L'Italia in Libano. Il governo libanese riconosce all'Italia tutto il merito d'aver portato il Libano alla pace

10 ottobre 2006

In un'intervista al TG1 il premier libanese Fouad Siniora, ha detto che il governo libanese ''riconosce all'Italia tutto il merito'' di avere portato il Libano alla pace.
''Siamo grati al governo italiano, alla vostra diplomazia per il compito che avete svolto durante la crisi'', ha detto il primo ministro libanese. ''In piena guerra la conferenza di Roma è stata il punto di svolta che ci ha portato alla tregua. Le navi italiane davanti alle coste libanesi hanno consentito di togliere il blocco navale israeliano e il paese ha ricominciato a vivere. Senza togliere nulla al ruolo del Consiglio di sicurezza dell'Onu - ha proseguito Siniora - devo riconoscere all'Italia tutto il merito di averci portato alla pace''.

Lusinghiere anche le parole utilizzate dall'emittente satellitare araba Al Jazira in vista della visita di oggi in Libano del presidente del Consiglio italiano Romano Prodi.
''L'Italia è fonte affidabile per tutti gli schiaramenti libanesi'', ha detto Al Jazira in una corrispondenza da Beirut per il notiziario del mattino, ritenendo che la visita di Prodi possa svolgere un ruolo positivo per la situazione libanese, in quanto ''tutte le componenti politiche libanesi, hanno fiducia dell'Italia''.

La stampa di Beirut ha invece informato che il premier italiano, in una telefonata  al suo collega Siniora, avrebbe offerto il contributo alla ricostruzione  del più grande ponte in Libano bombardato dai caccia israeliani nel corso della guerra del luglio e agosto scorsi.
Gli organi di stampa libanesi non hanno aggiunto altri dettagli, né sulla natura dell'aiuto italiano né sulla telefonata, ma hanno notano soltanto che gli Stati Uniti hanno a loro volta stanziato nove milioni di dollari per la ricostruzione del ponte Mdeirej, che, con i suoi piloni di 70 metri, era il più alto del Medio Oriente ed era stato costruito dall'impresa italiana Toto ad un costo di circa 42 milioni di euro. Rafik Hariri, il tycoon libanese per cinque volte premier, ucciso in un devastante attentato sul lungomare di Beirut il 14 febbraio 2005 - lo aveva definito all'inaugurazione ufficiale nel 2001 ''un passo fondamentale nella modernizzazione del Paese''.

 

 

 

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10 ottobre 2006

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