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BON VOYAGE

Tutto il gusto del racconto e la furberia dell'impaginazione ottocentesca divisa tra prosa, epica e poesia

11 febbraio 2004




Noi vi consigliamo di vedere...
BON VOYAGE
di Jean-Paul Rappeneau

Nel giugno 1940, all'hotel Splendid di Bordeaux sono ammassati ministri, intellettuali, ricchi borghesi, spie e prostitute d'alto bordo. L'occupazione di Parigi da parte dei tedeschi e la dichiarazione di guerra proclamata da Mussolini hanno costretto il governo francese a ripiegare, in tutta fretta, a Bordeaux. Con il codazzo di giornalisti, grand commis, militari, 'nani e ballerine' in una convivenza forzata dai risvolti anche comici, come le schermaglie per aggiudicarsi un posto 'ponte' sulle poltrone della hall. Un concentrato di vanità borghesi prese fuoco sotto gli occhi di una nazione disarmata.
Questa è la ricostruzione infedele eppur autentica di quel caravanserraglio. Ed è la storia di un ragazzo che sarà costretto a scegliere tra una celebre attrice ed una studentessa appassionata, tra politici e ladri, tra la spensieratezza e l'età adultà...

Distribuzione 01 Distribution
Durata 114'
Regia Jean-Paul Rappeneau
Con Isabelle Adjani, Gerard Depardieu, Yvann Attal Virginie Ledoyen, Grégori Derangere
Genere Commedia

La critica
Eccellenti le recensioni dei maggiori giornali francesi. "Il tocco di Rappenau riesce a fondere mirabilmente avventura e commedia, sullo sfondo intrigante della Francia all'inizio della seconda guerra mondiale." "Una prova di attori formidabile".

"Rappeneau inserisce le piccole storie private dei suoi personaggi sullo sfondo della Storia dando al tutto un ritmo forsennato, giocando di macchina da presa, accumulando azione e sentimenti senza preoccupazioni di verosimiglianza. Ogni inquadratura è composta con un massimo d'accuratezza e meticolosità; eppure tutto è in movimento perpetuo. Sarà una forma di contagio, trainato dall'evidente piacere che il regista prova nell'usare la macchina da presa: sta di fatto che gli attori si divertono palesemente a recitare i loro ruoli, ripagandolo con il massimo del rendimento. E poi, se vogliamo riciclare l'ormai abusata espressione 'teatrino della politica' non sarà che un film come questo ha qualcosa da dire anche sulla moneta corrente nella politica odierna?"
(Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 6 febbraio 2004)

"A 14 anni dal 'Cyrano', a 8 dall''Ussaro sul tetto' torna Jean-Paul Rappeneau, con un film che per sua stessa confessione rievoca, pur nella finzione, parte della sua gioventù e l'atmosfera moralmente e materialmente confusa della Francia dal '40 al '42. (...) 'Bon voyage' per qualche verso richiama 'Laissez-passer', il film sul cinema francese sotto l'occupazione. Rappeneau ci mette di tutto e di più, imposta troppe storie e sottostorie, ma c'è, nonostante la lunghezza, il gusto del racconto, la furberia dell'impaginazione ottocentesca divisa tra prosa, epica e poesia. Ma il lavoro degli attori e la ricostruzione d' epoca sono a favore: Depardieu va e viene senza impegno, mentre i due ragazzi al centro dell' affaire, anche morale, Grégori Derangère e Yvan Attal, sono due piccoli eroi verosimili, veri e simpatici."
(Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 7 febbraio 2004)

Scritto dal regista Jean Paul Rappenau insieme a Patrick Modiano, sceneggiatore assieme a Louis Malle di Lacombe Lucien, Bon Voyage è il film che ha ricevuto il più alto numeri di candidature ai César 2004 (gli Oscar francesi): 11 'nomination' tra cui 'miglior film' e 'miglior regia'. Bon Voyage inoltre è il candidato ufficiale della Francia nella corsa agli Oscar

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11 febbraio 2004
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