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La filippica del governatore, la riflessione del ministro

Per Lombardo il ponte sullo Stretto si deve fare, per il neo ministro dell'Ambiente la questione è ancora tutta da valutare

03 dicembre 2011

"Le ferrovie una volta si chiamavano dello Stato. Quindi è lo Stato che vuole emarginare la Sicilia e tagliare i ponti, altro che crearne di nuovi. I treni a lunga percorrenza che partivano da Siracusa, Palermo o Catania e ci consentivano di andare a Roma partivano alle 9 di sera per arrivare la mattina dopo. Quando questi treni partiranno da Villa San Giovanni e poi piano piano se ne risaliranno verso nord è chiaro che il treno non sarà più un mezzo da poter utilizzare". Lo dice il presidente della Regione Raffaele Lombardo.
"Alcune forze politiche - aggiunge il governatore siciliano - forse si sono innamorate del via vai dei traghetti che ci collegano con il cosiddetto continente. E' da incoscienti sostenere la tesi che ci porterebbe a rinunciare al ponte sullo stretto. Piaccia o meno, la società è andata avanti, ha fatto espropriazioni e una gara. Credo che le società aggiudicatarie farebbero una causa e 400 o 500 milioni si perderebbero comunque per pagare i danni".

"Sappiamo - prosegue Lombardo - che la parte pubblica interviene con 1,5 miliardi mentre il resto sarebbero fondi di privati. Rinunciare vuol dire non volerlo fare per pregiudizio o per lasciare le cose come stanno, cioé continuare con i traghetti che non trasporteranno più i treni e quindi anche di notte saremo costretti a scendere da un treno a Messina, salire sul traghetto con la valigia in mano, come nell'800, e poi risalire sul treno dall'altra parte. Il piano delle ferrovie credo lo abbiano immaginato nel momento in cui avevano previsto anche un notevole investimento per la realizzazione del ponte. Le ferrovie, non caricando più i treni e non prevedendo più i treni a lunga percorrenza, risparmieranno ma non manterrebbero l'impegno a finanziare il ponte se questo non si facesse più. Noi saremmo penalizzati mentre le ferrovie realizzerebbero i loro piani di risparmio sempre sulla pelle della Sicilia. Sono convinto che se non si farà il ponte non saranno neppure ripristinate le cuccette e i treni a lunga percorrenza".

All'ennesima filippica lanciata dal presidente Lombardo contro i detrattori del Ponte sullo Stretto di Messina, si contrappongono le valutazioni del nuovo ministro dell'Ambiente, Corrado Clini.
"Il ponte sullo Stretto di Messina è un'opera interessante dal punto di vista dell'ingegneria, ma dobbiamo capire se è nelle priorità per lo sviluppo del nostro Paese". "Siccome dobbiamo scegliere - ha aggiunto Clini parlandonei giorni scorsi da Reggio Calabria - e dobbiamo capire dove allocare le risorse per favorire la crescita, non so se possiamo considerare la realizzazione del ponte sullo Stretto un'opera prioritaria. Su questo abbiamo bisogno di valutare".

[Informazioni tratte da ANSA, Adnkronos/Ign, Lasiciliaweb.it]

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03 dicembre 2011
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