Solo un pompiere ogni tremila abitanti, a Palermo mancano i Vigili del Fuoco

In tutta la provincia sono 550 i vigili, che lavorano divisi in quattro turni

13 marzo 2003
Un organico ridotto al minimo.

Le continue richieste d'intervento che intasano ogni giorno la centrale operativa e poi le verifiche per accertare i danni causati da calamità.

In una situazione dove tutti sono costretti a fare tutto con turni da 24 ore, al comando provinciale dei vigili del fuoco è emergenza.

In tutta la provincia sono 550 i vigili che lavorano divisi in quattro turni, ovvero uno per ogni 3 mila abitanti.
Da questa cifra vanno esclusi i 90 pompieri che sono impegnati all'aeroporto Falcone-Borsellino.

A essi si devono aggiungere una ventina di unità che svolgono mansioni di sussistenza e i funzionari.
A chiusura dei conti, a quello che rimane bisogna sottrarre ancora un 40 per cento che rappresenta il personale in licenza e in riposo.

Risultato? A ogni turno sono una sessantina i vigili che salgono sui mezzi e rispondono alla "chiamata".
Poi c'è il problema delle sedi distaccate come quella di Cefalù che da oltre trent'anni aspetta di diventare operativa in modo continuato e non stagionale, oppure Corleone, dove solo dopo cinquant'anni è stata aperta una piccola caserma.

Se a questo si aggiunge la questione delle zone, soprattutto nelle Madonie, dove in caso d'incendio devono partire le squadre da Palermo, il quadro delle emergenze peggiora.

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13 marzo 2003

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