A Messina un pool di ricercatori siciliani studia l'auto che non inquina

27 marzo 2002
Tra un paio di mesi all'Itae (Istituto tecnologie avanzate per l'energia) di Messina entrerà in funzione un impianto automatizzato capace di produrre a livello industriale elettrodi per celle a combustibile polimeriche.

Un impianto realizzato su un progetto finanziato per il 50 per cento dalla Regione siciliana e per il restante 50 per cento dalla società "Ponte di Archimede" e dall'Istituto del Cnr, che opera appunto nella città dello Stretto.

Ma questo non è un esordio per l'istituto: solo qualche anno fa, infatti, l'Itae ha partecipato a un progetto del centro ricerche Fiat, finanziato dal ministero dell'Ambiente, che ha portato alla nascita della seicento Elettra H2 Fuel Cell, il primo veicolo a zero emissioni circolante in Italia che utilizza idrogeno, trasportato a bordo, per produrre energia elettrica per la trazione.

Da vent'anni l'Istituto di Messina studia le celle a combustibile (Fuel Cell) per la produzione di energia elettrica a bassissimo impatto ambientale da utilizzare nei trasporti, negli usi domestici( produzione combinata di energia e calore per quartieri residenziali, ospedali, uffici e industrie) e per alimentazione di piccole unità elettroniche, come per esempio i telefonini portatili.

Ovviamente è quello del trasporto il settore al quale la ricerca messinese guarda con più attenzione con l'obiettivo di realizzare sistemi di produzione di energia elettrica a bordo dei veicoli, in grado di trasformare istantaneamente il combustibile disponibile sull'auto (H), nell'energia elettrica richiesta dal motore.

Nell'ultimo salone dell'auto di Detroit è stato divulgato un depliant di grande impatto visivo: una figura rappresentava una carrozza a cavalli, quella di mezzo un'auto di tipo tradizionale e l'ultima, l'auto del domani, quella cioè alimentata a idrogeno con l'uso delle celle a combustibile. E ciò per far capire che così come fu epocale il passaggio dalla carrozza all'auto, altrettanto epocale sarà l'approdo definitivo all'auto del futuro.

Fonte: La Repubblica

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27 marzo 2002

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