Il ministro dell'Interno Giuliano Amato chiarisce: ''La Carta dei Valori non è soltanto per i musulmani''

04 ottobre 2006

Doveva essere un incontro importante quello di ieri tra il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, e i membri della Consulta Islamica, insieme per discutere di quella che sarà la ''Carta dei Valori''. Ma il ministro Amato ha dovuto lasciare la riunione prima del previsto per seguire gli sviluppi del dirottamento dell'aereo turco atterrato a Brindisi (leggi), una vicenda che fortunatamente si risolta senza problemi.
Prima di abbandonare la seduta però, il ministro dell'Interno è riuscito a chiarire, non senza irritazione, il senso del documento che ''solo più avanti sarà sottoposto alla firma'' e che, dunque, allo stato attuale, non è altro che una bozza di lavoro su cui intavolare una discussione critica e costruttiva.

La Carta dei Valori ''dovrà riguardare tutti coloro che vogliono vivere stabilmente in Italia'' e dunque ''sarebbe sbagliato che la Carta fosse sottoposta per la firma ai soli musulmani''. Queste, sostanzialmente, le parole di Amato per spiegare ai membri della Consulta islamica il senso del documento proposto nella scorsa riunione tenutasi ad agosto.
In apertura di seduta - informa una nota del Viminale - il ministro ha ricordato che, come reso noto al termine del precedente incontro, ''l'obiettivo della riunione è sempre stato quello di raccogliere pareri e proposte in vista della stesura di una Carta dei principi e dei valori che solo più avanti sarà sottoposta alla firma''. Per questo motivo Amato ha ''criticato il comportamento di chi, prima della riunione, ha dichiarato con veemenza che oggi non si doveva firmare alcunché, accreditando la tesi che oggi si sottoponesse alla firma la Carta''.  Il riferimento è stato chiaro ed era rivolto al segretario dell'Ucoii, Hamza Roberto Piccardo, che alla vigilia dell'incontro aveva voluto far sapere che se la bozza fosse stata sottoposta ai soli fedeli musulmani, sarebbe stato un atto discriminatorio e dunque l'Ucoii non avrebbe firmato, scatenando una serie di reazioni da parte degli stessi membri della Consulta e del mondo politico.

Per il ministro Amato, l'obiettivo del documento, sicuramente ambizioso, è quello di ''favorire il processo di integrazione nella comunità nazionale'': in tempi rapidi sarà istituito un Comitato scientifico ad hoc, chiamato ad elaborare una ''bozza'' della Carta, dopo aver consultato associazioni ed esponenti delle diverse comunità religiose ed etniche presenti in Italia.
Il Comitato sarà composto da esperti del mondo della cultura e del diritto: già ieri erano presenti alla riunione alcuni dei futuri componenti, come Roberta Aluffi Beck Peccoz, Carlo Cardia, Khaled Fouad Allam, Adnane Mokrani, Francesco Zannini. ''Tutti gli esponenti della Consulta - conclude la nota - si sono dichiarati d'accordo con questo percorso per arrivare a sottoscrivere la Carta e hanno fornito un utile contributo per sviluppare i vari argomenti, con l'obiettivo principale di dichiarare i principi fondamentali nei quali ci si riconosce, sulla base delle specificità delle singole comunità''.

Polemica chiusa sul nascere, dunque, e anche dall'Ucoii sono arrivate rassicurazioni. ''Non c'è nessuna frattura, nessuna rottura - ha sottolineato il presidente Mohammed Nour Dachan - siamo sulla stessa linea del ministro Amato''. ''Ho assicurato al ministro dell'Interno la mia fiducia e la mia piena collaborazione - ha aggiunto il presidente dell'Unione che dà voce a 240 moschee su tutto il territorio nazionale - e dunque non c'è spazio per polemiche e strumentalizzazioni''.
Già da oggi si riprende quindi a lavorare e i membri della Consulta saranno chiamati ad avanzare le loro proposte.

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04 ottobre 2006

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