90 milioni di euro a favore delle famiglie che iscrivono i figli nelle scuole private

Il ministro Moratti: ''è un fatto di equità che favorisce le faniglie nella scelta libera''

03 settembre 2003
I ministri dell'Istruzione, Letizia Moratti, e dell'Economia, Giulio Tremonti, hanno firmato il decreto interministeriale con il quale vengono erogati 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005 a favore delle famiglie che iscrivono i figli presso scuole paritarie.

Le risorse serviranno a garantire contributi ai genitori a parziale rimborso delle spese sostenute per il pagamento delle rette scolastiche.
Ogni famiglia che ha un figlio iscritto a una scuola paritaria riceverà dal ministero una lettera con la quale verrà invitata a presentare la domanda per ottenere il contributo. Le domande dovranno essere presentate entro il 30 novembre per il primo anno ed entro il 30 ottobre per il 2004 e 2005. I contributi verranno erogati entro il primo gennaio 2004 per l'anno 2003 ed entro il 31 dicembre nei due anni successivi. Il provvedimento è stato emanato in attuazione della Finanziaria 2003. ''Questo contributo - ha spiegato il ministro Moratti - è un provvedimento che favorisce la libera scelta delle famiglie. E' un fatto di equità che favorisce le famiglie nella scelta libera del percorso educativo dei propri figli''.

Non fissati i tetti di reddito
Nessun tetto di reddito: il decreto interministeriale che concede un contributo alle famiglie che iscrivono i figli alle scuole paritarie prevede come unico requisito per poter beneficiare del provvedimento l'iscrizione all'anagrafe tributaria e il domicilio fiscale in Italia. Il 'buono' servirà a rimborsare parzialmente le spese sostenute per le rette d'iscrizione nelle scuole paritarie elementari (non parificate), medie e nel primo anno delle superiori.

''L'obiettivo è creare i reali presupposti per la parità tra scuola pubblica e privata. E dare concretamente, in tempi relativamente brevi, un contributo alle famiglie ci è sembrato un modo più efficace di intervenire rispetto al prospettato credito d'imposta'' osserva Alessandro Musumeci, direttore generale per il servizio Automazione e Innovazione tecnologica del ministero dell'Istruzione, ricordando che, comunque, il decreto firmato da Moratti e Tremonti è un atto tecnico dovuto che ottempera a quanto già previsto nella legge Finanziaria. Il ministero dell'Istruzione, dunque, stabilirà ogni anno, con un decreto, l'importo del contributo sulla base del numero degli iscritti nelle scuole paritarie e tenendo conto degli stanziamenti di bilancio dell'anno di riferimento (30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005).

Secondo dati forniti da Tuttoscuola on line, gli istituti paritari in Italia sono 14.330 con quasi un milione di iscritti (991.620). La fetta maggiore però - fanno osservare al ministero - è rappresentata da scuole materne. Il contributo concesso dal decreto Moratti-Tremonti si cumula con eventuali buoni scuola già predisposti dalle Regioni, paga cioè la parte che non è coperta dai singoli enti locali. Se, ad esempio, viene stabilito che il contributo statale è 1000 euro e la regione già paga 500, lo Stato interverrà per coprire i rimanenti 500. Nel decreto viene poi previsto che l'importo del contributo possa variare in relazione al corso scolastico cui si riferisce. Per l'erogazione del contributo il Miur provvederà a stipulare una convenzione con Poste Italiane SpA che può offrire una rete capillare di uffici sul territorio.

Fonte. Ansa

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03 settembre 2003

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