Bello quell'ostensorio. Lo voglio!

In aumento nell'Isola i furti d'arte su commissione

17 gennaio 2002
Il nuovo affare dei mercanti d'arte (di quelli che lavorano sporco) è nelle chiese siciliane.

Per rispondere all'ultima moda imposta da spregiudicati collezionisti, quest'anno sono stati trafugati 68 preziosi oggetti sacri, in 23 chiese diverse.

E come ogni mercato, anche questo ha regole e prezzi.
I carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale hanno così imboccato una pista d'indagine precisa, un gruppo di antiquari a domicilio che, catalogo alla mano, propongono i pezzi migliori.

Da 154 euro per un puttino in legno a 77.000 euro per un ostensorio d'argento: la scelta è, purtroppo, ampia.
Un incensiere costa 250 euro, un candeliere 1.000, un puttino, da 150 a 700, a seconda che sia di legno o d'argento. Un'aureola, da 5.000 a 77.000, dipende dalla fattura e dalla rarità: intorno a 25.000, se ha delle pietre preziose. Un calice, da 10.000 a 25.000: sono i pezzi più ambiti.

Per fortuna la sensibilità per la tutela delle chiese sta aumentando sempre di più. E anche la catalogazione minuziosa dei beni è diventata una realtà.

Altra emergenza è l'assalto ai palazzi nobiliari: da questi spesso i ladri portano via le maioliche del '700: duecento mattonelle si vendono a venti milioni (10.000 euro).

Un lavoro duro quello dei carabinieri del Nucleo patrimonio culturale: le loro indagini mirano soprattutto agli antiquari a domicilio, quelle strane figure di faccendieri che si fingono esperti d'arte. In realtà, spiegano i carabinieri, più che di arte, s'intendono di mercato dell'antiquariato.

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17 gennaio 2002

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