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Cappotti, sciarpe e naso per aria: occhio al cielo, ci sono le comete d'autunno!

Per chi abbia perso le ''Perseidi'' di Agosto, può rifarsi con le ''Leonidi'' di Novembre

18 novembre 2004

Chi non è riuscito a farlo ad agosto per la notte di San Lorenzo, ha un'altra possibilità per esprimere un desiderio e affidarlo al cielo. Da ieri, infatti, guardando in alto verso Est, si potrà assistere di nuovo allo spettacolo delle stelle cadenti. A favorire l'evento - fa sapere il Cnr - sarà non soltanto la luna piena, che secondo le previsioni non ostacolerà la visione del cielo, ma anche la grande quantità di stelle cadenti, che assumono il carattere di una vera e propria pioggia.

Questo eccezionale fenomeno è determinato dalle meteore della cometa 55P/Tempel-Tuttle, che incontrando l'atmosfera, ci appaiono come scie luminose. Si tratta di una manifestazione non frequente, dal momento che la cometa si manifesta ogni 33 anni, il tempo di cui ha bisogno per completare il suo giro intorno al Sole.
Ad ogni ritorno della cometa, le Leonidi, questo è il nome delle meteore (quelle di agosto si chiamano Perseidi), ci regalano una vera e propria pioggia di stelle cadenti, che ha origine dall'interazione dei detriti cometari con l'atmosfera terrestre.

"Quest'anno, le Leonidi si potranno vedere dal 16 al 20 novembre", riferiscono dall'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima (Isac) del Cnr di Bologna.
"C'è oggi un motivo scientifico in più", precisano dal Cnr, "per avvicinarsi al mondo affascinante delle stelle cadenti: gli alti flussi delle Leonidi registrati in questi ultimi anni, a partire dal 1998, hanno offerto un'opportunità unica per studiare l'interazione con l'atmosfera di particelle cometarie ad altissima velocità (71 km al secondo, la più alta che si conosca nel sistema solare) e per comprendere il ruolo dei processi chimici meteorici nel rifornire di materia organica la Terra primordiale al tempo dell'origine della vita".

Con ricerche strumentali, si è giunti infatti alla convinzione che "la materia organica può sopravvivere intatta, almeno in parte, dopo il processo di ablazione (perdita di massa). C'è quindi - concludono gli studiosi del Cnr di Bologna - una concreta possibilità che la materia organica trasportata sulla Terra dalle meteore non venga dissociata in atomi o molecole biatomiche durante il processo di ablazione, ma che possa sopravvivere nella forma di molecole più complesse, fornendo un importante tassello nella formazione ed evoluzione della materia organica prebiotica".
Un motivo in più per non perdere questa occasione.

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18 novembre 2004
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