Bacco e Venere, numi tutelari di sette donne del vino nella provincia trapanese

Con la complicità della dea Selene vogliono fare un grande rosso

08 settembre 2003
Sono due le antiche divinità greche che si sono date appuntamento in contrada Abbadessa (territorio al confine fra i comuni di Marsala e Trapani), una delle zone più vitate della Sicilia, Bacco e Venere, il vino e le donne. Torna l’antico connubio che sfida i secoli.
Qui sette belle donne, di età compresa fra i 16 ed i 30 anni, con la "complicità" della luna,  si sono improvvisate vendemmiatrici per dare vita al loro progetto, quello di produrre un nuovo vino. Un "grande" vino rosso. Il progetto nasce sul finir dell’estate nella Cantina Paolini, alla periferia di Marsala.

Le protagoniste sono sette donne, unite dalla passione per il vino: Rosalinda Badalucco, Marilena Angileri, Rosaria Mezzapelle, Loredana Savalla, Mirella Ferrara, Simona Miceli, Patrizia Amato, figlie di viticoltori della zona. Hanno superato lo scetticismo dei più anziani del Consiglio grazie all’incoraggiamento del presidente della Cantina Paolini, il professore Gaspare Baiata e dell’enologo Pietro Montalto.

"Per il momento siamo ancora alla fase sperimentale – dice l’enologo Montalto -; abbiamo eseguito la vendemmia di notte in un vigneto di Nero d’Avola di contrada Abbadessa. Alle prime luci dell’alba, abbiamo avviato la vinificazione. Ci avvarremmo degli ultimi ritrovati in campo enologico per farne un vino per le grandi occasioni". Vendemmia rigorosamente notturna, diraspatura e lunga macerazione (mosto direttamente a contatto con bucce ed acini per una decina di giorni n.d.r.), il tutto a temperatura controllata; quindi vinificazione in silos di acciaio inox  da 50 hl e successivo affinamento nella bottaia in rovere.
Insomma, gli ingredienti per un buon vino, un prodotto di fascia alta, indirizzato verso i cultori del buon bere, sembrano esserci tutti.

La Cantina Paolini, fondata  nel lontano 1972, produce oltre 160 mila ettolitri di vino di cui una parte viene commercializzata attraverso tre etichette, diece bottiglie in tutto: "Casa delle Vigne" (Grecanico, Frappato, Bianco e Rosso IGT Sicilia,), "Paolini" (Merlot, Nero d’Avola), "Gurgo" (Nero d’Avola, Syrah, Grillo, Catarratto-Chardonnay).

La struttura conta di 804 soci e di circa 2500 ettari coltivati a vigneto. Primeggiano le varietà autoctone. Da pochi mesi, inoltre, è stato aperto uno spaccio aziendale per la vendita al dettaglio dei propri vini, sia sfusi che in bottiglia. Ogni giorno libera degustazione per gli avventori.

Il vino ottenuto dalla vendemmia notturna delle sette giovani donne verrà commercializzato a partire dalla prossima primavera. Questo nuovo "nettare", nato dalla complicità fra Bacco e Venere é destinato ad estimatori, cultori e collezionisti. Una produzione limitata, rigorosamente in bottiglie numerate.

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08 settembre 2003

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