A Catania, per i Giochi Mondiali Militari, i primi tuffi e i primi… buchi nell'acqua

Cerimonia di inaugurazione per l’impianto sportivo di via Zurria, ma qualcosa nei Giochi militari…

09 dicembre 2003
Continuano a Catania i "Giochi Mondiali Militari", e per l’occasione oggi, nella piscina comunale di via Zurria, ci sarà la cerimonia di inaugurazione dell’impianto sportivo con i primi tuffi.
Saranno presenti il sindaco, Umberto Scapagnini, l’assessore allo Sport e al Turismo Nino Strano, l’assessore al Patrimonio Nino D’Asero, il dirigente del  Secondo Servizio Sport Niki Lo Bianco, l’ex assessore allo Sport Paolo Di Caro, il presidente e il vice presidente della Prima Municipalità, e altre figure istituzionali e del mondo degli sport d’acqua. Madrina della cerimonia la pluricampionessa di pallanuoto, Giusy Malato.

Ma in questa terza edizione dei Giochi Mondiali Militari, come già precedentemente è stato scritto, non c’è solo pregio, inaugurazioni e belle figure, fin da prima del suo inizio, infatti, ombre inquietanti e "malidiscorsi" si proiettavano fuori e dentro l’organizzazione.
Un esempio sull’opacità organizzativa era stato segnalato dalla denuncia del deputato regionale della Margherita Beppe Spampinato, denuncia che gravava sulle palesi violazioni delle norme che disciplinano le gare degli appalti. Fu, infatti, fulmineo il bando per l'affidamento dei servizi di ricettività e catering per i Giochi mondiali militari (bando che si è consumato in 4 giorni, dal 14 al 18 novembre, mentre la legge prevede che per la pubblicazione dei bandi, nelle condizioni d'urgenza, il termine non può essere inferiore a 10 giorni).

Proprio in questi giorni, il Tribunale amministrativo di Catania ha accolto il ricorso di un concorrente escluso, ordinando all'assessorato regionale al Turismo di fare marcia indietro nell'assegnazione dell'appalto.
Ma come è andata la storia? Tutto comincia con un ritardo di 20 minuti alla scadenza per la presentazione delle offerte. La gara è quella – extra short  - per la fornitura dei servizi alberghieri, di catering e accessori per i Giochi mondiali militari. Ente appaltatore Assessorato regionale al Turismo. Importo 3 milioni di euro. Il ritardo è della ditta Ethnikos Travel Club di All Service Srl con sede a Catania, che per questo motivo viene esclusa dalla gara consumatasi a tempo di record.
Gara vinta dalla Jumbo Grandi Eventi Srl. Ai Giochi mondiali manca meno di una decina di giorni.
 
La Ethnikos Travel Club, dunque, fa ricorso al Tar contro quell'esclusione dovuta ai 20 minuti di ritardo. Il Tar di Catania accoglie il ricorso ed emette un decreto di sospensiva che intima all'assessorato regionale di fare marcia indentro, poiché il termine non era perentorio: quindi, sospende l'esclusione della Ethnikos e ordina alla commissione di gara e al funzionario delegato dei Giochi mondiali militari di "procedere immediatamente, e comunque non oltre il 1° dicembre 2003, a porre in essere tutti gli atti e i provvedimenti consequenziali di ottemperanza al presente decreto presidenziale cautelare, ivi compresa l'aggiudicazione del servizio in questione alla società ricorrente che ha formulato la migliore offerta al ribasso (euro 2.975.000) rispetto a quella dell'aggiudicataria "Jumbo Grandi Eventi Srl" (euro 2.991.000), unica impresa rimasta in gara a seguito della verifica relativa all'impegno di disponibilità delle strutture alberghiere, di cui al verbale della stessa commissione in data 20-11-2003; sempre che, ovviamente, l'azienda ricorrente  faccia pervenire entro la mattina di tale giorno (1° dicembre 2003) al funzionario delegato (…) il predetto impegno di disponibilità".
 
Il decreto è del 28 novembre (n.1947/2003). Decreto esecutivo, in attesa della Camera di consiglio del Tar, fissata per giorno 19 dicembre. Insomma a Giochi mondiali già finiti. O forse, se questo decreto avesse avuto seguito, a Giochi mai cominciati. Invece l'assessorato non "ottempera", vincitore resta la Jumbo. Ethnikos avrebbe chiesto un risarcimento dei danni, ovviamente all'assessorato regionale, ovviamente di migliaia di euro.
In questa maniera il servizio ai catanesi  costerà molto più del dovuto.

Rev. da "Il dito.it"

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09 dicembre 2003

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