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Inchiesta shock della Lav e di Rai Uno sul randagismo e sui canili-lager in Sicilia

La LAV: ''Regione latitante ed insensibile. Subito controlli a tappeto e chiusura dei canili fuori legge''

25 novembre 2005

Cani randagi rinchiusi in canili-lager. Affari d'oro per i titolari di queste strutture convenzionate coi Comuni siciliani. Animali moribondi per strada e cuccioli abbandonati.
E' questo l'agghiacciante quadro della situazione del randagismo in Sicilia che è emerso dall'inchiesta condotta dalla giornalista di Rai Uno Silvia Luzi in collaborazione con la LAV, che ieri mattina è andata in onda durante la trasmissione Unomattina con immagini shock che hanno provocato indignazione in tutta Italia.

L'inchiesta denuncia in particolare la scandalosa situazione di Siracusa, dove nel canile ''Piccolo Panda'' centinaia di cani sono rinchiusi in locali maleodoranti e in condizioni di palese sofferenza, ma con lauti guadagni per i privati che ricevono grossi investimenti pubblici.
Situazione drammatica a Porto Empedocle (AG) dove, invece, Comune e ASL si disinteressano totalmente del rifugio provvisorio che accoglie un centinaio di cani salvati dalla strada e dalle polpette avvelenate, curati con sacrificio da una donna che da sola tenta di colmare le inadempienze pubbliche.
''Se la Sicilia è diventata la regione dei canili-lager, la colpa è di quelle norme della legge regionale n.15 del 2000 che hanno favorito il business del randagismo - dichiara Marcella Porpora, coordinatrice regionale della LAV - a vantaggio di chi ha trasformato la sofferenza degli animali in un'occasione di lucrosi guadagni. La legge, infatti, deresponsabilizza i Comuni che, appaltando i servizi sul randagismo a strutture private, non affrontano l'incremento demografico delle popolazioni randagie tramite le sterilizzazioni e il contrasto del fenomeno dell'abbandono. Non c'è nessun controllo su queste convenzioni che vengono stipulate secondo gli interessi dei Comuni, insensibili al benessere animale, e dei privati, interessati solo ad ottenere il massimo del guadagno''.

''Chiediamo al Dirigente dell'Ispettorato Regionale Veterinario, intervistato ieri a Unomattina, dr. Michele Bagnato, di avviare immediatamente una campagna di controlli a tappeto sui canili privati - prosegue Porpora - per stroncare questo orribile business, chiudere quelli lager ed affrontare in maniera corretta ed efficace il randagismo, intervenendo anche nei confronti di quelle ASL e di quei Comuni che da anni omettono di adempiere ai loro obblighi e non applicano le vigenti normative in materia''. In particolare, la LAV chiede all'Ispettorato Veterinario di adoperarsi perché nei canili venga assicurato il benessere degli animali; i Comuni si dotino di strutture pubbliche per l'accoglienza degli animali abbandonati o feriti e le strutture private, come quelle denunciate dal servizio Rai, non si trasformino negli attuali enormi campi di concentramento di randagi; ai cani vengano assicurate cure veterinarie, alimentazione e condizioni di vita adeguate in spazi dignitosi; Comuni e ASL provvedano con urgenza alle sterilizzazioni degli animali vaganti; l'abbandono dei cani ed i maltrattamenti siano concretamente contrastati come prescrive la legge.

INFO
-
www.lavpalermo.it
-
www.infolav.org

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25 novembre 2005
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