Per la siccità in crisi l'olivicoltura siciliana

27 novembre 2001
Parte da Villafrati (PA), piccolo centro montano dell'entrotetta, la richiesta di dichiarare lo stato di calamità naturale per il settore dell'olivicoltura.

Sindaci e assessori di tredici comuni, infatti, dopo una lunga riunione nel municipio di Villafrati, hanno sollecitato un intervento straordinario all'assessorato regionale all'Agricoltura e Foreste per i danni subiti a causa della siccità, che ha colpito per oltre sei mesi i terreni dei comuni di Altavilla, Bolognetta, Baucina, Campofelice di Fitalia, Cefalà Diana, Ciminna, Godrano, Mezzojuso, Misilmeri, Trabia, Ventimiglia, Vicari e, appunto, Villafrati.

Secondo le stime effettuate dai vari uifici comunali, i danni provocati dalla mancanza di precipitazioni ammonterebbero complessivamente a circa tredici miliardi.
"La produzione di olio - dice il sindaco di Villafrati, Giuseppe Schimmenti - è calata sensibilmente. Anzi, direi che è quasi nulla. Il novanta per cento, e in alcuni casi il cento per cento della produzione nei tredici comuni risulta praticamente compromessa. Chiediamo quindi, in tempi brevi, l'intervento della Regione. I nostri agricoltori sono in ginocchio".

Un esempio di stagione del tutto compromessa è nella zona di Trabia. Dopo le nespole in primavera, adesso il mancato raccolto delle olive ha ulteriormente danneggiato l'economia locale.
"Nel nostro comprensorio - dice l'assessore alle Attività produttive Emanuele Lo Bono - i danni subiti dagli agricoltori ammontano a circa settecento milioni. I frantoi sono fermi, e quel poco che si riesce a produrre non è certamente olio di qualità". "Faremo il possibile per aiutare i nostri agricoltori - aggiunge l'assessore Giovanni Turturici".

Fonte: GdS

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27 novembre 2001

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