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''El carnicero è il mensajero de la mafia''

Maschilisti e mafiosi: la Sicilia e i siciliani secondo la televisione spagnola Telecinco

20 maggio 2008

"Dutifri", programma della televisione iberica Telecinco simile all'italiano "Turisti per caso", ha trattato in una sua puntata di "maschilismo e dominio della mafia in Sicilia". Temi, o meglio stereotipi, che hanno subito suscitato reazioni di protesta sul sito di Telecinco, su Youtube e nelle sedi dell'Istituto di cultura Cervantes, a partire da quella centrale di Madrid.

Ad aver suscitato polemiche sono state, in particolare, le affermazioni di un'impiegata del centro raccontando che la prima persona che il direttore dell'Istituto Cervantes palermitano, Miguel Spottorno Y Robles, le ha presentato a Palermo è stato il macellaio del quartiere. La donna ha detto espressamente che "el carnicero è il mensajero de la mafia".
Il documentario è intervallato dai commenti degli intervistatori, che manifestano falsa sorpresa per lo scoop appena raccolto e intercalano una serie di "madre mia" e "incredibile". La scena si sposta poi sul macellaio, ritratto placidamente dietro il bancone in abiti da lavoro, quasi come un'icona folcloristica di Palermo. L'impiegata fa chiaramente intendere che il macellaio le è stato presentato come capo del quartiere. Al carnicero viene chiesto il permesso per continuare a fare riprese nella zona.

L'impiegata dell'Istituto, sposata con un siciliano, si sofferma inoltre su un altro aspetto della cultura locale, il maschilismo. Nel servizio la Sicilia viene definita come uno "Stato machista". "Non posso mettere la minigonna perché mi divorano con gli occhi. E quando è morto mio suocero, di Palma di Montechiaro, abbiamo dovuto osservare tre mesi di lutto", racconta la signora a Telecinco. Dichiarazioni suffragate dalle frasi di una guida turistica spagnola, la quale racconta come la Sicilia inganni, perché gli uomini sembrano tutti gentili e disponibili ma in realtà l'Isola è chiusa e gli uomini rendono la vita difficile alle donne. Da qui l'assioma di una Sicilia tutta sottomessa alla mafia e alla mamma.

Tra le lettere di protesta sono giunte quelle di gruppi di studenti Erasmus di Palermo che studiano a Valencia e che hanno ritenuto "pesante" il pezzo di colore sulla loro città. In altre lettere si dice invece che "la Spagna non è meglio della Sicilia". Sabrina Mar, una siciliana che vive in Spagna, sostiene che il documentario ha tirato fuori il peggio degli stereotipi che riguardano l'Isola. "E' come andare in un paese spagnolo perso tra le montagne e vedere come maltrattano i tori - afferma Sabrina - La Sicilia è un'isola meravigliosa. E' sicuro che a coloro che hanno realizzato il programma è stata data una grande ospitalità. Ma hanno riportato solo quello che la gente chiede di vedere, cioè una television basura (televisione spazzatura)".
"Non capisco se questa signora si è resa conto della gravità delle sue dichiarazioni - afferma un altro spettatore palermitano indignato - In primo luogo sembra che l'istituto Cervantes intrattenga un qualche tipo di relazione con la mafia in cambio di una protezione. E' come se il centro di cultura italiano di Bilbao pagasse un rivoluzionario dell'Eta invece di rivolgersi alle forze di sicurezza dello Stato".

- Dutifrí en Sicilia "Entre mafia y familia"

[Informazione tratta da Repubblica / Palermo.it]

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20 maggio 2008
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