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Sisma etneo

Domenica ''tellurica'' per la provincia di Catania. Lievi danni a Nicolosi e Mascalucia

21 aprile 2008

Ieri mattina la terra ha tremato dal Lazio fino in Sicilia. Infatti, sono state registrate dai sismografi, e avvertite dalla popolazione, due scosse di terremoto nelle province di Roma e Catania.
Nella capitale, le località prossime all'epicentro del sisma, di lieve intensità (l'Ingv ha registrato un'intensità di magnitudo 2.0), sono state Civitavecchia, Santa Marinella e Tarquinia. Dalle verifiche effettuate dalla Protezione Civile non sono risultati danni alle persone o alle cose.
In provincia di Catania, le località prossime all'epicentro sono state Nicolosi, Mascalucia, e la stessa città di Catania. Qui l'evento sismico è stato di maggiore intensità con magnitudo 3.2.

Il sisma registrato dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia sull'Etna è stato nettamente avvertito dalla popolazione ed in particolare a Nicolosi e Mascalucia dove molte persone si sono riversate per strada e nelle piazze, e dove si sono registrati alcuni danni lievi. Comunque nessuna segnalazione di feriti è arrivata alla sala operativa della Protezione civile. Tre le scosse sismiche, di cui la più forte quella con intensità 3.2 localizzata ad un chilometro di profondità.
I maggiori danni sono stati registrati nella Chiesa Madre di Nicolosi, dove sono caduti pezzi di cornicioni esterni, intonaci e si sono  lesionati parte degli intonaci interni e delle due navate. Contrariamente a quanto si era appreso in un primo momento, la scossa è avvenuta poco prima dell'inizio della messa e quindi in chiesa c'erano pochi fedeli che il parroco ha fatto prontamente uscire.
In tutto tre edifici di culto sono stati dichiarati inagibili dai sindaci di Nicolosi e Mascalucia, dove i tecnici dei Vigili del fuoco hanno prontamente avviato la messa in sicurezza.
A Nicolosi sono state registrate una trentina di segnalazioni di danni in diverse abitazioni e negozi e la loro valutazione sarà effettuata nei prossimi giorni da un'apposita commissione. E' stato attivato il Centro operativo comunale di Nicolosi e Mascalucia e costituita l'unità di crisi alla Prefettura di Catania. Attivata subito la macchina di Protezione civile con l'invio di volontari e tecnici del dipartimento regionale, per l'accertamento dei danni. Gli edifici scolastici pubblici controllati dai tecnici sono risultati agibili.

Ieri stesso i consiglieri comunali di Nicolosi hanno invitato il presidente del consiglio comunale a convocare con carattere d'urgenza un consiglio comunale straordinario per richiedere lo "Stato di calamità naturale" in seguito ai danni provocati dall'evento tellurico. Inoltre hanno invitato il neo presidente della regione Raffaele Lombardo, presente ieri in zona per dare il via alla gara automobilistica Catania-Etna, alla costituzione di un fondo regionale riservato avente come finalità la ricostruzione delle abitazioni danneggiate dal sisma. Lombardo ha partecipato all'incontro sull'emergenza sismica con il sindaco di Nicolosi ed il direttore della Protezione civile regionale.
"I tecnici della Protezione Civile regionale - ha detto Raffaele Lombardo - si sono messi subito all'opera e stanno verificando i danni. Dalle prime notizie la situazione è sotto controllo e soltanto due chiese sarebbero state dichiarate inagibili. Noi siamo in contatto con il Dipartimento nazionale della Protezione civile e seguiamo costantemente l'evolversi della situazione".
Il direttore della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, ha detto: "Questo movimento e connesso con una struttura tettonica che si è mossa tre volte negli ultimi trent'anni e che dovrebbe essersi esaurita per questa fase. Il nostro personale è in allerta e continua il censimento di agibilità".
Gli abitanti di tutta la fascia etnea sono abituati a lievi scosse sismiche o alle eruzioni del vulcano che nel corso degli ultimi decenni hanno provocato gravi danni ad edifici e alle infrastrutture.

La Regione siciliana dichiarerà lo stato di calamità naturale per i danni provocati  dal terremoto di ieri mattina sul versante est dell'Etna. Gli esperti del dipartimento della Protezione civile stanno preparando gli atti propedeutici da portare al vaglio della Giunta.

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21 aprile 2008
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