Aumenta la fame nel mondo

L'allarme della FAO: rispetto al 2007 40 milioni di persone in più soffrono la fame

10 dicembre 2008

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani compie oggi 60 anni...
Articolo 25 - Punto 1) Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà. 


Nel mondo sono sempre di più le persone che hanno fame.

L'impennata globale dei prezzi dei generi alimentari ha infatti aggiunto altri 40 milioni di persone nella lunga lista di coloro che non hanno cibo, 115 milioni in più rispetto al biennio 2003-2005.
Ed ora è di quasi un miliardo, precisamente 963 milioni, il numero degli affamati nel mondo, secondo il rapporto 2008 pubblicato ieri dalla FAO.
E l'attuale crisi finanziaria ed economica - avverte l'agenzia dell'Onu con sede a Roma - potrebbe far lievitare ulteriormente questa cifra.

Alla base del problema l'impennata dei prezzi delle materie prime agricole. I prezzi dei principali cereali sono calati di oltre il 50% rispetto al picco raggiunto agli inizi del 2008, ma sono ancora un 20% più alto rispetto all'ottobre 2006. "L'abbassamento dei prezzi non ha messo fine alla crisi alimentare di molti paesi poveri" ha dichiarato il Vice Direttore Generale della FAO Hafez Ghanem, alla presentazione della nuova edizione del 'Lo Stato dell'Insicurezza alimentare nel mondo 2008'. "Per milioni di persone nei paesi in via di sviluppo, riuscire a mangiare ogni giorno una quantità di cibo sufficiente per poter condurre una vita attiva e sana è ancora un sogno lontano. I problemi strutturali della fame, come l'accesso alla terra, al credito ed all'occupazione, sommati ai prezzi sostenuti dei generi alimentari, continuano ad essere una spaventosa realtà", ha sottolineato Ghanem che ha aggiunto: "L'obiettivo del Vertice dell'alimentazione del 1996 di dimezzare il numero delle persone che soffrono la fame entro il 2015 richiede un forte impegno politico e finanziario di almeno 30 miliardi di dollari l'anno per l'agricoltura e per le misure di protezione sociale delle popolazioni povere".
 
La stragrande maggioranza delle persone sottonutrite - 907 milioni - vive nei paesi in via di sviluppo, secondo i dati 2007 riportati nel rapporto. Di questi, il 65% vive in soli 7 paesi: India, Cina, Repubblica Democratica del Congo, Bangladesh, Indonesia, Pakistan ed Etiopia.
I progressi in questi paesi molto popolosi inciderebbe in modo significativo sulla riduzione globale del numero degli affamati. Popolazione numerosa e progressi relativamente lenti nella riduzione della fame fanno sì che circa due terzi di coloro che soffrono la fame vivano in Asia (583 milioni nel 2007). In compenso però alcuni paesi del sud-est asiatico, come la Tailandia ed il Vietnam, hanno fatto notevoli passi avanti verso il raggiungimento dell'obiettivo del Vertice dell'alimentazione, mentre Asia del sud ed Asia centrale hanno registrato una battuta d'arresto nella riduzione della fame.

Nell'Africa sub-sahariana una persona su tre - vale a dire circa 236 milioni nel 2007 - è cronicamente affamata, dato che rappresenta la proporzione più alta di persone sottonutrite sul totale della popolazione, fa notare il rapporto. Il grosso di questo aumento si è registrato in un singolo paese, la Repubblica Democratica del Congo, conseguenza della persistente situazione di conflitto, da 11 milioni il numero è lievitato a 43 milioni (nel 2003-05) portando la proporzione delle persone sottonutrite dal 29 al 76% del totale. Nell'insieme l'Africa sub-sahariana ha fatto qualche passo avanti nella riduzione della proporzione delle persone che soffrono la fame cronica passando dal 34% del biennio 1995-97 al 30% del biennio 2003-2005. Ghana, Congo, Nigeria, Mozambico e Malawi sono i paesi che hanno registrato la riduzione più marcata.
 
La regione dell'America latina e Carabi era quella che nel 2007 aveva registrato i maggiori passi avanti nella riduzione della fame prima dell'impennata dei prezzi alimentari, che ha fatto salire il numero delle persone affamate a 51 milioni.
I paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa hanno in generale registrato bassi livelli di persone sottonutrite, ma conflitti (Afghanistan ed Iraq) e rialzo dei prezzi alimentari hanno fatto salire il numero dei sottonutriti dai 15 milioni del biennio 1990-92 a 37 milioni nel 2007.

Alcuni paesi erano sulla buona strada per il raggiungimento dell'obiettivo del Vertice prima che i prezzi alimentari schizzassero in alto, ma "perfino questi paesi hanno subito delle battute d'arresto e parte dei progressi fatti sono stati cancellati a causa dei prezzi alti. La crisi ha principalmente colpito i più poveri, i senza terra ed i nuclei familiari con donne capofamiglia", ha detto Ghanem.
E la situazione potrebbe ulteriormente deteriorarsi man mano che la crisi finanziaria colpirù le economie reali di nuovi paesi. Una domanda ridotta nei paesi sviluppati minaccia i redditi dei paesi in via di sviluppo attraverso le esportazioni. Le economie emergenti in particolare saranno quelle che subiranno gli effetti della stretta creditizia più a lungo, anche se la crisi dovesse essere di breve durata. [Adnkronos/Ing]

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10 dicembre 2008

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