Scomparso il sito web dei Bin Laden

Il dominio scadeva proprio l'11 settembre, data della catastrofe.

28 settembre 2001
Forse una scelta di basso profilo.

Ma c'è una coincidenza inquietante: il contratto per la registrazione del dominio è scaduto l'11 settembre 2001.

Il giorno dell'attacco agli Usa.

Cancellato, sparito, sciolto come neve al sole il sito ufficiale del gruppo industriale della famiglia Bin Laden. Improvvisamente cancellato dal web. Dal 25 settembre chi vuole conoscere e avere informazioni anche di carattere ufficiale sulle attività e sui partners economici di quello che è considerato uno tra i maggiori gruppi industriali sauditi, deve fare a meno del supporto di Internet e rivolgersi direttamente alla sede ufficiale della società a Gedda. All'indomani della decisione del presidente George W. Bush di colpire direttamente gli interessi economici che supportano il terrorismo internazionale, la famiglia Bin Laden sceglie di uscire di scena, almeno dal web, e decide una politica di basso profilo.

La sera precedente il fratello rinnegato dei Bin Laden, il famigerato Osama, accusato apertamente di essere il responsabile degli attentati di New York e di Washington, aveva lanciato strali e proclami contro i nuovi crociati guidati dal presidente Bush chiamando il popolo dell'Islam alla guerra santa contro l'occidente e contro quei musulmani che avrebbero dato appoggio ai nuovi crociati nella lotta contro l'Islam. Una dichiarazione forse troppo imbarazzante per un gruppo industriale che fattura annualmente 5 miliardi di dollari e che proprio sul suo portale ufficiale appena rimosso, vantava partnership economiche con le principali multinazionali occidentali, dalla Motorola alla Abn-Amro, dalla Nortel alla General Elettric, fino alla City Bank rimasta travolta dal crollo del World Trade Center.

Il sito del resto era esplicito e descriveva nel dettaglio la complessa attività del gruppo fondato da Mohammed bin Oud bin Laden, un mercante yemenita che ha saputo diventare negli anni il più potente costruttore arabo, molto vicino alla famiglia reale Saudita. E proprio le costruzioni rappresentano il core business del gruppo. Tra le tante realizzazioni c'è anche la base di Prince Sultan, a pochi chilometri da Ryad, usata dagli americani come comando per le operazioni nella Guerra del Golfo, così come la costruzione di numerose strade e autostrade non solo nella penisola arabica, ma in tutto il Medio Oriente. Per assicurarsi la fornitura di marmi pregiati, i Bin Laden non hanno esitato ad acquistare anche una cava a Carrara.

Negli anni, almeno secondo quando era spiegato nel sito, le attività del gruppo si sono diversificate ampliandosi verso altri settori come le telecomunicazioni e l'energia. Le Binladen Telecommunication Companies, hanno realizzato la più importante rete digitale di telecomunicazione dell'Arabia Saudita e partecipano al consorzio Iridium per la comunicazione satellitare e per la creazione di un sistema di comunicazione globale, lo stesso utilizzato dai grandi networks televisivi per trasmettere i servizi e le notizie da ogni parte del globo. La pecora nera della famiglia, Osama, è uscito dal gruppo nel 1989, portandosi via una buona uscita da 300 milioni di dollari, ma secondo alcune fonti, alcuni dei 51 fratelli Bin Laden avrebbe ancora dei rapporti con lui. Intanto il sito che era stato registrato a nome del gruppo l'11 settembre del 2000 è stato cancellato. Il contratto di registrazione del dominio è scaduto dopo un anno, proprio l'11 settembre del 2001, il giorno dell'attacco all'America.

Una tragica fatalità?

Fonte : L'Espresso

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28 settembre 2001

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