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La Terra del "turismo relazionale"

La Sicilia presenta il "turismo delle radici" per conquistare i mercati esteri

30 giugno 2015

La Sicilia torna alle origini con il "Turismo delle radici". Nel workshop che si è svolto nella "Piazzetta Sicilia" dell'Expo di Milano è stata presentata l’offerta turistica dei "Borghi più belli d'Italia" e dei "Borghi rurali", un’offerta che rappresenta un nuovo modo di concepire il turismo ovvero quello di conoscere un luogo con gli occhi di una persona del posto e scoprirne i volti più nascosti e insoliti.
In Sicilia questo modello sta prendendo forma già da qualche tempo e ben si adatta ad una regione dove, al di là delle grandi città e dei monumenti di fama mondiale, si nascondono antichi borghi, palazzi o siti archeologici meno conosciuti ma ciò nonostante ricchi di grande fascino. In questo ambito, la Sicilia si sta sempre più specializzando nel turismo relazionale; l'albergo diffuso e le dimore storiche, il turismo residenziale, gli itinerari religiosi e naturalistici sono le sue forme più interessanti ed attraenti.

Esperti di marketing turistico, tour operator provenienti dal Nord Europa, rappresentanti dell’associazione "I Borghi più belli d’Italia" e della stampa estera specializzati nel settore turistico hanno partecipato al workshop "Le proposte dei Borghi più belli d’Italia e dei borghi rurali ai tour operators internazionali", che ha visto tra i relatori anche Pierfilippo Spoto che ha raccontato la sua esperienza di guida relazionale nei Monti Sicani e nell’agrigentino.
"Il vero motivo che porta un turista straniero in Sicilia - ha detto Spoto intervistato da Magaze.it - è inconsciamente la possibilità di incontrare i siciliani, di potere interloquire con loro, di scambiare esperienze di vita con loro. Ed è un po’ quello che noi abbiamo reso possibile finora. Io non mi limito più a realizzare solamente delle escursioni, ma programmo passeggiate naturalistiche che includono molto altro. Si parla di mafia, di cibo, di usi e costumi, feste, religioni. E tutto ciò di cui si parla si vive. Si tratta di una vera e propria immersione negli usi e stili degli abitanti del territorio. Ed i turisti non sono spettatori ma vivono la quotidianità".

"E quello che abbiamo presentato ad Expo - ha continuato Spoto - è un pacchetto di otto giorni: il tour di base prevede la partenza da Palermo, il passaggio per Bagheria per arrivare nelle Madonie percorrendo poi Polizzi Generosa. Proseguendo si arriva nei territori Sicani, dove è possibile visitare la fattoria di Lorenzo Reina, passare da Sant’Angelo Muxaro, conoscerne la gente, gli usi, le piccole abitudini di ogni giorno. È possibile poi arrivare ad Agrigento, e con i ragazzi di "Crew Lopez" navigare su un bellissimo galeone che tocca le coste di Scala dei Turchi e Torre Salsa. Infine ci si trasferisce negli Iblei, visitando Chiaramonte Gulfi e Monterosso Almo, ospiti di un mastro casaro che produce cacio cavallo ragusano come si faceva una volta. Ovviamente l’operatore a tutto questo percorso potrà aggiungere varie mete, come una visita all’Etna, meta praticamente imperdibile. E poi, se parliamo del mercato americano, non si potrà fare a meno di recarsi a Taormina". [Fonte: Sicilia Travelnostop.com]

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30 giugno 2015
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