Boris - Il film

Volete sapere a che punto sta la nostra Settima Arte? Date un'occhiata a questo Boris qui e vi farete un'idea

07 aprile 2011

Noi vi segnaliamo...
BORIS - IL FILM
di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo

Il regista René Ferretti, stanco di girare le solite fiction su forze armate, intrighi ospedalieri e drammi in costume da prima serata, ha deciso di tentare il colpo grosso e realizzare un film d'autore. Tuttavia, il cinematografaro snob si renderà ben presto conto che il 'salotto buono dell'industria culturale', popolato da ricchi e nullafacenti sceneggiatori, attrici nevrotiche e direttori della fotografia che si credono artisti, è ancora peggio di quello della TV. Ad aumentare la sua amarezza, poi, interverrà anche lo spettro dell'unico genere cinematografico che il pubblico italiano sembri apprezzare: il Cinepanettone.

Anno 2010
Nazione Italia
Produzione Lorenzo Mieli e Mario Gianani per WildSide in collaborazione con Rai Cinema, Sky Cinema
Distribuzione 01 Distribution
Durata 108'
Regia e Sceneggiatura Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo
Con Francesco Pannofino, Carolina Crescentini, Caterina Guzzanti, Alessandro Tiberi, Antonio Catania, Pietro Sermonti, Ninni Bruschetta, Alberto Di Stasio, Paolo Calabresi, Giorgio Tirabassi, Claudio Gioè
Musiche Giuliano Taviani e Carmelo Travia eseguite dalla Czech National Symphony Orchestra. Il brano "Pensiero stupesce" è di Elio e Le Storie Tese; il brano "La vita è bella" è di Nicola Piovani.
Genere Commedia


In collaborazione con Filmtrailer.com

La critica
"Pesce d'aprile: 'Boris' arriva al cinema, ed è il più bel scherzo che potreste immaginare. Dopo la fiction, ora tocca alla nostrana settima arte, che poi tanto arte non è, beccarsi una feroce dose di ironia, quella che Ciarrapico, Torre e Vendruscolo ci hanno già fatto applaudire in tv. (...) Riderete da morire ma, dulcis in fundo, non sono le solite battute, perché alla berlina è l'Italia oggi, cialtrona, scansafatiche e improvvisata. I tre moschettieri della tragicommedia ritrovata non salvano nessuno: nemmeno se stessi, e il mondo che li circonda. Ma salvano 'Boris il film': è un capolavoro."
Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano'

"Certo lo si vede lontano un miglio che vogliono viaggiare tre metri sopra il cinema italiano. Perché sì, stanno facendo la commedia, ma non quella solita, banale e corriva. Perché sono intelligenti, metacinematografici, colti. Anche un po' saputelli. E infatti la presa in giro sul cinepanettone (ma è una vera e propria tirata moralistica), è la cosa meno convincente di 'Boris il film', felice trasposizione sul grande schermo (da venerdì in sala) della serie tv di culto di Fox (tre stagioni su Sky), scritto e diretto dal trio Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo. Ma è altrettanto certo che 'Boris il film' ha una freschezza e una vivacità unica nel nostro panorama cinematografico. (...) Non mancano le frecciatine, più spuntate per i dirigenti di RaiCinema (che produce insieme a Wilder), un po' più pungenti per Medusa (...). Niente al confronto della Filmauro di De Laurentiis con i parodici 'Natale al Polo Nord' e 'Natale nello spazio', additati (...) come il male assoluto del cinema italiano (per la verità un po' fuori tempo massimo visto che il genere è in decadenza)."
Pedro Armocida, 'Il Giornale'

"Non c'è stato alcun accordo 'pubblicitario' con i giornalisti-superstar Stella & Rizzo: la banda di Boris non ha chiesto il permesso di utilizzare il titolo 'La casta', l'ha fatto e basta, con il felice atteggiamento da commando che li contraddistingue. Anche perché, come viene detto nel film, come diavolo si potrebbe trarre un film da 'La casta'? E' un libro solo di numeri. In realtà si mormora che l'idea di fare un film da 'La casta' sia circolata, nel cinema italiano di questo infelice XXI secolo, il che dimostra quanto le idee stiano a zero e quanto quelli di 'Boris' stiano sul pezzo. (...) I tre registi-autori della serie - Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo - hanno fatto centro: trasferendo i propri strali satirici dalla tv al cinema, non hanno perso l'umorismo e il divertimento che tracimavano dai canali di Sky. Di più: poiché il cinema è comunque un universo di riferimento più 'alto' rispetto alla tv, 'Boris - Il film' diventa uno specchio deformante messo di fronte all'Italia, già di per sé assai grottesca, di questo scorcio storico. C'è un momento altissimo, nel film, in cui tutto ciò diventa chiaro: la lezione di sceneggiatura in cui Glauco - Giorgio Tirabassi, bravissimo - spiega ai colleghi come si realizza un cine-panettone."
Alberto Crespi, 'L'Unità'

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07 aprile 2011

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