Breve storia della cara vecchina chiamata Befana

Ritorna la Befana a portar dolci e carbone e a portarsi via tutte le festività natalizie

05 gennaio 2017
Breve storia della cara vecchina chiamata Befana

La Befana, come ogni anno, ritorna il 6 gennaio a mettere fine al ciclo dei dodici giorni successivi al Natale.
Nella più pura tradizione popolare italiana la Befana, scende nelle case attraverso le cappe dei camini, che simbolicamente raffigurano un punto di comunicazione tra la terra e il cielo e distribuisce due tipi di doni: quelli buoni che sono il presagio di buone novità della stagione che verrà e il carbone, che, invece, è il residuo del passato.
"La Befana ha portato un po' di carbone perché siete stati un po' cattivi, però, ha portato anche i dolci perché dovete essere buoni": erano queste le frasi che accompagnavano la mattina l'apertura delle calze dove, immancabilmente, tra dolci e fichi secchi, trovavano posto, oltre al carbone, anche cipolle, castagne, patate, mele, noci, noccioli e altri prodotti della terra.

Nella Befana si possono trovare, dunque, i presagi delle buone novità della primavera, la stagione da tutti attesa. Essi sono simboleggiati dai doni infilati nella calza di lana (un indumento, non scelto a caso, e, peraltro, fondamentale, nelle campagne, per affrontare il cammino e il lavoro dell'anno nuovo).
Oltre che in Italia troviamo il culto della Befana in varie parti del mondo: dalla Persia alla Normandia, dalla Russia all'Africa del Nord.
In tale culto, molti, rintracciano il mito della Dea genitrice primordiale, signora della vita e della morte, della rigenerazione della Natura.
Per altri, nella sua figura, la Befana riassume l'immagine della Dea antenata custode del focolare, luogo sacro della casa. E non è un caso se si serve, proprio dei camini, per introdurre l'allegria nelle case, svolazzando con la sua fantastica scopa.

La Befana in Italia e nel mondo - Naso adunco e scarpe rotte, volto rugoso e una vistosa gobba sulla schiena: l'immagine di questo personaggio non è certo romantica, né affascinante, eppure la vecchia signora dell'Epifania è accolta con gioia da migliaia e migliaia di bambini. Nella notte del 5 gennaio, la Befana lascia pezzi di carbone nero per chi è stato troppo cattivo, splendidi doni nella calza dei bambini buoni e qualche scherzetto ai più simpatici. Una nonna napoletana amava raccontare che le sue nipotine trovavano sempre dei pacchetti fasulli, che non contenevano giocattoli, ma patate e carote.

"La Befana vien di notte / con le scarpe tutte rotte / col cappello alla romana/ viva viva la Befana!"

Questa filastrocca, la più famosa tra quelle recitate in attesa dell'Epifania, contiene alcune informazioni utili per conoscere la vecchietta dal naso adunco, ma non svela tutti i segreti di questa antica tradizione. Ecco altri dettagli fondamentali: la Befana viaggia a bordo di una scopa, arriva nella notte del 5 gennaio, deposita i suo regali nelle calze preparate dai bambini e lascia il carbone a chi non si è comportato bene. La quantità dei doni non dipende dalla grandezza della calza, ma si consiglia l'utilizzo di calzamaglie o calzettoni capienti. Le origini della Befana, oggi legata alla festa religiosa per la visita dei Re Magi alla capanna di Gesù, si perde nella notte dei tempi: esisteva già in epoca precristiana e apparteneva a culture antiche, che credevano nella magia. La Befana, a dire il vero, resta magica anche oggi: come potrebbe fare, altrimenti, a consegnare tutti quei regali in una sola notte?

La Babushka russa - Una Befana esiste anche nella lontana Russia: si chiama Babushka (nonna in russo) e la leggenda narra che fosse stata consultata dai Re Magi per trovare la strada giusta per la capanna di Gesù. La vecchia e povera donna stava pulendo casa e non volle accompagnarli a Betlemme, perché aveva troppo da fare. Il giorno dopo, terribilmente pentita, partì alla ricerca della capanna, ma non riuscì a trovarla perché era caduta troppa neve. Da quella notte, ogni anno, Babushka visita le case dei bambini e lascia a tutti un dono, sperando che tra loro si nasconda anche Gesù. I bambini russi la chiamano "donna del natale".

L'Epifania nel resto del mondo - Niente calze e scope volanti per i bambini spagnoli e del Nicaragua: anche loro ricevono doni e caramelle nella notte del 5 gennaio, ma questi vengono consegnati dai Re Magi dentro le scarpe, che sono state lasciate sul davanzale piene di verdura e frutta.
In Austria i bambini si vestono come i Re Magi e vanno di porta in porta, cantando canzoni religiose, in cambio di dolci e cioccolatini. In tavola viene servita la torta dei re (o la torta dei tre re), in ricordo della visita alla capanna di Gesù Bambino.

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05 gennaio 2017

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