Notte senza sbarchi a Lampedusa

Mentre è trascorsa la prima notte di tregua, scoppia la polemica tra i ministri Maroni e La Russa

30 dicembre 2008

Quella trascorsa è stata la prima nottata senza sbarchi sull'isola di Lampedusa, dopo l'arrivo delle migliaia di extracomunitari dei giorni di Natale. Alla sala operativa della Capitaneria di porto di Palermo, inaftti, non sono arrivate notizie di imbarcazioni nel Canale di Sicilia.
L'ultimo sbarco in ordine di tempo si è avuto nella tarda mattinata di ieri quando sull'isola è arrivato un barcone con a bordo almeno 150 clandestini.
Il commissario straordinario della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca, ha parlato di "situazione drammatica" per descrivere quanto sta avvenendo in questi giorni a Lampedusa. "Per la prima volta in maniera massiccia - ha detto - assistiamo quotidianamente in pieno inverno a sbarchi senza sosta, con migliaia di disperati che affrontano il mare e il freddo". Gli sbarchi a Lampedusa degli ultimi giorni "confermano le nostre previsioni: il 2009 sarà un anno molto difficile e proprio per questo dobbiamo prepararci ad affrontare una nuova ondata migratoria". Rocca ha quindi esortato al "massimo sforzo di solidarietà e accoglienza: ci sono migliaia di persone, tra cui tanti minori, che di ora in ora continuano a rischiare la propria vita e questo non può non responsabilizzarci".

Proprio sui minori lancia un allarme Save the Children. Sono 196 quelli non accompagnati attualmente presenti al centro di prima accoglienza di Lampedusa. La gran parte, circa il 70%, proviene dall'Egitto, il 7% dalla Tunisia, il 6% dalla Nigeria, altrettanti dalla Somalia, il 4% dall'Eritrea, il rimanente numero da Marocco, Togo e Burkina Faso. Precaria l'accoglienza loro riservata, denuncia ancora l'organizzazione, a causa del sovraffollamento del centro, attrezzato per ospitare 70 fra minori e donne (a fronte appunto degli attuali 196 minorenni soli e di circa 100 donne presenti). La conseguenza di ciò è che molti ragazzi hanno dovuto dormire all'aperto e non sono state ancora approntate misure per garantire loro condizioni minime di accoglienza.

Intanto, proseguono i ponti aerei da Lampedusa verso i Centri di permanenza temporanea della Puglia e della Calabria per alleggerire quello di Lampedusa, ormai al collasso.

E in attesa che venga attuato l'accordo con la Libia in tema di immigrazione, proprio per gestire subito l'emergenza di questi giorni, il Viminale ha deciso di adottare nuove misure fra le quali quella per cui "chi arriva a Lampedusa rimarrà a Lampedusa". A dirlo è stato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, in un'intervista rilasciata ieri a Radio Padania. Il titolare del Viminale ha poi spiegato meglio che chi arriva sull'isola siciliana "non sarà spostato in altri centri perché da lì poi sarà immediatamente rimpatriato, e cominceremo già da domani, dopodomani al massimo".
Secondo il ministro dell'Interno, tuttavia, "la questione degli sbarchi a Lampedusa è molto evidente sul piano mediatico ma non è così consistente sul piano numerico".

Il ministro Maroni ha poi fatto sapere che il pattugliamento delle coste libiche dovrebbe partire a gennaio. "Ho avuto garanzie dal ministro Frattini che l'attuazione di questo accordo partirà entro gennaio - ha dichiarato il titolare del Viminale - Attuarlo significa fare finire gli sbarchi a Lampedusa". "Ci siamo già attivati per avere tempi brevi e non levantini", ha voluto inoltre sottolineare, riferendosi a quanto affermato in un'intervista dal titolare della Difesa, Ignazio La Russa. Il ministro della Difesa aveva infatti detto in un'intevista al Corriere della Sera che è l'Italia per prima ad essere in difetto con la Libia, visto che il Parlamento non ha ancora reso definitivo l'accordo bilaterale siglato lo scorso agosto con Gheddafi, con il quale, ha aggiunto La Russa, "è necessario imbastire una trattativa lenta, continua". Insomma, aveva aggiunto La Russa, "l'Italia per parte sua, deve cercare di entrare nella mentalità libica per capire gli episodi di questi giorni".

"Ho grande stima per La Russa ma non credo ci si debba basare sulle sue affermazioni" ha rimarcato Maroni. L'accordo siglato fra il governo e la Libia il 31 agosto "prevede importanti investimenti dell'Italia in Libia ed è quindi giusto sia ratificato dal Parlamento". Ma "quello di cui parlo, e cioè il pattugliamento davanti alle coste libiche, è un'altra cosa, è accordo stipulato fra il ministero dell'Interno italiano e il ministero dell'Interno libico il 29 dicembre, esattamente un anno fa, dal ministro Amato e prevede la cooperazione fra i due Paesi nel contrasto all'immigrazione clandestina attraverso la messa a disposizione da parte dell'Italia di sei motovedette. Quest'accordo non è ancora stato attuato, ed è questo accordo a cui faccio riferimento" e che ''ho chiesto al ministro Frattini di sollecitare per la sua attuazione. Di questo stiamo discutendo proprio in queste ore a Tripoli".
Maroni, riferendosi ancora al suo collega della Difesa, ha poi aggiunto polemicamente: "Lui è più fortunato di me. Io non sono in qualche spiaggia nei mari tropicali, ma sono in Padania. Ho voluto rimanere qui proprio per affrontare le eventuali emergenze e quella di Lampedusa è una emergenza". "La soluzione con la S maiuscola della questione sbarco di clandestini a Lampedusa c'è - ha aggiunto -, è scritta, ed è il pattugliamento delle coste libiche. Noi siamo pronti per attuare il pattugliamento attendiamo l'ok delle autorità libiche. Non sono tanto d'accordo che bisogna mettersi nella mentalità di qualcun altro, tant'è vero che abbiamo fatto e continuiamo a far pressione".

A parte le polemiche, come ben si sa il problema dello sbarco di clandestini non riguarda solo l'Italia ma anche altri Paesi come Cipro, Malta e la Grecia. Per questo motivo il Viminale ha organizzato un incontro, fissato per il 13 gennaio, con i ministri dell'Interno di questi Paesi "per una strategia comune", e anche "per portare le nostre rivendicazioni a livello europeo il 15 gennaio - ha detto infine Maroni - al consiglio europeo che si terrà a Praga". Certamente, ha voluto ribadire il ministro dell'Interno, con l'avvio dei pattugliamenti delle coste libiche "potremo dire addio una volta per tutte al problema degli sbarchi su Lampedusa".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, La Siciliaweb.it, TGcom]

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30 dicembre 2008

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