Niente paura! Non esiste nessun allarme influenza

Contro l'influenza non servirà una vaccinazione di massa. Il vero pericolo? Gli inutili allarmismi

06 ottobre 2003
Già dalla settimana scorsa nelle farmacie di province e città, si può acquistare il vaccino anti-influenzale. La confezione base del vaccino, che costa 11,50 euro, quest'anno è composto da antigeni dei seguenti ceppi di virus influenzale: ceppo A/Nuova Caledonia/20/99 (H1N11); ceppo A/Mosca/10/99 (H3N2); ceppo B/Hong Kong/330/2001.
Sono questi, infatti, i virus la cui circolazione è attesa durante la prossima stagione sulla base dei dati epidemiologici e sierologici accertati dalla rete per la sorveglianza. Il periodo ottimale per la vaccinazione, per la nostra situazione climatica e per l'andamento temporale mostrato dalle epidemie influenzali è quello autunnale, quindi a partire dalla metà di ottobre fino alla fine di novembre. Un anticipo della somministrazione del vaccino potrebbe soprattutto nelle persone anziane che presentano risposte immunitarie meno valide, avere come conseguenza un declino del titolo anticorpale proprio in corrispondenza del picco epidemico stagionale.

Ma chi dovrà sottoporsi alla campagna di vaccinazione?
Il vaccino è raccomandato a persone di età pari o superiore a 65 anni; bambini e adulti affetti da malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio (inclusa la malattia asmatica), circolatorio, uropoietico; malattie degli organi emopoietici; diabete ed altre malattie dismetaboliche; sindromi da malassorbimento intestinale; fibrosi cistica: malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, inclusa l'infezione da Hiv g; patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici; addetti a servizi pubblici ci di rimario interesse collettivo; personale di assistenza o contatti familiari di soggetti ad alto rischio; bambini reumatici soggetti a ripetuti episodi di patologia disreattivù che richiede prolungata somministrazione di acido acetilsalicilico e a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale.
Per quanto riguarda i cittadini ultrasessantacinquenni, questi potranno usufruire del vaccino gratuitamente.

Sicuramente importante l’informazione sulla vaccinazione, per  il Codacons proprio le informative medianiche quest’anno sono cascate nell’esagerazione. Infatti Codacons denuncia e si oppone con forza alla vaccinazione di massa, annunciando l'intenzione di "denunciare per procurato allarme tutti coloro che propaganderanno il suo uso, anche legandolo al rischio Sars, oltre ai casi previsti dal Ministero della Salute".
Secondo il vice presidente nazionale dell'associazione dei consumatori, Francesco Tanasi, "l'invito incondizionato a vaccinarsi risponde a delle esigenze ben precise: quelle - sostiene - dell'industria farmaceutica, che mette con un certo anticipo sul mercato il vaccino antinfluenzale, e che non può certo rischiare un flop di vendite che arrecherebbe alle stesse ingenti danni economici".

Dal Ministero della Salute, Girolamo Sirchia svela la presa di posizione governativa dichiarando  che in Italia non esiste la necessità di una vaccinazione di massa contro l'influenza, necessità creduto tale dopo l’invito della società italiana di pediatria (Sip) che aveva invitato i genitori a vaccinare tutti i piccoli, anche per evitare inutili allarmi Sars.
''Siccome il pericolo Sars nel nostro paese non esiste - ha voluto spiegare il ministro - non c'è ragione di cambiare le strategie nazionali di vaccinazione''. Le raccomandazioni per il vaccino sono sempre le stesse: anziani over 65, coloro che vengono a contatto con i malati degli ospedali nel mondo della sanità e tutte le persone più fragili, compresi i bambini che hanno malattie dell'apparato respiratorio.

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06 ottobre 2003

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