Proteste, disagi e preoccupazione a Sigonella e a Mineo

Quando l'emergenza immigrazione (imposta dall'alto?) la si vive sulla propria pelle quotidianamente

04 aprile 2011

Un centinaio di persone ha partecipato ieri alle due manifestazioni di protesta davanti alla base militare di Sigonella, per smilitarizzare la Sicilia, e al Residence degli Aranci di Mineo, per portare solidarietà ai migranti che sono nella struttura.
L'iniziativa è stata promossa dalla Lega anti razzista, Pdci, Prc, Arci e da altre associazioni della società civile. A Mineo sono stati consegnati anche abiti a diversi migranti presenti nel Villaggio della solidarietà da parte dei manifestanti e di associazioni di volontariato del Calatino.

Sulla gestione del Villaggio della solidarietà pesa, inoltre, la denuncia fatta dal segretario provinciale del Sindacato lavoratori di polizia di Catania, Maurizio Pizzimento. "La scelta di utilizzare il 'Residence degli Aranci' di Mineo come centro per i richiedenti asilo, dove sono stati collocati già oltre 1800 extracomunitari e da dove oltre 500 sono fuggiti verso altre mete, non ha avuto come contraltare un'adeguata organizzazione della situazione di emergenza e disagio che, da subito, è apparsa chiara. Il centro di Mineo, infatti, non è dotato delle idonee e necessarie strutture utili a garantire non solo i servizi minimi indispensabili, ma anche una corretta gestione della sicurezza interna ed esterna".

"Il personale adibito alla sicurezza e alla vigilanza del Villaggio è insufficiente e non è in grado di garantire un adeguato controllo del suo perimetro – ha aggiunto il segretario provinciale del Silp - attualmente, infatti, operano a Mineo 20 poliziotti del reparto mobile e 25 aggregati costretti a turni estenuanti, mentre 20 militari sono impiegati all’esterno del Centro e alcune unità effettuano una saltuaria vigilanza interna. Abbiamo infatti visto come centinaia di migranti riescano a fuggire dal Centro di Mineo, percorrendo a piedi la Statale 417 e mettendo a repentaglio l’incolumità propria e di quei cittadini che quotidianamente ne usufruiscono come arteria di collegamento con il centro di Catania. Non sono mancati inoltre episodi di furto nel territorio del calatino, dove è anche accaduto che alcuni extracomunitari rubassero galline per poi rivenderle lungo la strada". "In merito a questi fatti vogliamo sottolineare la scarsa attenzione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza – ha concluso Pizzimento - che invece dovrebbe intraprendere azioni immediate volte a riportare, in maniera efficace e in tempi brevi, la sicurezza nel Centro mediante un incremento del personale destinato alla vigilanza. Sollecitiamo tutte le Autorità interessate nella gestione di questa emergenza straordinaria, a intraprendere – nelle opportune sedi e istituzioni anche comunitarie - i necessari interventi affinché di questo esodo si occupino non solo le già martoriate regioni del Sud, ma anche quelle regioni e quei Paesi dell’Unione Europea dove, peraltro, gli immigrati vogliono recarsi".

[Informazioni tratte da Lasiciliaweb.it, Silp-Cgil]

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04 aprile 2011

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