Trapani, città dei due mari

Si narra che il promontorio di Drepanon si formò dalla falce di Cerere caduta in mare

09 giugno 2017
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Nella zona occidentale della Sicilia, incastonata tra uno splendido mare azzurro ed il monte Erice, sorge Trapani, la città dei due mari, così chiamata perchè adagiata su un promontorio bagnato da tutti e tre i lati dal mare. 'Drepanon', questo il suo antico nome, nacque appunto attorno al porto, inizialmente come villaggio sicano e poi come piccola città fortificata, in cui per secoli sono vissuti pescatori, commercianti, artigiani di popolazioni diverse. Il cuore pulsante della città è il porto che si trova nel centro storico mentre l'estrema punta del centro abitato è rappresentato dalla Torre di Ligny, dove è ubicato il Museo della Preistoria, raggiungibile percorrendo una stretta via circondata dal mare. In zona sono da visitare il villino Nasi, l'ex lazzaretto, sede della Lega navale italiana e, su un isolotto posto a difesa del porto di Trapani, il castello della Colombaia, uno dei migliori esempi di architettura militare in Sicilia e fiore all'occhiello della città.

Pillole di storia - Leggenda vuole che la città di Trapani sia stata originata dalla falce caduta a Cerere, mentre sul carro trainato da serpi alate cercava la figlia Proserpina, rapita da Plutone. La falce caduta in mare si trasformò così in un promontorio arcuato che prese il nome di 'Drepanon' che, in greco antico, significa appunto falce. Un'altra leggenda racconta che la città sia nata dalla falce caduta dalle mani di Saturno dopo aver evirato il padre Urano, secondo altri in una visione un po' più romantica Trapani sarebbe nata dall'amore tra il cielo e il mare. In realtà Trapani, fu fondata quasi certamente dagli Elimi precedentemente alla caduta di Troia (intorno al 1260 a.C.). Nell'IX secolo a.C. i Fenici, provenienti dalla vicina Cartagine, si stabilirono nel Mediterraneo occidentale e abitarono pacificamente insieme agli Elimi il borgo di Trapani. Il piccolo villaggio sorgeva su un promontorio più o meno corrispondente all'attuale quartiere di San Pietro e ospitava una colonia di circa 500 fenici. La sua storia è legata a filo doppio a quella di Cartagine, qui infatti si svolsero le principali battaglie navali tra cartaginesi e romani. Durante il periodo romano Drepanon perse la sua autonomia politica e subì nuove tasse e imposizioni. Nel 395 la Sicilia passò all'Impero Romano d'Oriente, ma solo nell'827 la città rinacque sotto la dominazione araba rilanciando l'agricoltura, l'arte, la lingua e la cultura. Nel 1097 fu conquistata da Ruggero il Normanno che portò qui un periodo di grande prosperità introducendo la franchigia doganale e proclamando la religione cattolica religione ufficiale. La città ospitò i primi consolati delle potenze commerciali genovesi, pisane, veneziane, fiorentine, amalfitane e catalane. Durante il regno di Carlo d'Angiò fu schiacciata dalla pressione fiscale fino a quando, nel 1282, con i vespri siciliani si pose fine alla dominazione angioina nell'isola. Con gli aragonesi, sino al 1713, si ebbe un discreto sviluppo commerciale ed artigianale. Un periodo di grande sviluppo si ebbe pure sotto i borboni, sino al 1860, quando i trapanesi si dedicarono al commercio e all'industria del sale e del tonno. Trapani partecipò ai moti del 1848 dando un importante contributo per l'unità d'Italia e confermandosi come centro importante del settore agroalimentare. La seconda guerra mondiale segnò profondamente la città, che in seguito a numerosi bombardamenti, perse l'antico quartiere di San Pietro e del teatro Garibaldi. Tra il 1950 ed il 1965 iniziò una ripresa delle attività industriali e commerciali.

Le tappe del nostro itinerario

TappaCattedrale di San Lorenzo

Visitando Trapani si ha la possibilità di immergersi in diverse epoche storiche, con monumenti, chiese e palazzi che affollano soprattutto il centro storico. Corso Vittorio Emanuelel'antica 'Loggia'via Torrearsavia Garibaldi rappresentano il salotto buono della città che negli ultimi anni è stato chiuso al traffico. Qui è tutto un susseguirsi di palazzi storici e chiese di notevole pregio artistico come il Palazzo Cavarrettala Cattedrale di San LorenzoPalazzo Riccio di MoranaPalazzo San RoccoPalazzo Riccio di San GioacchinoPalazzo Lucatelli e altri. In zona si trova anche la Chiesa del Purgatorio, edificata verso la fine del '600, a tre navate, in cui sono conservati i sacri Gruppi dei Misteri di Trapani che caratterizzano la processione del Venerdì Santo.

TappaChiesa di SantAgostino

Procedendo da Via Garibaldi e risalendo una scalinata sulla sinistra, si raggiunge la Chiesa di San Domenico con l'annesso convento. Lungo la via Torrearsa si trova invece la Chiesa di Sant'Agostino, edificata nel '300, con il suo prospetto impreziosito da un rosone e dalla fontana di Saturno, un tempo protettore di Trapani. Percorrendo Corso Italia si arriva alla Chiesa di San Pietro, che custodisce il prezioso organo costruito dal palermitano Francesco La Grassa, mentre nella zona limitrofa si estende il cosiddetto ghetto abitato, sino al XV secolo, dalla comunità ebraica.

TappaPiazza Vittorio Emanuele

Nella zona nord della città si può ammirare la caratteristica Piazza del Mercato del pesce, con il lungomare che si estende per alcuni chilometri, costeggiato dalle antiche mura. Tra la città vecchia e quella nuova si apre Piazza Vittorio Emanuele caratterizzata dalla statua di Vittorio Emanuele II e da una grande vasca del 1890 con al centro un gruppo scultoreo raffigurante il Tritone, mentre in Piazza Vittorio Veneto si può ammirare Palazzo d'Alì e di fronte il Palazzo delle poste in stile liberty. Superando Piazza Vittorio Emanuele si giunge in via Giovan Battista Fardella, la strada principale della città, ricca di esercizi commerciali e bar. 

TappaSantuario della Madonna di Trapani

Da vedere inoltre, la Chiesa e il collegio dei Gesuiti, il Santuario di Maria Santissima Annunziata detta Madonna di Trapani e la Chiesa di Santa Maria del Gesù. Gli appassionati d'arte inoltre possono visitare il Museo Regionale Pepoli, all'interno dell'ex Convento trecentesco dei carmelitani che ospita un'imponente collezione di arti decorative, sculture (tra cui opere del Gagini), coralli e una pinacoteca che comprende dipinti di Tiziano Giacomo Balla

TappaTorre di Ligny

All'interno della seicentesca Torre di Ligny si trova invece, il Museo di Preistoria che custodisce importanti testimonianze preistoriche della presenza umana nel territorio provenienti dal mare di Trapani, come manufatti, anfore, ancore, un elmo punico.
Da non perdere inoltre, le saline nelle quali è nata la Riserva naturale Saline di Trapani e Paceco gestita dal Wwf, dove si è venuto a creare un ecosistema caratterizzato da una flora e fauna molto ricca e particolare, con la presenza di numerose specie di uccelli migratori tra cui lo splendido fenicottero rosa.

TappaMuseo Regionale Pepoli

La lavorazione del corallo - L'arte del corallo si è sviluppata a Trapani intorno al XV e XVI secolo, periodo in cui i pescatori hanno iniziato a pescarlo, da maggio a settembre, data l'abbondanza dei banchi corallini. I pescatori riunitisi nella corporazione dei Pescatori della marina piccola del Palazzo, che abitavano nella odierna via dei Corallai, si avventuravano sino alle coste africane per pescare il corallo che una volta in porto veniva venduto ai mercanti, ai fabbricanti di gioielli e agli artisti che, dopo un lungo e laborioso processo di lavorazione, lo trasformavano in vere e proprie opere d'arte. I corallari acquistarono fama in tutto il bacino del Mediterraneo con i loro prodotti: oggetti sacri e profani, capezzali e cornici, presepi nei quali il corallo è frammisto a oro, argento, smalti e pietre preziose. Autentico capolavoro la Montagna di Corallo acquistata per una cifra altissima, nel 1570 a Trapani, per conto del Viceré di Sicilia Don Francesco Ferdinando Avalos de Aquino affinché fosse inviata a Filippo II di Spagna. La maggior parte di questi capolavori si trova oggi fuori dalla Sicilia. Presso il Museo Regionale Pepoli si possono ammirare alcune sculture, monili e altre opere dei maestri trapanesi. Oggi, tuttavia, la pesca è quasi del tutto scomparsa, mentre è limitata a qualche artigiano la lavorazione del prezioso materiale.

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