Changeling

Un altro gran bel film firmato dal ''nostro'' Clint Eastwood, vero Maestro di Cinema

02 dicembre 2008

Noi vi consigliamo...
CHANGELING
di Clint Eastwood



Los Angeles, anni '20. Christine Collins, dopo il rapimento e la ricomparsa di suo figlio Walter, sostiene che il bambino riconsegnatole dalla polizia non è il suo. Fermamente intenzionata a scoprire cosa sia successo veramente a suo figlio, Christine, con l'aiuto del reverendo Briegleb, decide di portare avanti le sue ricerche, scontrandosi però con le autorità locali che non accettano di essere sfidati e contestati da una donna...

Anno 2008 
Nazione USA
Produzione Clint Eastwood, Brian Grazer, Ron Howard e Robert Lorenz per Imagine Entertainment, Malpaso Productions 
Distribuzione Universal
Durata 141'
Regia e Musiche Clint Eastwood
Soggetto e Sceneggiatura J. Michael Straczynski
Con Angelina Jolie, John Malkovich, Jeffrey Donovan, Jason Butler Harner, Amy Ryan
Genere Thriller


In collaborazione con Filmtrailer.com

La critica
"Eastwood racconta tutto con l'occhio di chi sembra rassegnato alla sconfitta, alla corruzione, al dolore ma senza che questa coscienza diventi strumento per scavare nelle 'cause' o per trovare delle 'ragioni'. La cupezza ma anche la lucidità di film come 'Mystic River' e 'Million Dollar Baby' lasciavano nello spettatore molta più inquietudine e incertezze. 'The Exchange' ci lascia la conferma dell'abilità di Eastwood come regista e come narratore, ma in fondo lo sapevamo già."
Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera'



"Una donna sola, un figlio che scompare, l'America dura e dimenticata della Grande Depressione. Sì, dimenticata: anche se l'abbiamo vista mille volte Clint Eastwood, che in quell'America è cresciuto, teme che oggi in realtà se ne sappia ben poco. Dunque la ricrea nel suo stile classico e contenuto, anche per smorzare i toni di una storia (vera) che in altre mani sarebbe stata insostenibile. (...) A ogni svolta del racconto Eastwood apre nuove piste. Offrendo tra le righe perfino uno scorcio non banale della nascente società dello spettacolo (sono gli anni in cui il cinema diventa sonoro) e delle sue patologie. Quasi un capitolo di quella controstoria dell'America che Eastwood va scrivendo anno dopo anno con i suoi film. Sia che racconti la grande storia ('Flags of Our Fathers', 'Lettere da Iwo Jima') o che illumini le vite di personaggi ai margini come in 'Mystic River', in 'Million Dollar Baby' e ora in 'The Exchange'".
Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero'



"Se nella prima parte 'Changeling' è tutto concentrato sulla sorte infernale di Christine e sui depistagli costruiti dalla polizia, la seconda parte intreccia magistralmente il destino della madre e quello del figlio, concludendo entrambe le storie con i due processi. Quello contro la polizia di Los Angeles che vedrà la destituzione a vita del capo della polizia e quello contro Northcott, condannato all'impiccagione. Vera al 100 per cento, comprese quasi anche le battute dei personaggi, la sceneggiatura di 'Changeling' merita già da sola il massimo del riconoscimento. Eastwood di suo ci ha messo tutta l'arte di cui è capace, quella capacità di sentire la musica del cinema (a proposito, di 'Changeling' è autore delle splendide musiche, produttore e regista) e di far suonare tutti gli strumenti presenti su un set in assoluta armonia, sino ad un perfetto e trascinante crescendo sinfonico. La maniacalità di Eastwood per i particolari e la ricerca della perfezione fanno inoltre di 'Changeling' un film a più facce, una più bella dell'altra. Sotto gli occhi dello spettatore si trasforma infatti da film di denuncia a insostenibile horror con serial killer, da grandioso poliziesco ad appassionante court-drama. Alla grandezza di Eastwood vanno affiancate le superbe interpretazioni di Angelina Jolie nella parte di Christine Collins e di un irriconoscibile John Malkovich nei panni del pastore presbiteriano."
Roberta Ronconi, 'Liberazione'



"Se la sostanza politica del film è durissima, dal punto di vista stilistico 'The Changeling' è superiore ad ogni elogio: è splendida la ricostruzione d'epoca, sono straordinari tutti gli attori, ed è toccante il pudore con il quale Eastwood racconta i soprusi vissuti da Walter e dagli altri bambini."
Alberto Crespi, 'L'Unità'

"Riprendendo il filo già tessuto in 'Un mondo perfetto' e in 'Mystic River', Eastwood ci racconta quest'America che ha sostituito l'incubo al sogno con una commozione e uno sdegno che non cadono mai nel sentimentalismo."
Emanuela Martini, 'Il sole 24 ore'

"Costruito con un solido impianto narrativo classico, quello che contraddistingue tutti i film del regista, 'The Exchange' non raggiunge la grandezza di una pellicola che a Cannes ha lasciato il segno, 'Mystic River', ma ha forza di raccontare con sdegno e passione una vicenda che non nasconde legami con il presente e connessioni profonde con le nostre più intime paure."
Alessandra De Luca, 'Avvenire'



"E' strano scoprire nel dizionario 'Cassell' che in inglese c'è una parola specifica per indicare un bambino sostituito (quante volte sarà accaduto, per giustificare l'esistenza del termine?): è 'Changeling', titolo del nuovo film di Clint Eastwood con Angelina Jolie. Ci si può chiedere pure se valga la pena, per un autore come Eastwood, fare un film per raccontare quanto fosse cattiva nel 1928 la polizia di Los Angeles. Sì, ne vale la pena: la storia vera di cronaca evocata dimostra molto di più. Certo, la polizia procede a forza di malvagità, sopraffazione, menzogna. Una giovane donna, madre nubile, sorvegliante di telefoniste, denuncia la scomparsa del proprio figlio di nove anni. La polizia dopo cinque mesi presenta alla donna un ragazzino. Lei non lo riconosce. Non è suo figlio. Per non dire altro, ha sette centimetri in meno di statura ed è circonciso, mentre il figlio non lo è. La polizia insiste per non dover ammettere un errore né smentire un fatto intorno al quale si era fatta molta pubblicità. Lei nega: non è suo figlio. La chiudono in un ospedale per malati mentali (docce gelate, perquisizioni vaginali e rettali, maltrattamenti). Nonostante la complicità dei medici e dell'istituzione ospedaliera debbono rilasciarla.



La diffamano: ecco una donna che rifiuta il figlio per essere libera. Lei resiste, con l'aiuto di un pugnace predicatore, d'un grande avvocato, della gente solidale. Un criminale rapitore e massacratore di bambini viene arrestato: il figlio della donna poteva essere tra le vittime. Lei ha vinto, dalla polizia e dall'ospedale vengono cacciati i responsabili delle soperchierie (nella realtà, la conclusione della storia fu incerta e l'assassino di bambini compiva il suo lavoro di sangue insieme con la madre). Eastwood, si sa, è bravissimo. Il film classico, solido, bene sceneggiato e bene ambientato, appassionante, condanna la polizia e i suoi complici sociali, svela la malvagità nell'assassino dei piccoli e anche nei bambini; esalta la resistenza, il coraggio, la forza d'animo, la volontà di non piegarsi della giovane madre e dei suoi sostenitori. Ha molte virtù americane, forti qualità morali e professionali: Angelina Jolie non sa recitare granché, ma forse anche la sua ingenuità espressiva è un elemento di fascino”.
Lietta Tornabuoni, 'L'espresso'



Presentato in concorso 61mo Festival di Cannes (2008), dove Clint Eastwood ha ricevuto il Premio Speciale della 61° edizione (ex-aequo con Catherine Deneuve).

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02 dicembre 2008

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