Alleanza catanese-nipponica per risolvere il problema della cenere vulcanica

Kagoshima come Catania. Un sistema per il monitoraggio del rischio da cenere vulcanica

09 settembre 2003
Alleanza tra l'Università di Catania e il Giappone per risolvere il problema della cenere vulcanica. Un docente dell'Università di Kagoshima, Kisei Kinoshita, è stato ricevuto stamane dal rettore, Ferdinando Latteri, nell'ambito di un progetto di collaborazione tra l'Ateneo giapponese e il dipartimento d'Ingegneria industriale e meccanica dell'Università etnea, incentrato proprio sui problemi causati dalla ricaduta della cenere vulcanica sui centri abitati.

"Siamo convinti - ha commentato il rettore dell'Univeristà di Catania, Latteri - che questa sinergia con la prestigiosa istituzione accademica giapponese potrà portare degli ottimi frutti, consentendoci di mettere a punto un sistema scientifico per prevenire gli enormi disagi procurati alla vita delle città da questi fenomeni naturali".

Kagoshima è infatti una città che, come Catania, sorge ai piedi di un vulcano attivo, che emette frequentemente cenere in grande quantità: i suoi abitanti sono pertanto abituati da tempo a fronteggiare questo tipo di problemi, con la proverbiale efficienza nipponica. Il professore Kinoshita visiterà in questi giorni l'Istituto internazionale di vulcanologia del CNR e il gruppo di Telerilevamento del DIIM. In particolare, sarà esaminata, in un incontro che vedrà la partecipazione dei docenti Antonino Risitano e Alberto Geraci, la fattibilità di un progetto di ricerca bilaterale per lo studio di tale fenomeno e per l'individuazione delle più appropriate contromisure da adottare per ridurre i danni causati dall'evento.

Il progetto svilupperà un sistema per il monitoraggio del rischio da cenere vulcanica nell'ambiente etneo, in grado di avvistare precocemente (early warning) la nube di cenere e di prevedere i suoi spostamenti, nonché i siti sui quali la nube depositerà la cenere. Saranno impiegate tecniche di telerilevamento da satellite a mezzo aereo e saranno sviluppati modelli matematici di previsione. Quest'ultima parte del progetto sarà svolta in collaborazione con il Mathematical Modelling Group dell'Euro-Mediterranean Centre on Insular Coastal Dynamics (ICoD) dell'Università di Malta.

E' prevista infine la realizzazione di un prototipo da sperimentare in sede locale e in altre aree geografiche, al fine di renderlo operativo al più presto e quindi disponibile nel caso in cui dovesse ripetersi il recente evento di emissione di cenere vulcanica dall'Etna.  

Fonte: La Sicilia

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09 settembre 2003

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