APPUNTAMENTO A BELLEVILLE

Da un maestro francese del fumetto, un gioiello d'animazione divertente ed esaltante

30 settembre 2003




Noi vi consigliamo di vedere…
APPUNTAMENTO A BELLEVILLE
di Sylvain Chomet


Madame Souza ha accolto il nipotino Champion, orfano dei genitori, e si dispera perché il bambino non si interessa a nulla, non è felice e si annoia. Un giorno Madame scopre che il nipote nasconde delle foto del Tour de France e dei campioni ciclisti. Gli regala allora una bicicletta e decide di farlo allenare per farne un giorno il vincitore del Tour. Gli anni passano e Champion sta partecipando al Tour quando due misteriosi individui vestiti di nero lo rapiscono. Madame Souza e il suo fedele cane Bruno si mettono allora sulle loro tracce. La loro ricerca li porta a una megalopoli chiamata Belleville dove incontrano le "Triplettes", delle eccentriche cantanti di music-hall degli anni '30 che li prendono sotto la loro ala protettrice. Ma la mafia francese ha dei piani diversi....
Gioiello dell'animazione transalpina, uno degli eventi di Cannes 2003. Disegni superbi e personaggi adorabili, per una storia che si rilancia continuamente, in una esaltazione della fantasia.


Distribuzione Mikado
Durata 80'
Regia Sylvain Chomet
Genere Animazione


La critica

"Sempre più libero, sempre più personale, insomma sempre più d'autore. Lontano dal gigantismo e dalle costrizioni finanziarie dei concorrenti americani, il cartoon europeo cerca ispirazione sullo stesso terreno del cinema 'dal vivo', e magari esagera anche un po'. Ne fa fede 'Les triplettes de Belleville' (fuori concorso), rimarchevole impresa di Sylvain Chomet, 40 anni, autore di fumetti prima che di animazione. (...) Figlio delle periferie, Chomet è un maestro nel resuscitare, con tratto netto alla Tintin e tecnica mista (Tati, ad esempio, compare 'dal vero' in tv), volti e atmosfere della Francia popolare anni 40-50. E tutta la prima parte, l'infanzia, gli allenamenti, il Tour de France, le astuzie e i marchingegni della nonna, è un vero piacere. La mano si fa più caricaturale e ripetitiva in America, ma il trio musicale di vecchiette mangiaranocchie che dà il titolo al film è una bella invenzione. Dategli un produttore vero e Chomet ci stupirà". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 18 maggio 2003)


Presentato fuori concorso al Festival di Cannes 2003

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30 settembre 2003

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