A Castellammare del Golfo, porto della vicina Segesta

Nel piccolo e grazioso comune del Trapanese, un viaggio che ricalca la storia della Sicilia

26 aprile 2017
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Piccolo e grazioso comune situato nella provincia di Trapani, in un tratto di costa dove le alte pareti rocciose si intervallano a spiagge sabbiose ed intime calette, Castellammare del Golfo sorge alle pendici del complesso montuoso di Monte Inici e dà il nome all'omonimo golfo prospiciente il castello, delimitato a est da Capo Rama e a ovest da Capo San Vito.
Castellammare nasce come Emporium Segestanorum (porto della vicina Segesta) e fino all'arrivo degli Arabi la sua storia si identifica con quella della città elima.
Con l'arrivo degli arabi agli inizi dell'800 il paese prende il nome di al-madariğ, "le scale", nome che sembra derivare dalla scalinata che dalla parte più alta del bastione fortificato conduceva al porto. Sono gli arabi a realizzare il primo nucleo del "castello a mare" poi ampliato dai Normanni.
La denominazione Castrum ad mare de gulfo, da cui l'attuale nome, risale agli inizi del secondo millennio, quando Castellammare diviene importante fortezza dei Normanni prima, degli Svevi poi e centro di battaglie fra Angioini e Aragonesi.
In poche parole, la storia di Castellammare del Golfo ripercorre, grosso modo, le vicissitudini della Sicilia e le sue dominazioni, dagli arabi agli svevi, per arrivare agli spagnoli fino ai Borboni e a Garibaldi.
Il suo centro storico ci rivela importanti testimonianze di questa storia e delle sue tradizioni, con architetture sia civili che religiose di grande importanza e di notevolissimo interesse storico artistico.

Le tappe del nostro itinerario

TappaPalazzo Crociferi


Foto www.alqamah.it

Antico convento dei padri di San Camillo di Lellis - detti padri crociferi per la grande croce rossa che i padri camilliani portano sul loro abito religioso -, Palazzo Crociferi è oggi sede del Municipio, costruito nel 1659 assieme alla chiesa di Santa Maria degli agonizzanti (la chiesa di lu cummentu) adesso adibita a Sala consiliare. Il convento e la chiesa vennero fondati per volere della principessa Francesca Balsamo di Roccafiorita.
Nel chiostro si svolgono d’estate spettacoli teatrali ed eventi come Cinema sotto le stelle.

TappaChiesa Madre

La Matrici, nata sulle fondamenta di una chiesa precedente, la sua costruzione inizia nel 1726 e il luogo apre al culto dieci anni dopo. Ha tre ordini di navate, custodisce la statua maiolicata rappresentante la Madonna del Soccorso della seconda metà del Cinquecento, affreschi di Giuseppe Tresca raffiguranti episodi del Vecchio Testamento e un'acquasantiera del Seicento.
La chiesa inglobata in un grande isolato, i cui versanti settentrionale ed orientale sono a picco sul mare, ricade all'interno del nucleo cinquecentesco della città.
La facciata principale prospetta su Piazza Matrice. La chiesa, nel suo stile semplice e lineare, è aperta al culto nel 1736. Negli anni successivi viene rifinita ed abbellita, e i pilastri e le absidi minori vengono rivestiti con marmi pregiati.
Tra il 1950 e il 1955 viene edificato un grosso muraglione a sostegno della struttura nonché una cantoria sopra l'ingresso principale. Successivamente vengono eseguiti interventi di restauro agli stucchi e alle pareti delle navate laterali e del presbiterio modificandone in parte il disegno settecentesco originario.
Alla fine degli anni '80, si recuperano con l'intervento di validi restauratori parte degli affreschi di D. La Bruna presenti nella chiesetta di Inici e dopo il restauro vengono collocati in Matrice.

TappaChiesa della Madonna del Rosario


Foto experiencesicily.com

La Chiesa della Madonna del Rosario è la più antica di Castellammare (si ipotizza sia stata eretta in periodo normanno intorno all'anno 1100) e si trova all'interno del borgo adiacente il castello. La chiesa, molto piccola, presenta un portale con un bassorilievo della Madonna col Bambino con i Santi ed il Crocifisso, attribuita al Gagini. All'interno, in un angolo, è presente una Madonna Nera con bambino (la Madonna di l'agnuni).
Il semplice interno, a navata unica con un solo altare, sembra sia stato concepito volutamente scarno per preservarlo dalle ruberie dei pirati. Per gli stessi motivi anche la Santissima Eucaristia, l’olio santo ed il fonte battesimale della chiesa Madre venivano un tempo conservati nella chiesetta di San Nicolò all’interno del castello.

TappaCastello Arabo-Normanno

«Nessun castello è più forte di sito né meglio per la costruzione che questo qui, cui cinge intorno un fosso tagliato nella montagna. Si entra nel castello per un ponte di legno che si leva e si rimette come si vuole» (Idrisi, geografo arabo)

Il Castello era, fino agli anni Ottanta, lambito dal mare. Lo specchio di mare antistante la torre era chiamato "vasca della regina" per indicare una vasca naturale delimitata da scogli che la leggenda vuole fosse in uso alla regina del castello. Sorto su una prima fortificazione araba, fu ampliato da Normanni e Svevi. Pietro II d'Aragona lo assegnò a Raimondo di Peralta e da questi passò agli eredi Guglielmo e Nicolò. Fu in seguito proprietà di Pietro Spadafora Ruffo, che lo lasciò come dote alla figlia, divenendo quindi proprietà di Sigismondo di Luna. Dopo una serie successiva di passaggi ritornò alla fine del Cinquecento alla famiglia Luna. Nel 1649 fu venduto a Francesca Balsamo Aragona principessa di Roccafiorita. Oggi è di proprietà pubblica.

TappaSpiaggia La Plaja

La costa castellammarese comprende sia tratti sabbiosi sia tratti rocciosi (costituiti dalle calette a nord-ovest del centro abitato). La spiaggia "La Plaja" è la spiaggia più grande di Castellammare del Golfo. Si trova a est della città e ha inizio subito dopo la foce del fiume San Bartolomeo.
All'interno della città si trova Cala Petrolo e la piccola spiaggia della marina, nei pressi del porto. Subito oltre il braccio del porto, si trova il "Vallone delle Ferle", conosciuto anche come "Vallone San Giuseppe", dal quale comincia la zona chiamata Pirale ("pedale"), che arriva fino alla punta omonima, superata la quale ha inizio il tratto denominato "Costa dei Gigli", che si estende fino a un punto della costa conosciuto dai pescatori con il nome di Nasu ("naso"). Proseguendo lungo questo tratto di costa, voltandosi indietro si ha sempre modo di vedere il paese, cosa non più possibile una volta superata la cosiddetta "Porta" ('N testa a la porta). Oltrepassata la "Porta" si ha una piccola insenatura chiamata Vucciria, con relative grotte, e a seguire la "Fossa dello Stinco", contraddistinta da un'alta falesia bianca detta Petri Vranchi ("pietre bianche"). Le rocce di colore bianco continuano anche oltre Punta Falconera nella successiva cala denominata, forse proprio per questo, "Cala Bianca".

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