Un nuovo nome per Corleone

per cancellare il marchio ingiurioso, che nell'immaginario collettivo è diventato sinonimo di Cosa Nostra

26 novembre 2003
Corleone, paese in provincia di Palermo, vuole scrollarsi di dosso lo scomodo marchio di paese mafioso e lo fa in una maniera un po' singolare. E' nato, infatti, un comitato di cittadini  composto da una decina di professionisti e presieduto dall'avvocato Antonio Di Lorenzo che ha come obiettivo una raccolta di firme per avviare un referendum popolare allo scopo di cambiare nome al paese.
Nell' immaginario collettivo e soprattutto all'estero, il nome "Corleone" viene subito associato ai boss nati in quel paese come Totò Riina, Bernardo Provenzano e Luciano Liggio, o al grande film di Francis Ford Coppola "Il Padrino" il cui protagonista si chiamava appunto Vito Corleone, film tratto dall'altrettanto celebre romanzo di Mario Puzo.

L' ex sindaco di Corleone, Pippo Cipriani (Ds), aveva inviato negli anni scorsi una lettera proprio a Puzo, morto a luglio del 1999, per invitarlo a venire in Sicilia per vedere di persona i luoghi descritti nel suo romanzo. La realtà di Corleone, infatti, è molto più complessa rispetto alle semplificazioni della saga della famiglia Corleone e  l' ex sindaco contestò allo scrittore che il romanzo aveva esportato in tutto il mondo il cliché di Corleone capitale della mafia.
Senza dubbio un fardello un po’ pesante da portarsi addosso! Un "marchio indelebile" che il centro agricolo, a 57 chilometri da Palermo, adesso vorrebbe scrollarsi di dosso. E  le proposte non si fanno attendere.

C'è quella di ripristinare l'antica denominazione "Cuor di Leone" o chiamarlo "Cuor Valdese", in ricordo di quando, nel XIII secolo, l'imperatore Federico II scacciò i Musulmani e ripopolò il paese con una colonia di Lombardi.
2Intendiamo cambiare il nome della cittadina, con un altro, che non tradisca in ogni modo la tradizione storica di questo paese, perché oggi alle soglie del 2004 - dice Di Lorenzo - non è più tollerabile associare il nome di Corleone ad un'organizzazione criminale come la mafia. L' idea ha trovato il sostegno di alcuni consiglieri comunali dell'opposizione di centro sinistra".
Il comune amministrato da una giunta di centro destra, guidata da Nicolò Nicolosi ha circa 12 mila abitanti. "Proprio perché vivo a Corleone - afferma Di Lorenzo - ho dovuto rassegnare le dimissioni da assessore alla Cultura perché contemporaneamente ero il legale di uno dei figli di Riina. Questo destò stupore in certa stampa proprio perché sono di Corleone". L'avvocato, presidente del circolo cittadino di "Italia dei Valori", raccontò questa sua esperienza nel libro "Assessore per un giorno"

Comunque non  tutti, in Paese, vedono di buon occhio l'iniziativa. A cominciare dal sindaco. "La proposta è una vera follia!", afferma il primo cittadino Nicolò Nicolosi. "L'accostamento di Corleone alla mafia non si può eliminare di colpo pensando di mutare il nome alla città - continua Nicolosi - Dobbiamo invece tutti insieme con iniziative incisive lavorare perché Corleone possa essere apprezzata per i valori che può esprimere. Come la lotta alla mafia, l'efficienza amministrativa, la valorizzazione dei beni culturali, la riqualificazione urbana e un grande progetto che abbia come nucleo centrale lo sviluppo agricolo e zootecnico e la conseguita vendita dei prodotti del settore sul mercato nazionale e internazionale". "Chiamerò subito questi ragazzi dell'associazione culturale per invitarli a cambiare idea".

Il marchio di città mafiosa in effetti non fa giustizia a Corleone che oltre a dare i natali ai famosi boss fu anche lo scenario dove si sono le lotte contadine contro la mafia del latifondo. Qui sono nati i sindacalisti e dirigenti politici uccisi da Cosa Nostra . Negli ultimi anni la città ha tentato con iniziative di far dimenticare l'infame marchio riproponendo una tradizione di lotta per la libertà e la giustizia. La piazza principale è  stata intitolata a Falcone e Borsellino e  per due volte, Scalfaro prima e Ciampi poi, con la loro presenza, hanno riconosciuto il valore del cambiamento.
La proposta di cambiare nome al paese di Corleone ''è perlomeno singolare'', afferma il capogruppo dei  Ds nella commissione Antimafia Giuseppe Lumia. Corleone ha infatti ''una lunga, gloriosa e plurisecolare storia positiva da rivendicare e di cui i suoi cittadini possono andare ben orgogliosi''.


Nella foto incisione di Riccardo Cuor di Leone

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26 novembre 2003

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