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Uno sguardo alle meduse

''... e incrociando i suoi occhi si rimaneva pietrificati'', ma noi parliamo di quelle che stanno a mare

16 agosto 2005

L'infelice Medusa era la sola mortale delle tre figlie di Forco. Una spaventoa chioma irta di serpenti incorniciava il suo pallido viso, e con il uo sguardo era in grado di pietrificae chiunque avesse avuto la sventura di incrociarlo...
...Perseo giunse sulla riva desolata di una terra rocciosa ai confini del Mondo, per decapitare, con l'aiuto di Atena, il mostro.
Egli la uccise spiccandogli la testa con un falcetto, mentre ne guardava l'immagine riflessa nello scudo lucente come uno specchio. La mostrusa testa di Medusa rotolò per terra e a quel punto Perseo si girò a guardarla. La livida luce notturna illuminava la testa mozza dai grandi occhi sbarrati dal terrore. Le serpi si muovevano ancora convulsamente. I loro sibili andarono poi assottigliendosi insieme alla luce vitale i quegli occhi spauriti che non avevano più nessuna potere.

Ma non è di questa medusa che vogliamo parlare qui, la mitica Medusa dai capelli di serpi e salamandre la lasciamo raccontare ai libri e agli splendidi quadri che pittori come Caravaggio e Rubens le hanno dedicato.
Qui vogliamo parlare delle meduse che stanno nei nostri mari, splendide visioni sottomarine, che possono creare qualche problema ai bagnanti e che i cinesi mangiano ghiottamente.

Incontrare alcune specie di meduse sott'acqua è uno spettacolo che offre veramente immagini indimenticabili. Il lento movimento e il loro ''sussultare'' permettono un'attenta osservazione e lasciano al subacqueo un velo di mistero e curiosità.
Le meduse appartengono al phylum zoologico forse più noto ai subacquei: i Celenterati o Cnidari. In questo gruppo, che mostra una grande varietà di forme (pensate al Corallo, o agli anemoni di mare), vengono comprese tre Classi: quella delle meduse è denominata Scifozoi (lett. = animali a forma di tazza). Il nome Cnidari proviene da particolari cellule, gli cnidoblasti che contengono al loro interno una struttura urticante, la nematocisti. Essa comprende un filamento avvolto su se stesso che viene espulso sotto stimolo meccanico o chimico.
Alcuni Celenterati hanno queste cellule sparse lungo tutto il corpo, così, appena l'animale viene sfiorato, le nematocisti scaricano il filamento che va a "conficcarsi" nella pelle. La sensazione di bruciore è immediata e molto forte, paragonabile ad una ustione.

Il corpo di una medusa è costituito da una forma a campana, detta ''ombrella'', e da una struttura allungata al di sotto, detta ''manubrio'', che spesso si divide in più braccia e tentatcoli. Le nematocisti sono collocate soprattutto sui tentacoli, per catturare le prede. Per questo toccandole sull'ombrella, alcune meduse, non sono urticanti.
Questi particolari animali sono costituiti dal 98% di acqua, per questo, tolti dall'elemento liquido si afflosciano e perdono ogni forma. Nell'ombrella c'è una struttura gelatinosa detta mesoglea che consente alla medusa un migliore galleggiamento. Lo spostamento in acqua infine è dato da fasci muscolari disposti lungo il margine interno dell'ombrella. Quando le contrazioni terminano, l'animale affonda lentamente.
Le meduse più comuni del Mediterraneo sono tre: la Pelagia noctiluca, la Cotylorhiza tuberculata e la Rhizostoma pulmo.

La Rhizostoma pulmo è la medusa di cui parlavamo all'inizio, può superare i 50-60 cm. di diametro e le sue braccia sono corte e tozze. La colorazione è bianco latte-azzurrognola. mentre il margine dell'ombrella è violetto. La superficie esterna dell'ombrella non è urticante, mentre possono esserlo i tentacoli (ma, come al solito, dipende dalla sensibilità individuale).
La medusa viene anche chiamata volgarmente "polmone di mare" a causa del tessuto frastagliato, simile a quello polmonare, che è presente nella parte centrale delle braccia.
La Pelagia noctiluga detta medusa luminosa perché di notte è fosforescente, è la più pericolosa. Le sue dimensioni sono molto ridotte (circa 10 cm. di diametro) e il colore è rosa-marroncino. Spesso se ne vedono interi banchi che ricoprono alcuni tratti della superficie marina. Possiede tentacoli esili e lunghissimi, tanto a volte da riuscire a ''colpire'' senza essere vista.
La Cotylorhizav tuberculata è molto particolare, ha un'ombrella a forma di disco ed una serie di tentacoli terminanti anche essi con dei dischetti. L'aspetto è quello di un cespuglio fiorito... sottosopra! Sotto l'ombrella spesso si nota un gruppo di pesciolini al... pascolo che aspettano gli avanzi del pasto della medusa. Non è comunque una specie pericolosa e può raggiungere i 30 cm. di diametro.

Tutte le meduse fanno parte del plancton, cioè di quegli organismi che non riescono ad opporsi in modo determinante alle onde o alle correnti marine. Più precisamente, le meduse, rientrano nella categoria del ''megaplancton'', cioè specie di grandi dinensioni. Infatti, è bene ricordare che esiste tutta un'altra parte di plancton, invisibile, che è la più numerosa. Gli organismi del plancton hanno perciò sviluppato una serie di adattamenti tali da permettere loro la massima galleggiabilità. Le meduse, ad esempio, hanno la caratteristica ''ombrella'' a forma di paracadute! Mentre gli altri organismi sono più piccoli, invisibili ad occhio nudo, e restano ''fluttuanti'' più facilmente.
La riproduzione delle meduse è piuttosto complicata, consistendo di due fasi: una sessuale ed una asessuale. Nel primo tipo, la riproduzione sessuale, la medusa femmina emette le uova che vengono poi fecondate dal maschio. Comincia così una nuova vita sotto forma di una piccola larva ciliata, la planula, che nuota per un po' di tempo nel mare. La planula poi scende sul fondo marino e vi si fissa; successivamente assume un'altra forma: il polipo. Questo polipo viene chiamato scifostoma ed è simile ad una piccola attinia o ad una medusa capovolta.
A questo punto inizia la riproduzione asessuale, cioè il polipo comincia a sezionarsi trasversalmente prendendo l'aspetto di una pila di piattini. Ogni "piattino", detto efira, si stacca dall'organismo centrale, si capovolge e diventa piano piano una medusa adulta (1).

Delle tre specie sopra elencate sono la Rhyzostoma pulmo e la Pelagia noctiluga quelle più diffusa in prossimità delle coste italiane. Dalle Isole Eolie alla Versilia, dalle spiagge sarde a quelle della Romagna, spesso in estate scatta l'allarme medusa a causa dell'eccezionale proliferazione di questi celenterati.
Sono infatti milioni le meduse che galleggiano a pochi metri dalla spiaggia in quasi tutte le località turistiche della penisola, creando non pochi problemi ai bagnanti e agli operatori turistici.
Il caldo straordinario del mese di giugno e le correnti marine hanno permesso che quasi tutte le uova deposte dalle meduse si schiudessero, favorendo una proliferazione abnorme. In giugno bastava allontanarsi di qualche decina di metri dalla battigia per vedere centinaia di piccolissime gelatine che oggi sono diventate grandi come zucche. Anche perché i naturali predatori di questa specie, le tartarughe, i cetacei e i pesci palla, scarseggiano ormai nel Mediterraneo.
Unici predatori (ci permettiamo di fare un po' d'ironia) i cinesi, soprattutti le massaggiatrici che ormai sono in tutte le spiagge, che a fine giornata raccolgano le meduse, le sciacquino in acqua dolce per margiarsele condite con olio di soia. In Cina infatti, e anche in Giappone, le meduse sono considerate un piatto molto prelibato.

Meduse... in pillole (2)
Sintomi, rimedi e ipotesi sulla loro proliferazione

Sintomi. Ma cosa provoca la ''puntura'' di una medusa? Immediato prurito, gonfiore, arrossamento, bruciore.
Rimedi. Evitare di sfregare. Ammoniaca, alcol, aceto o acqua fredda aiutano a limitare l'azione urticante. Gli antistaminici alleviano il prurito. In caso di contatto con gli occhi o mucose è importante rivolgersi ad uno specialista, anche se le lesioni raramente possono essere permanenti.
La scoperta. Il governo israeliano ha finanziato una ricerca condotta dall'azienda biotecnologica Nidaria Technology che ha messo a punto una pomata immunizzante da spalmarsi sul corpo prima di immergersi in acque infestate da meduse. Alla base della pomata, una sostanza che si trova in un pesce che è immune al veleno della medusa. Sul sito www.nidaria.com è possibile acquistare la pomata, chiamata Safesea per 12,95 dollari. Oltre che in Israele la Safesea è molto utilizzata in Florida, California e Australia, località predilette dai surfisti che attendono per ora immersi nelle acque in attesa dell'onda da cavalcare.
L'ipotesi. Gli studiosi, da oltre due secoli, ipotizzano una ciclicità del fenomeno delle invasioni di meduse. La studiosa francese Jaqueline Goy, massima esperta dela materia, contesta gli studi che atribuiscono all'inquinamento delle acque la variazione del numero di meduse, riportando studi dei secoli scorsi, in periodi non sospetti dal punto di vista dell'inquinamento, in cui parimenti le meduse si presentavano sulle coste a distanza di anni. L'ipotesi più accreditata è che la periodicità sia di dodici anni e che la proliferazione continui per sei anni di seguito. Pare assodato comunque che la popolazione di questi organismi aumenti dopo tre anni caratterizzati da primavere calde e secche, ma la regolarità delle invasioni resta un mistero da scoprire, che potrebbe essere anche affidato alla casualità.
Come vivono. Le meduse hanno più bisogno di cibo durante la crescita che da adulte. Per questo gli animali giovani stanno vicino alle coste dove il cibo è più abbondante, mentre una volta cresciute si spostano verso il lmargo. Di notte salgono dal fondo verso la superficie del mare per nutrirsi. Basta un colpo di vento per spingere verso le coste migliaia di esemplari.

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(1) Le informazioni sulle meduse sono della Biologa marina Lia Contessini
(2) ''Meduse... in pillole'' è tratto da Panorama.it

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16 agosto 2005
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