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Mentre a Palazzo Madama si pranza con le sarde a beccafico, in Sicilia si pensa alla papaya

I sapori siciliani uniscono maggioranza e opposizione, e alla Regione l'Ue dice sì per i frutti tropicali

04 marzo 2004
Tutti uniti al Senato sulla tavola siciliana. Arance rosse, gamberi rosa, sardine e pesce spada: i sapori della Sicilia sono approdati a Palazzo Madama con l'obiettivo di superare, riaffermando la qualità dei propri prodotti tipici sia di terra che di mare, i confini regionali e sbarcare su nuovi mercati. In altre parole, per valorizzare il patrimonio enogastronomico ma anche naturalistico. Così è stata presentata l'iniziativa promossa, tra gli altri, dal senatore Giuseppe Ruvolo, siciliano, da Lega Pesca e dalla sua associata Cotral, che produce i "Sapori del Mediterraneo".

Per l'occasione, dunque, il ristorante del Senato ha aperto le porte a duecentocinquanta invitati, con un menù basato sulla migliore arte culinaria siciliana, aperto da sardine a beccafico e filetto d'acciuga dop, per proseguire con pasta con le sarde, tagliata di tonno, involtini di pesce spada e dolcetti all'arancia. Insieme a gustare queste prelibatezze, senza alcuna spaccatura o contrasto, gli esponenti di centrodestra e centrosinistra.

Il senatore Ruvolo dell'Udc in questa maniera ha voluto portare all’attenzione del governo, pricipalmente il problema della carenza d'acqua in Sicilia e la mancanza delle infrastrutture adatte, con la quale senza è impossibile produrre prodotti di qualità e di conseguenza conquistare e affermarsi nei mercati esteri.

Fra i commensali anche il senatore Giulio Andreotti che scherzando con i giornalisti ha detto: "Spero poi di non essere interpretato male - ha detto Andreotti - visto che quando sono andato a Mazara del Vallo perchè hanno affondato un peschereccio poi me lo sono trovato come motivo di accusa: essere andato lì per incontrare i mafiosi. Oggi - ha concluso il senatore a vita - spero che nessuno faccia interpretazioni di questo genere".

Ma non solo arance, limoni o pomodori, saranno prodotti di peculiare sicilianità, infatti con il via libera dell'Unione europea d'ora in poi anche in Sicilia si potranno costruire impianti per la trasformazione di kiwi, ananas, mango, maracuja, papaja, tutti frutti tropicali. Assieme alla frutta tropicale, l'Ue ha inoltre concesso il nulla-osta anche per la trasformazione dei prodotti cerealicoli e di quelli viticoli. In parole povere con questa concessione europea le aziende che producono vino potranno anche trasformarlo direttamente. Già dal corrente mese, con la riprogrammazione del Por Sicilia 2000-2006, l'assessorato all'Agricoltura inserirà misure in sostegno delle aziende che vorranno investire nella trasformazione dei prodotti agricoli.
Una prova in più che la Sicilia è una terra che vuole in tutti i modi riscattarsi e mettersi al passo con i tempi.

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04 marzo 2004
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