Alla Sezione ''Etna'' del Club Alpino Italiano si parla dei poli turistici

13 ottobre 2005

Alcuni giorni fa, un cospicuo gruppo di soci del CAI della sezione dell'Etna di Catania, si è riunito per discutere sul disegno di legge regionale, attualmente in discussione all'ARS, che propone l'istituzione di quattro poli turistici all'interno dei parchi regionali dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie. Numerosi gli interventi dei presenti sensibilmente preoccupati per gli effetti devastanti che la creazione di nuove strutture turistico-sportive e alberghiere procurerebbe ad un territorio di inestimabile valore naturalistico qual'è quello in questione.
Preziosi i contributi dei docenti dell'Università di Catania (Emilia Poli, Carmelo Ferlito, Carmelo Monaco, Francesco Furnari, Paolo La Greca, Francesco Martinico) - alcuni nella doppia veste anche di soci - che, dopo aver ripercorso le tappe del lungo iter legislativo - dal 2002 ad oggi - hanno illustrato all'assemblea, con dati e cartografia alla mano, l'attuale zonazione del Parco Naturale dell'Etna nata sulla base di studi preesistenti ed in accordo con le comunità locali, la mappatura dei siti S.I.C.(Siti di Interesse Comunitario) e Z.P.S. (Zone di Protezione Speciale) atta ad individuare le aree protette nei parchi ai sensi di direttive comunitarie europee per l'interesse botanico e faunistico che esse rivestono, le peculiarità geomorfologiche delle aree interessate dal DdL. Si è quindi discusso sui rischi vulcanici ed ambientali cui può seriamente incorrere il Parco dell'Etna (pronto ad entrare nella ''Carta dei Siti del Patrimonio dell'Unesco'' per la bellezza del suo territorio) con la realizzazione di scellerati progetti turistici che annienterebbero le potenzialità economiche dei Comuni intorno ai Parchi. Si è ribadito come lo sviluppo sostenibile di questi Comuni non sia realizzabile attraverso modelli di turismo invernale ormai superati, bensì attraverso corretti modelli di fruizione attualmente esistenti in Francia, in Svizzera o in Canada finalizzati a tutelare il paesaggio non bloccando l'attività dell'uomo piuttosto convogliandola verso un equilibrio dinamico e rispettoso fra uomo e ambiente.  

Maria Grazia Vanaria
Socia CAI-Sez.Etna di Catania

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13 ottobre 2005

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