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Oggi Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

La Sicilia è la regione d'Italia con il triste primato di donne vittime di violenza che non denunciano

25 novembre 2010

In occasione della Giornata internazionale Onu contro la violenza sulle donne i panifici del vicentino distribuiranno sacchetti con la scritta "Per molte donne la violenza è pane quotidiano, aiutaci ad aiutarti". Tutti i gestori di panetterie e di rivendite di pane hanno ricevuto l'invito ad utilizzare i sacchetti sui quali sono indicati recapiti telefonici e mail ai quali le donne vittime di violenza possono rivolgersi.
Un'iniziativa per lanciare un messaggio forte in questa data scelta dall'Assemblea Generale dell'ONU per sensibilizzare la popolazione al problema della violenza sulle donne, e che ricorda il brutale assassinio avvenuto nel 1960 delle tre sorelle Mirabal sotto il regime di Rafael Leónidas Trujillo, dittatore della Repubblica Dominicana.

In Francia scatta oggi  l'iniziativa "tutte in gonna", mentre alcune associazioni femministe lanciano una compagna shock contro lo stupro. In Francia, dove lo stupro è un crimine dal 1980, vengono violentate ogni anno 75.000 donne tra i 18 e i 75 anni ma, secondo l'Osservatorio nazionale della delinquenza, solo una piccola parte delle violenze viene denunciata. Nel 2009, per esempio, le denunce sono state "solo" 9.824. In uno degli spot della campagna lanciata dal movimento Osez le Feminisme, intitolata "La vergogna cambia di campo", si vede per esempio una giovane che sta per prendere l'ascensore con il portinaio che, si intuisce, vuole abusare di lei. "Lo scopo è far capire agli uomini quanto una ragazza può sentirsi vulnerabile nei loro confronti", ha spiegato Caroline de Haas, presidente dell'associazione. Il movimento ha anche lanciato una petizione online contro lo stupro, che ha già il sostegno di note personalità, vittime o meno di violenza.
Per denunciare le violenze contro le donne, le francesi indosseranno la gonna domani su invito, lanciato su Facebook, dal movimento Ni putes ni soumises. A sbuffo, a pieghe, mini o lunga, ogni gonna va bene pur di appoggiare "quante di noi subiscono il solo fatto di essere nate donne", si legge in un comunicato del noto movimento presieduto da Sihem Habchi. E' il diritto alla femminilità che Ni putes ni soumises vuole promuovere, ricordando che la Francia è teatro di intolleranze proprio come certi Paesi di Africa o Asia. Fatti di cronaca recente lo testimoniano. E' il caso di Marine, 15 anni, picchiata lo scorso ottobre ad Avignone, nel sud, perché aveva osato reagire ai giudizi maschilisti sul suo abito, giudicato "troppo" sexy. A Gap, nell'aprile del 2010, il direttore di una scuola media aveva persino deciso di vietare la gonna in classe pur di evitare problemi. A denunciare la situazione che vivono molto ragazzine nelle banlieue delle grandi città, era stato un film del 2009 "La journee de la jupe" (la giornata della gonna) in cui Isabelle Adjani vestiva i panni di un'insegnante di periferia che prende in ostaggio i suoi studenti maschilisti e chiede in cambio l'instaurazione di una giornata nazionale della gonna.

Ritornando in Italia, e più precisamente in Sicilia, in questa importante giornata purtroppo all'isola va il "triste primato di donne vittime di violenza che, invece di denunciare tacciono, chiudendosi nel silenzio". A dirlo sono i Coordinamenti regionali delle donne di Cgil, Cisl e Uil che, in occasione della "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne", invocano una corsia preferenziale, all'Ars, per il varo del ddl 485/2009. Il testo ("Interventi contro la violenza sulle donne"), prevede una spesa simbolica di 100 mila euro che consentirebbe all'Isola di colmare una storica lacuna normativa. Il Ddl ha superato il vaglio della commissione Affari istituzionali ma si è arenato in commissione Bilancio. La questione, dichiarano i Coordinamenti, non è di poco conto. Infatti, nell'Isola le donne che nel corso della propria vita hanno subito violenza fisica o sessuale, spesso dal partner o da familiari, superano il mezzo milione. Ma solo due su cento - dichiarano Cgil Cisl e Uil - denunciano il reato. Un amaro primato tanto più se si considera che il 6,6% delle donne subisce violenza sessuale prima del compimento di 16 anni. "Siamo convinte - scrivono Elvira Morana (Cgil), Barbara Carrara (Cisl) ed Ester Vitale (Uil) - che le campagne di sensibilizzazione e informazione possano indurre molte vittime ad abbattere il muro del proprio silenzio". Ma per questo è "urgentissimo" che l'Ars batta un colpo. Anche perché "la violenza di genere è l'altra faccia della condizione femminile". [Informazioni tratte da Ansa]

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25 novembre 2010
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