Ecco come si recupera un castello svevo-aragonese e un centro storico medievale

Un'équipe di architetti per spiegare il restauro del castello di Montalbano Elicona (ME)

11 luglio 2003
I lavori di restauro e di recupero totale del castello svevo-aragonese e del centro storico medievale di Montalbano Elicona (ME), saranno preceduti da due manifestazioni d'alto valore storico e documentale. Nei saloni d'esposizione dell'antico maniero avrà luogo, infatti, una mostra, durante la quale sarà rappresentata, su pannelli, la situazione di ieri, di oggi e di domani delle due strutture del medioevo.

Ad agosto, seguirà un convegno per trattare la metamorfosi subita dalla struttura, percorrere l'itinerario delle dominazioni succedutesi fino ai giorni nostri, commentare, se è il caso, le ricerche effettuate e accogliere eventuali osservazioni o suggerimenti da parte dei cittadini. Una équipe d'architetti, Cono Terranova, Marco Terranova, Serena Pascutti, Giovanni Repice e Aricò, ha compiuto un lavoro preparatorio di ricerca, allestito ricchi pannelli che vogliono raccontare la storia per immagini di questi importanti beni culturali.

La mostra sul castello sarà divisa in quattro sezioni: la prima si occuperà della storia e della documentazione fotografica del castello antecedenti al primo restauro effettuato 1970. La seconda riguarda la documentata situazione del castello alla fine del 1700 secondo la famosa perizia di Luigi Speranza che descrive anche com'era la struttura, prima del 1700. Secondo questa preziosa perizia il castello aveva 25 stanze, 36 finestre, 5 cortili, 2 cisterne, 4 porte e due torri. La sua muratura misurava 60 metri di larghezza, 53 di lunghezza ed un metro e quaranta di spessore con 47 feritoie. La terza sezione illustra il momento in cui il castello passa di proprietà dai Bonanno all'azienda dei Gesuiti. La quarta sezione mostra il progetto del maniero dopo il restauro totale. Interessante sarà anche il settore della mostra che riguarda il centro storico.

Una documentazione progettuale urbanistica mostrerà tutti gli interventi che saranno effettuati, per trasformare l'impianto urbanistico del centro storico medievale, sede della civiltà contadina del tempo, in un centro d'alti studi, attrezzato di locali direzionali, di un centro mensa e di un quartiere albergo per gli alunni, professori, studiosi e ricercatori. Questo patrimonio non servirà al paese solo per lo sviluppo turistico culturale del luogo, ma avrà, anche, un'ampia valenza sul piano didattico.

Studenti o studiosi potranno servirsene per compiere ricerche archeologiche e storiche. Alla ripresa delle lezioni, infatti, è intenzione degli amministratori invitare studenti in architettura e d'istituti d'arte, della Sicilia, a visitare questi luoghi ove architetti potranno illustrare, con i dovuti riscontri storici, i valori nazionali di questi beni culturali. Montalbano, oggi, è proiettato a progettare il suo futuro facendo fulcro sulle ricche architetture del passato. Fra qualche anno i suddetti siti saranno recuperati e il centro montano potrà ricavare da essi preziosi vantaggi.

Fonte: Gazzetta del Sud

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11 luglio 2003

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