Vietato congelare gli embrioni. Respinti gli emendamenti all'art. 4

Cosa prevede la legge, i commenti a caldo e l'appello degli intellettuali contro la nuova legge

11 dicembre 2003
L'Assemblea di Palazzo Madama ha respinto ieri, a voto segreto, gli emendamenti all'art. 4 della legge sulla procreazione assistita volti ad introdurre la possibilità di fecondazione eterologa.
L'assemblea di Palazzo Madama ha approvato con ampia maggioranza a voto palese l'art. 4 del ddl sulla procreazione assistita. 168 sono stati i si, 85 i no, 4 gli astenuti.
Si tratta di una norma che costituisce il clou dell'intera legge perché stabilisce importanti paletti per l'accesso alla procreazione assistita. Il primo principio è che si può ricorrere a questa tecnica solo quando non ci siano altri mezzi per superare la sterilità o l'infertilità della coppia.
Lo stesso art. 4 esclude la procreazione eterologa, vale a dire quella ottenuta ricorrendo ad un seme esterno alla coppia. Si stabilisce infine il principio della gradualità dell' intervento per la procreazione assistita al fine di evitare un elevato grado di ''invasività tecnica e psicologica'' nei confronti della donna.

Cosa prevede la nuova legge
CRIONSERVAZIONE

E' vietato congelare gli embrioni. Si potrà farlo solo nel caso in cui la donna soffra di gravi problemi medici. Diversamente, tutti gli embrioni ottenuti (ma non più di tre) devono essere reimpiantati.
Proposta Flamigni
Prelevare e congelare gli ovociti. Una tecnica ancora sperimentale grazie alla quale sono nati bambini in tutta Italia.

ANOMALIE GENETICHE
Sono vietate le indagini pre-impianto sugli embrioni anche quando la donna è portatrice di gravi anomalia che potrebbero essere ereditate dal feto.
Proposta Flamigni
Ai genetisti venga affidato il compito di compilare un elenco delle malattie più gravi. Le donne che ne soffrono potranno utilizzare l'indagine genetica sui loro embrioni prima del trasferimento.

DONAZIONI ETEROLOGA
Non si possono ottenere embrioni se non attraverso il materiale genetico della coppia. Vietata quindi sia la donazione di spermatozoi che di ovociti.
Proposta Flamigni
Le coppie sterili che chiedono di ricorrere alla donazione di una persona estranea (uomo o donna) dovranno dimostrare la capacità di assumersi le proprie responsabilità come le coppie che adottano un bambino.

I commenti
Angius (DS) - ''Stiamo votando una legge che, a mio giudizio, contiene tratti semplicemente disumani, di scarsissimo rispetto per la persona umana. E' una legge veramente brutta''. Lo ha affermato il presidente dei senatori dei DS Gavino Angius, intervistato da Radio Radicale sul disegno di legge in discussione al Senato. ''E' in atto - ha aggiunto Angius - una vera blindatura da parte del governo e della maggioranza. Manca un confronto serio e schietto. Noi abbiamo lasciato libertà di coscienza, ma registro che d'altra parte c'e' una specie di fondamentalismo''.
Pedrizzi (AN) - ''Con la bocciatura da parte del Senato della fecondazione eterologa, si è avuta una vittoria della ragione prima ancora che dell'etica''. Lo ha affermato il senatore Riccardo Pedrizzi, responsabile di An per le politiche della famiglia e vicepresidente della consulta etico-religiosa del partito.
Tale pratica, infatti, secondo Pedrizzi, ''prima ancora che intrinsecamente illecita dal punto di vista morale, è estremamente pericolosa dal punto di vista sociale, per cui vietarla è prima di tutto un dovere civile''. Basti pensare, ha sottolineato, ''ai casi di sperma e ovociti portatori di gravi malattie verificatisi nelle banche dei gameti e causati dal fatto che è praticamente impossibile un'anamnesi completa del donatore e quindi un'eliminazione totale dei rischi di infezione delle cellule germinali''. Ma le ''controindicazioni'' dell'eterologa, prosegue l'esponente di An, non si limitano all'aspetto sanitario: investono anche quello giuridico e psicologico. Non è possibile, ad esempio, ''ignorare l'obbligazione medico-legale di verificare l'eventualità della trasmissione di malattie ereditarie del donatore e della donna ricevente ai fini della responsabilità. Fatto che richiederebbe complicatissime e dispendiose analisi''. Per non parlare, poi, argomenta ancora l'esponente di An, delle ''questioni delicatissime della genitorialità plurima, con una scissione traumatica fra quella biologica e quella affettiva, e della preclusione per il figlio di ogni possibilità di conoscere il proprio genitore genetico''.
Il ministro della Salute Sirchia - ''Il governo ha preso questo provvedimento che ha il merito di porre fine alla mancanza di regole, comunque potrà essere rivisto nel futuro'', ha dichiarato il ministro della Salute Girolamo Sirchia a margine della conferenza stampa sulle malattie rare, commentando la posizione del governo sulla legge ora in discussione al Senato. ''L'importante è cercare di porre termine - ha concluso - a una discussione che altrimenti non trova conclusione''.
"Il governo ha deciso all'unanimità di far sua la legge sulla fecondazione assistita''. Lo afferma il ministro della Sanità Girolamo Sirchia precisando che questa posizione è stata assunta dal governo nel Consiglio dei ministri di venerdì e che lui lo ha appreso mercoledì.
''Pur lasciando libertà a ciascuno - spiega Sirchia ai cronisti - il governo ha deciso di appoggiare questa legge. Bisogna chiudere un periodo senza regole che è stato ed è pericoloso. Il meglio - aggiunge - è nemico del bene, ma questa è la strada migliore da seguire per dare un segnale; se in seguito si potrà fare qualcosa per migliorare la legge, allora ben venga''. Riferendosi alle critiche avanzate da parte della comunità scientifica alla legge sulla procreazione, Sirchia osserva: ''Forse c'è eccessiva fiducia nelle cellule staminali embrionali, che finora non hanno provato di avere quel potenziale in cui tutti sperano. Per ora - conclude - su di esse ci sono più speranze che certezze''.

Il Governo stabilirà i requisiti per le coppie "stabili"
La procreazione assistita potrà essere fatta anche per coppie conviventi, purché siano ''stabili''. Lo ha deciso l'Assemblea di Palazzo Madama che ha approvato l'articolo 5 del ddl ed ha votato anche un ordine del giorno che affida al governo il compito di stabilire con un suo provvedimento quali dovranno essere i requisiti minimi delle coppie conviventi perché siano considerate ''stabili'' e possano quindi ricorrere legittimamente alla procreazione assistita.
L'art. 5 del ddl stabilisce i requisiti soggettivi per il ricorso a questa pratica medica: possono accedervi coppie maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi. L'art. 5 è stato votato a scrutinio palese e ha ottenuto 168 sì e 72 no, 2 sono stati gli astenuti. L'esame del ddl proseguirà nel pomeriggio.

Respinti gli emendamenti sulle malattie genetiche
L'assemblea di Palazzo Madama ha respinto stamane gli emendamenti con i quali lo schieramento laico chiedeva che alla procreazione assistita potessero ricorrere anche le coppie portatrici di patologie genetiche trasmissibili al concepito.
Il testo approvato dalla Camera prevede invece che a questa tecnica si possa fare ricorso solo nei casi di accertata infertilità.
E' stato posto in votazione un emendamento del senatore repubblicano Antonio Del Pennino, firmato anche da altri esponenti laici di Forza Italia tra i quali Guglielmo Castagnetti, Domenico Contestabile e Lino Jannuzzi. Erano stati però presentati anche altri emendamenti dello stesso contenuto dai laici e dai cattolici diessini. Questi emendamenti sono stati assorbiti dalla bocciatura della proposta di modifica avanzata da Del Pennino.

L'Appello rivolto da una serie di personalità della scienza e della cultura, contrarie alla nuova legge in materia di procreazione assistita
"Riteniamo doveroso affermare che la normativa in discussione al Senato sulla procreazione medicalmente assistita è inaccettabile e immorale: se approvata, violerebbe il diritto delle cittadine e dei cittadini di formare una famiglia secondo i loro valori e le loro più profonde convinzioni, nonché il diritto di essere liberi di scegliere se avere o non avere figli, quanti averne, quando averli e come averli, anche ricorrendo all'assistenza medica.
La libertà riproduttiva è un valore definitivamente consolidato dalla crescita civile di un'Italia che, anche grazie ai referendum sul divorzio e sull'aborto, ha raggiunto nuova maturità.
Siamo a dir poco stupefatti nel constatare che il progetto di legge in discussione al Senato costituisce un radicale attacco alla crescita civile del nostro paese: anziché affidare le scelte sulla prole alla responsabilità delle persone, impone divieti e forti limitazioni prevedendo sanzioni ispirate spesso a una concezione inutilmente crudele della pena.

Alcuni di questi divieti (come quello di diagnosi pre-impianto con l'obbligo di reinserimento in utero di tutti gli embrioni formati), stupefacenti dal punto di vista scientifico e ripugnanti dal punto di vista morale, verrebbero ad incidere sulla salute e sul benessere dei bambini che nasceranno per mezzo della fecondazione assistita. Alcune delle restrizioni poste renderebbero di fatto le donne fruitrici della cura della sterilità cittadine di secondo ordine.
L'approvazione del progetto di legge costituirebbe una sconfitta per tutti: per i cattolici che, richiedendo e approvando una legge che ammette la fecondazione artificiale, ne riconoscerebbero implicitamente la legittimità tradendo il principio d'inscindibilità tra vita sessuale e vita riproduttiva; per i laici, che vedrebbero fortemente limitata la libertà personale dalla volontà di una maggioranza parlamentare; per lo Stato che verrebbe ferito nel principio fondante della laicità e che, approvando la legge cattolica auspicata dallo stesso Pontefice, ricostruirebbe antichi steccati alimentando vecchie e nuove tensioni.
Auspichiamo che - dopo matura e libera riflessione - anche i senatori giungano a queste stesse conclusioni: noi rispettiamo la loro libertà di coscienza, ma chiediamo loro di non usarla per coartare quella di milioni di italiani approvando una legge che, invece di garantire pace e convivenza fra le diverse componenti della nostra società, verrebbe ad espropriare le cittadine e i cittadini della libertà di procreare, mutilandone i progetti di vita".

Firmatari: Gilda Ferrando, Carlo Flamigni (membro del Comitato nazionale di bioetica), Antonino Forabosco, Eugenio Lecaldano, Rita Levi Montalcini (membro Cnb), Maurizio Mori, Piero Musiani, Demetrio Neri (membro Cnb), Alberto Piazza (membro Cnb), Valerio Pocar (presidente della Consulta di bioetica), Annalisa Silvestro (membro Cnb), Tullia Zevi (membro Cnb). 

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11 dicembre 2003

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