Il sole siciliano, fonte inesauirbile di energia pulita

Enel ed Enea insieme per realizzare una centrale solare che produca energia ecocompatibile in grandi quantità

20 novembre 2003
Il Black out di settembre è destinato a rimanere solo un brutto ricordo nella memoria dei siciliani.
Due giganti nel settore della produzione di energia elettrica e nella ricerca di tecnologie innovative per produrla, Enel ed Enea, si sono unite per portare a termine un progetto per la produzione di energia solare ecocompatibile. Produrre energia pulita in grandi quantità e a costi competitivi: questi gli obiettivi del progetto Archimede, nato dalla collaborazione tra Enel ed Enea (Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente). Il progetto, presentato, qualche giorno fa, dal presidente dell'Enea, dal  premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia e dall'amministratore delegato dell'Enel Paolo Scaroni, rappresenta la prima applicazione a livello mondiale di integrazione tra un ciclo combinato a gas e un impianto solare termodinamico. Si basa su una tecnologia fortemente innovativa elaborata interamente dall'Enea. Sede della sperimentazione sarà la centrale Enel di Priolo Gargallo (Siracusa).

Il grande impianto solare sorgerà, entro tre anni, in un'area adiacente di proprietà dell'Enel e incrementerà la potenza della centrale di circa 20 Mw consentendo la produzione di energia elettrica aggiuntiva capace di soddisfare il fabbisogno di una città di 20 mila abitanti. Inoltre si tratterà di energia pulita con un risparmio, ogni anno, di 12 mila 500 tonnellate di petrolio e minori emissioni di anidride carbonica per 40 mila tonnellate l'anno. Una tecnologia di svolta che consentirà di produrre energia elettrica anche di notte e quando il cielo è coperto grazie a una miscela di sali in grado di conservare a lungo il calore raccolto durante il giorno.

"Con la nuova tecnologia solare termodinamica sviluppata dall'Enea - ha detto il premio Nobel Rubbia - si apre una nuova via che introduce sostanziali innovazioni rispetto alle energie rinnovabili convenzionali, quali il fotovoltaico, l'eolico e la biomassa. La produzione di grandi quantità di energia pulita permetterà inoltre, di contribuire in modo determinante ad una maggiore indipendenza energetica e alla riduzione dei gas serra, in particolare per le aree ad alta insolazione come le regioni del sud del nostro Paese".
Il progetto Archimede "utlizza nello stesso sito produttivo la tecnologia di energia rinnovabile e quella tradizionale ed è la prima volta al mondo che si attua una tale sperimentazione.- ha affermato Scaroni - La dimensione della centrale rappresenta inoltre un primato europeo".

Si tratta di una vera e proprio salto tecnologico. Il solare termodinamico rappresenta una nuova strada con grandi potenzialità anche  per i costi relativamente bassi. La tecnica utilizzata si ispira appunto agli esperimenti del matematico siracusano Archimede, vissuto nel III° secolo a. C., sugli specchi ustori - con i quali, secondo la tradizione risalente a Plutarco, i siracusani incendiarono le navi dei romani. che assediavano la città.  La luce diretta del sole viene concentrata con un sistema di 360 specchi parabolici (per una superficie totale di circa 200 mila metri quadrati) e accumulata grazie alle proprietà di un nuovo fluido a base di sali, in modo da rendere disponibile calore ad alta temperatura, fino a 550 gradi, in ogni momento della giornata. L'energia termica così raccolta servirà a produrre vapore ad alta pressione che, convogliato nelle turbine dell' impianto a ciclo combinato della centrale Enel, incrementerà la produzione di energia elettrica della centrale.

L'investimento complessivo per la realizzazione del progetto è circa 50 milioni di euro. Il progetto Archimede rappresenta anche una strategia vincente per il mezzogiorno. Impianti solari di questo tipo, infatti, hanno la loro più naturale collocazione nelle regioni meridionali dove il clima è favorevole. Qui si potrebbe realizzare  un bacino di produzione di energia pulita per il Paese. L'impianto prototipo dovrebbe partire entro la fine del 2007. Una nuova tecnologia che potrà rappresentare un concreto aiuto anche per quei due miliardi di persone, concentrate soprattutto nel sud del mondo, che tutt'oggi non dispongono di energia elettrica.

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20 novembre 2003

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