino ad oggi, nonostante le continue e pressanti segnalazioni della società civile e delle amministrazioni non hanno risolto il problema individuandone le cause né tanto meno i rimedi,;
- stante che il SIC di Raffo Rosso ITA020023 (unico punto di prelievo per la produzione del clinker), da quanto si evince dai rilievi effettuati, risulta devastato a causa delle massicce estrazioni di calcare

LE ASSOCIAZIONEI CHIEDONO
che vengano adottate senza alcun indugio tutte le soluzioni atte a por fine alle problematiche individuate che gravi danni arrecano alla salute umana e all'economia dei luoghi. A tal uopo chiedono che venga convocata in via d'urgenza una conferenza di servizio al fine di determinare le più opportune soluzioni perché non siano messe a rischio la salute dei cittadini e la salubrità dei luoghi.

Le associazioni ribadiscono ancora l'improcrastinabile necessità di istituire con urgenza un osservatorio permanente sulla qualità delle acque e dell'aria collegato ad un efficace sistema di monitoraggio delle possibili fonti inquinanti a rete fissa che registri e renda pubblico, come previsto dalle normative vigenti, i parametri dell'aria e dell'acqua,  un puntuale e completo controllo dei siti industriali con potenziale inquinante di notevole impatto, una decisa accelerazione dell'istruttoria delle autorizzazioni integrate ambientali (AIA) che tengano conto delle migliori tecnologie previste (BAT) come previsto dalla direttiva 96/61/CE - cosiddetta direttiva IPPC relativa alla prevenzione e riduzione integrata dell'inquinamento - così come recepita dal D.Lgs 372/99 e successive integrazioni e modifiche.

Sicuri in un immediato riscontro, porgono distinti saluti.

Dr. Mario Ajello

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11 ottobre 2005

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