Incendio al Teatro Massimo di Palermo

L'intervento dei vigili del fuoco impedisce il disastro; non si esclude l'origine dolosa

06 settembre 2001

Le fiamme si sono levate dal secondo piano del teatro di piazza Verdi e stavano già distruggendo un magazzino dove erano conservate vecchie scrivanie, poltrone e materiale elettrico quando la prontezza di tre dipendenti della fondazione Teatro Massimo e dei vigili del fuoco ha impedito che accadesse il peggio.

Oltre al materiale contenuto all'interno del magazzino, niente altro infatti è andato distrutto, malgrado lo sgabuzzino sia vicino al palcoscenico.

Pericolo scampato dunque, anche perché la porta ignifuga ha retto alla pressione del fuoco restando chiusa, consentendo solo al fumo di sfuggirle.

Del rogo restano solo i segni scuri sulle pareti e l'odore acre di bruciato.

Adesso gli esperti devono capire come si sia potuto verificare un incendio all'interno di un impianto rimesso a nuovo appena tre anni fa.

I danni, pur se limitati, non mancano; le fiamme hanno distrutto tendaggi, sedie in pelle e scrivanie per un valore complessivo di circa duecento milioni.

Secondo una prima ricostruzione fatta dai periti, l'incendio sarebbero divampato a causa di un cortocircuito all'interno dell'impianto elettrico; ma ad una verifica più attenta si è scoperto che il quadro di interruttori indicato come focolaio è in realtà in perfette condizioni e che l'impianto elettrico era a prova di corto circuito, staccandosi automaticamente in caso di sovraccarico.

Si addensano ombre scure sulle cause delle fiamme.

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06 settembre 2001

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