''Il Vaticano, gli Usa, le multinazionali e gli OGM''. Estate 2003, oltre al caldo...

Quando monsignor Martino si disse favorevole agli organismi geneticamente modificati

16 ottobre 2003
Prima di Cancun e della, sempre più forte, presa di posizione di tante compagini e gruppi spontanei che manifestano e inneggiano per un mondo migliore, più rispettoso e pacifico, in questa torrida estate si è assistito a dichiarazioni inquietanti che videro come protagonisti il Vaticano, gli Usa, le multinazionali e i missionari.
  
"Il Vaticano favorevole all'uso degli OGM come arma per combattere la fame nel mondo".
Queste furono le dichiarazioni di quest’estate, del mons. Renato Martino, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, mentre le strutture centrali della chiesa si trincerarono dietro un "non c'è niente di nuovo, niente di deciso" per smorzare l'impatto di quelle dichiarazioni.

Diverse voci si levarono con forza, soprattutto dal mondo missionario - che con la fame nel mondo e con la sue cause ha un contatto diretto e quotidiano - per ricordare alla Santa sede che la ricetta per migliorare le cose non è certo quella suggerita dalla Monsanto (azienda leader nel settore dell’agricoltura e delle agrobiotecnologie, che nel ‘99 ha portato a termine un progetto di fusione con Pharmacia & Upjohn per dare vita a Pharmacia, uno dei principali gruppi farmaceutici a livello mondiale, ndr) e delle altre multinazionali biotech.

La presa di posizione più netta fù quella dell'agenzia missionaria cattolica Misna. "Le industrie biotecnologiche - scrisse padre Giulio Albanese (direttore della Misna), commentando le aperture vaticane - continuano a sostenere a spada tratta che l'uso delle piante transgeniche consentirà di risolvere il problema alimentare dei paesi poveri e di ridurre l'uso di sostanze chimiche nocive nel campo agricolo (la stessa tesi sostenuta in prima persona da George W. Bush e di fatto ripresa da mons. Martino, ndr). Si tratta, è bene scriverlo a caratteri cubitali, di due grossolane bugie. Imponendo il pagamento annuale dei brevetti, le colture transgeniche sono le più costose esistenti e andranno prima o poi a distruggere la preziosa biodiversità, vera ricchezza dei paesi in via di sviluppo".

Le aperture vaticane agli OGM non sorpresero la Commissione Europea.
"In questo campo siamo neutrali - disse Beate Gminder, la portavoce responsabile della sanità e della protezione dei consumatori - il ruolo della Commissione non è quello di fare promozioni. Per questo facciamo lavorare gli esperti al fine di valutare, per ogni organismo geneticamente modificato, la sicurezza dal punto di vista alimentare e ambientale".
Ma ancora non si poteva immaginare quello che sarebbe successo a Cancun

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16 ottobre 2003

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