A Bagheria una conferenza dibattito sulla Giornata mondiale di lotta all'Aids

01 dicembre 2006

''Non possiamo abbassare la guardia e considerarlo un problema di altri'' con queste parole il Sindaco di Bagheria, Biagio Sciortino, ha introdotto i lavori della conferenza dibattito svoltasi ieri mattina a palazzo Aragona Cutò in occasione della Giornata Mondiale di lotta all'Aids.
Organizzata dal Comune di Bagheria in collaborazione con l'Associazione Antigone, la Casa dei Giovani e l'Associazione il Gabbiano la manifestazione è servita per non spegnere i riflettori sulle problematiche legate alla diffusione del virus dell'HIV.
''Bisogna intervenire sulla formazione'' ha aggiunto Sciortino ''sul coinvolgimento dei giovani e sulla comunicazione, occorre incontrarsi, dialogare, ed imparare attraverso percorsi pedagogici''.

Tra i relatori anche l'assessore alle Politiche sociali, Gianluca Rizzo, che accolta con favore la proposta da parte delle associazioni di organizzare la giornata della lotta all'Aids, ha affermato che ''era doveroso da parte dell'Amministrazione offrire un contributo per diffondere informazione e cultura e non sterile allarmismo sulle problematiche legate al virus che ha mietuto milioni di vittime in tutto il mondo''. ''L'HIV non conosce razza, sesso, orientamento sessuale, ha provocato 25 milioni di vittime a partire dal 1995, -  ha dichiarato l'assessore - e questa amministrazione grazie alla collaborazione della Casa dei Giovani e delle associazioni del terzo settore si impegnerà ancora di più per diffondere la giusta informazione per una cultura della prevenzione''.

''Non si può parlare di AIDS solo il primo dicembre, i malati di aids continuano a morire ogni anno'' ha dichiarato Renato Dalle Nogare, medico infettivologo coordinatore dell'Ospedale Casa del Sole e, rivolgendosi soprattutto ai giovani presenti, ha spiegato da dove derivi il termine AIDS e come esso attacchi tutti gli appartati, digerente, respiratorio, riproduttivo; solo nel 2005 sono stati rilevati 40 milioni di soggetti malati di AIDS, di cui il 63% in Africa secondo l'OMS, l'organizzazione mondiale della Sanità.
Il professor Dalle Nogare ha illustrato le modalità di contagio sia quando il virus non era ancora del tutto noto, sia oggi, in cui i casi di contagio tramite le donazioni di sangue sono praticamente ridotte a zero grazie alla procedure di controllo, alle sacche che vengono verificate, ai donatori che vengono analizzati e all'eliminazione delle donazioni mercenarie, oltre che mediante una campagna informativa per far conoscere profilassi e strumenti di prevenzione. Le modalità di contagio nel 2005 possono essere ricondotte solo al 5 % alla emotrasfusione mentre il dato ancora inquietante è la diffusione per via sessuale: 85% dei casi. In Italia, dei casi accertati il 42% è riconducibile a trasmissione sessuale (fonte COA).
Durante il convegno si è anche ribadito che l'AIDS non può e non deve essere considerata una malattia di genere, legata in particolare agli omosessuali, i malati etero sono infatti aumentati dall'11% del ‘94 al 42% del 2005.

''Un aiuto concreto nei confronti di malati di AIDS e dei siero-positivi giunge da centri e associazioni come la Casa dei Giovani'', Gino Cirlincione, coordinatore del Centro di cultura della vita legato alla Casa dei Giovani ha spiegato in cosa consiste il lavoro quotidiano realizzato dal centro; un'equipe multidisciplinare è a disposizione di malati e sieropositivi che, in clima empatico, hanno la possibilità di poter sperare in una migliore qualità della vita. ''La persona sieropositiva - sostiene Cirlincione - si sente inutile, si chiuse in se stessa, per questo motivo il centro mette a disposizione laboratori esperienzali, offre orientamento occupazionale, organizza incontri di formazione, fornisce sostegno psicologico di gruppo e pedagogico''.
''Il lavoro di rete - continua Cirlincione - costituisce una delle principali metodologie di interventi dell'associazione, attraverso un progetto terapeutico personalizzato per tutti quelli che si presentano per la prima volta al centro. Il centro, che sin dalla sua apertura ha avuto 147 utenti, è stato di grande aiuto anche per far riconoscere quelli che sono i principali diritti umani, lì dove un sieropositivo o un malato di HIV incontra quotidianamente muri di gomma per ignoranza e paura''.

Alla giornata di lotta all'AIDS è intervenuta anche l'assessore alla Pubblica Istruzione, Vittoria Casa che ha ribadito che la tematica affrontata richiede ancora molta attenzione ed informazione soprattutto nei confronti dei giovani, ''senza falsi perbenismi, occorre superare le barriere e tenere viva l'attenzione''.
''Se ogni comune d'Italia organizzasse ogni anno la giornata antiaids - ha ipotizzato Piero Montana, consulente per le Pari Opportunità per tutti del Comune di Bagheria - potremmo raggiungere, con l'informazione, un maggior numero di persone  a rischio e fare  prevenzione, auspico che l'Amministrazione Sciortino, così attenta a questi temi, l’anno prossimo, in occasione della giornata di lotta all'Aids, possa  distribuire gratuitamente profilattici, vero ed utile strumento di profilassi''.
Alla giornata hanno partecipato anche gli studenti del liceo classico Francesco Scaduto che hanno organizzato una pièce teatrale che raccontava le storie di tossicodipendenti e malati di HIV e materiale informativo e didattico è stato distribuito a cura dei Pionieri della Croce Rossa italiana.

Marina Mancini

Comune di Bagheria

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01 dicembre 2006

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