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Un robot nella miniera a caccia di scorie

L'Italakali propone l'utilizzo di robot per entrare nella miniera di Pasquasia e sgombrare i sospetti che questa sia diventata deposito di scorie nucleari

16 gennaio 2016

L’Italakali, l’azienda siciliana leader nella produzione di salgemma, propone di utilizzare sofisticati robot per entrare nelle gallerie di Pasquasia e sgombrare una volta per sempre, con le riprese delle videocamere, i sospetti su possibili scorie nucleari depositate all’interno della miniera. Poi si potrà lavorare per la riapertura del sito. Ma bisogna far ripartire la bonifica.
Lo ha reso noto il presidente della commissione speciale per le Miniere dismesse Urps Giuseppe Regalbuto, reduce da un incontro, insieme al deputato regionale di Forza Italia, Marco Falcone, con i vertici dell’Italkali, che ha gestito la miniera di Pasquasia, il bacino di sali potassici di contrada Salinelle, nell’Ennese, chiuso nel 1992 e divenuto poi autentica bomba ecologica, tanto da far ordinare, quattro anni fa, una maxi-bonifica da 26 milioni di euro, bloccata da un sequestro preventivo della Dda di Caltanissetta, nell’ambito di un’inchiesta. All’incontro era presente il fondatore dell’Italkali Francesco Morgante e il presidente Antonio Scimemi.

"Attualmente - spiega Regalbuto - la miniera di Pasquasia, dove si lavorava da quasi un anno per eliminare una discarica di 20 milioni di chili di cemento amianto e di un milione di metri cubi di materiale altamente inquinate (sopra l’alveolo di un passo fluviale) per l’aria e l’acqua è ferma. Abbiamo rispetto per il lavoro della magistratura che indaga, ma non si può lasciare un sito a grave rischio di inquinamento, una bomba ambientale ecologica, senza continuare i lavori di bonifica e perdendo la possibilità di riaprire e creare posti di lavoro. Inoltre il sito è da più di tre mesi senza alcuna custodia, sono presenti forse solo telecamere".

Regalbuto ribadisce che l’Italkali ancora oggi reclama la riassegnazione della concessione estrattiva, proponendo l’uso di robot per visionare lo stato dell’arte delle gallerie. "Questo serve per diversi motivi - prosegue Regalbuto - per monitorare con le video camere dei robot lo stato delle gallerie e dei mezzi in profondità, sgomberando così, anche se non c’è ne più bisogno, qualsiasi ombra su fantomatiche storie o legende metropolitane; e verificare anche la potenzialità del bacino estrattivo di sali potassici".
Falcone, dal canto suo, ha annunciato che già nei prossimi giorni chiederà un tavolo tecnico alla Regione affinché si programmi la ripresa estrattiva di Pasquasia, Milena e Realmonte.
Secondo Regalbuto, lo sfruttamento delle risorse del territorio potrebbe far diventare la Sicilia "uno dei più importanti produttori di Sali e magnesio nel mondo", così come è stato sino a non molti anni fa. [Fonte: SiciliaInformazioni.com]

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16 gennaio 2016
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