L'Ikea a Catania si farà. La società svedese citerà in giudizio l'Iko2 responsabile dello stop

06 dicembre 2007

Ikea si costituirà in giudizio per tutelare i suoi interessi contro Iko2, il general contractor che ha citato per danni la multinazionale svedese per lo stop al progetto di Catania. Lo rende noto la società svedese sottolineando che “La Sicilia rimane nei piani espansione di Ikea in Italia con i punti vendita di Catania e Palermo”.
“Ikea Italia - si legge nel comunicato - ha sempre fermamente creduto nel progetto su Catania denominato Cesame 2, nel quale ha tanto investito. Ne è la riprova che abbiamo assunto già 25 persone, a tempo indeterminato, e questo ben due anni fa”. “Ikea - sottolinea la stessa società - è arrivata in Italia nel 1989 e ha aperto 15 negozi (13 nuovi e 2 relocation). E' la prima volta che si trova di fronte ad un caso del genere. Lo stupore di Ikea - spiega la nota - è che questa citazione in giudizio arriva in pendenza di trattative commerciali con la stessa Iko2. Eravamo infatti in attesa di una risposta ad una bozza contrattuale da tempo sottoposta a Iko2, e non si aspettava un atto di citazione”.

L'altro ieri invece, contrariamente a quanto comunicato ieri dai vertici dell'azienda svedese, i responsabili di Iko2, la società sviluppatrice del progetto in qualità di general contractor dicevano: “Lo scorso 31 ottobre - secondo Cesare Meregalli, amministratore unico della Iko2 - è scaduto il termine ultimo di validità del contratto preliminare tra la nostra società e l'Ikea, dopo ennesime proroghe. Negli ultimi mesi ho cercato di comprendere le ragioni dei continui stop, ma non ho trovato alcuna spiegazione logica”. “Se Ikea avesse sottoscritto il contratto - aggiunge - i lavori per la costruzione della sede catanese della multinazionale svedese sarebbero partiti immediatamente, essendo già disponibili tutte le concessioni e le autorizzazioni necessarie, conseguite in tempi record”. Ma Iko2 “non vuole arrendersi e continua fermamente a credere nel progetto. Andiamo avanti anche senza Ikea - dice Meregalli - crediamo nelle potenzialità della città di Catania e abbiamo già contatti con nuovi importanti partner mondiali”. [La Sicilia]

 

 

 

 

 

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06 dicembre 2007

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