Un Natale di convivenza e tolleranza

Questo è l'augurio che Guidasicilia.it, insieme al comune di Salemi (TP), rivolgono proprio a tutti

19 dicembre 2003
"In tutta coscienza io ritengo che indossare un abito o simboli che mostrino vistosamente l'affiliazione religiosa dovrebbe essere proibito. Il velo islamico, qualunque nome gli diamo, la Kippah o la croce di dimensioni eccessive: non c'è posto per loro nei confini della scuola pubblica. Le scuole pubbliche rimarranno laiche. Per questo, una legge è necessaria. Io voglio che sia adottata dal Parlamento ed entri in vigore prima del ritorno a scuola il prossimo anno. La laicità è inscritta nella nostra tradizione. Sta al cuore della nostra identità repubblicana. Non si tratta di rifondarla, né di modificarne i profili. Si tratta di farla vivere restando fedeli ai valori della Repubblica... La laicità è un pilastro della nostra Costituzione. Non tollereremo che, coprendosi dietro la libertà religiosa, si contestino le leggi e i principi della Repubblica".

E’ stato questo il contenuto del discorso del presidente francese Jacques Chirac, teletrasmesso a rete unificate, che ha esortato il Parlamento eliseo ad agire rapidamente.
Qualcuno sostiene sia comunque evidente che l’obiettivo principale della proibizione è il velo islamico, che sta diventando un’ossessione anche nell’ottica delle prossime elezioni regionali di marzo.

E’ inutile nascondersi dietro un dito, la paura verso l’islamismo esiste e come un tarlo si sta insinuando nell’animo della popolazione europea. Come risulta inutile che le classi dirigenti facciano lezione di tolleranza, quando alla minima occasione fanno fuoriuscire l’animale xenofobo, razzista, intollerante che è in loro.
La paura verso le popolazioni islamiche c’è, e il pensiero che dietro ogni devoto a Maometto si nasconda un possibile, improvviso kamikaze sta diventando concetto dicotomico come quello che associa il siciliano con la mafia.
E’ questa miseria culturale.

Dalla parte opposta esempi di "cattivi maestri" non ne mancano. Esempio emblematico lo si trova in Adel Smith, leader dell'Unione dei musulmani Italiani, che non avendola avuta vinta con il discorso sulla rimozione del crocefisso a scuola, ha creduto bene di riproporre la propria intolleranza verso la religione che, volente o nolente, rappresenta il paese che lo ospita, gettando dalla finestra la croce della camera d’ospedale dove è ricoverata la madre, adducendo spiegazioni che, francamente, lasciano un po’ a desiderare.  

Sembra si sia creata troppa confusione.
Che i motivi reali delle guerre e dei continui, drammatici disagi mediorientali siano di natura politico-economico, sembra siano stati dimenticati e che "pericolosamente", al primo posto nella lista delle possibili spiegazioni ci sia quello della guerra religiosa. Ormai troppo spesso, alla fermata dell’autobus, di fronte al bancone di un bar si sente parlare dei palestinesi, degli iracheni, degli afghani, dei ceceni come di tanti Saddam o Bin Laden, e qualcuno è addirittura convinto che l’innocenza (se d’innocenza si può parlare! Troneggia qualcun'altro), di queste popolazioni sta nella loro barbara assenza di cultura (!).

L’impressione di stare andando indietro come i gamberi (con tutto il rispetto verso gli squisiti crostacei) la si avverte. O almeno, qualcuno continua ad avvertirla.

Comunque, esiste sempre qualche realtà che, voce fuori dal coro, pure involontariamente fa qualcosa per riequilibrare le tendenze, e come rappresentante di queste realtà, Guidasicilia.it vuole oggi ergere il piccolo comune di Salemi in provincia di Trapani.
La sezione locale della Fidapa (Federazione italiana donne, arti, professioni, affari) in collaborazione con il Comune, hanno infatti decorato l’Albero di Natale cittadino (un abete alto 6 metri), posto proprio nel cuore del centro storico, con la mezza luna islamica, la stella ebraica e la croce cristiana, come augurio di pace e tolleranza fra i popoli, nel contesto attuale segnato da lacerazioni religiose, e come  pretesto per rinverdirne la memoria di fronte alle nuove generazioni.

Magari qualcuno troverà questa iniziativa infantile, oppure omaggio confuso e confusionario che ibrida senza riguardo alberi di natale, croci cristiane, stelle ebraiche e mezze lune islamiche.
Noi la troviamo, e vogliamo credere che sia, un’iniziativa tenera e certamente migliore dal buttare dalla finestra crocefissi o impedire a qualcuno di indossare tranquillamente il chador.

Da laici auguriamo a tutti… e sempre
Pace
Shalom
Salaam


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19 dicembre 2003

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