L'assessore all'Agricoltura e Foreste: ''Giù le mani dal formaggio ragusano Dop''

La mancata riconferma al Corfilac penalizza il comparto lattiero-caseario siciliano

25 giugno 2003
''La mancata riconferma al Corfilac come ente certificatore del formaggio ragusano Dop penalizza fortemente la Sicilia e il comparto lattiero-caseario in generale''. Il vicepresidente della Regione Siciliana e assessore all'Agricoltura e Foreste, Giuseppe Castiglione, ha inviato una lettera al ministero delle Politiche agricole e forestali per esprimere il proprio disappunto nei confronti della decisione del direttore generale del Dipartimento qualità prodotti agroalimentari, Francesco Saverio Abate, che non ha rinnovato l'incarico al Consorzio regionale di ricerca sulla filiera lattiero-casearia di Ragusa. ''L'attività finora svolta dall'ente di certificazione - sottolinea Castiglione - ha dato notevoli risultati, facendo sì che sempre più produttori abbiano aderito alla Dop. Si è passati, infatti, da 20 produttori nel 2000-2001 a 40 produttori nel terzo anno di attività, con una produzione di forme destinate alla marchiatura da 1371 a 7350''.

Il vicepresidente conclude la lettera invitando il ministero a riconfermare l'incarico al Corfilac ed ''evitare di infliggere ulteriori colpi sia al settore delle produzioni casearie sia alle competenze ed alle professionalità siciliane''. Dal canto suo Giuseppe Licitra, presidente del Corfilac, sostiene che ''la mancata riconferma del Corfilac come ente certificatore del formaggio ragusano Dop sarebbe un danno enorme per il suo territorio e la cultura ad esso legata ma costituirebbe anche un passo in avanti nella direzione dell' allargamento delle maglie del disciplinare verso procedimenti di produzione semi - industriali e industriali''. A suo giudizio, ''questo rappresenterebbe una perdita enorme per il territorio - continua Licitra - oltre che una perdita delle peculiarietà di un prodotto artigianale che è un bene di cultura della nostra terra e frutto di tradizioni che si tramandano da secoli. L'introduzione, all' interno del disciplinare di produzione del ragusano di procedure di lavorazione industriale come l'utilizzo delle vasche in acciaio anzichè solo in legno e la possibilità di utilizzo dell'insilato, un foraggio fermentato e conservato, al posto del solo pascolo naturale, ci preoccupa moltissimo in quanto costituirebbe un passo in avanti verso la mercificazione di un prodotto caseario nato da tecnologie storiche di produzione e l'appiattimento del gusto''.

''Per il Corfilac certificare il Dop - aggiunge - è stato un servizio verso la collettività, per garantire la produzione storica del Ragusano e per offrire al consumatore la tracciabilità del prodotto certificato. In questo modo, centinaia di aziende che producono ''Ragusano'' chiuderanno, in quanto non potranno competere con i costi dei sistemi industriali ed i consumatori avranno solo un ricordo del Ragusano Dop che, dopo dieci anni di intensa ricerca del Corfilac, era riuscito a recuperare uno straordinario consenso dei consumatori anche a livello nazionale ed un ritorno economico significativo per il mondo della produzione''. ''Sono pronto - conclude Licitra- anche ad intervenire con una raccolta di firme nel territorio ibleo. Sono certo che si potrebbero presentare al Ministero quasi 50.000 adesioni''.

Fonte: Ansa Agroalimetare Sicilia

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25 giugno 2003

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